Cammini

Due edizioni per maturare e trasformarsi da meeting annuale a piattaforma di incontro: per il terzo anno “All Routes lead to Rome” – nella Capitale dal 16 al 25 novembre – si prepara a riunire alcuni tra i più importanti stakeholder del settore beni culturali. Lo fa puntando sulla dimensione dolce del turismo, sull’entroterra, sull’agricoltura e sull’artigianato di eccellenza, sulle piccole imprese e sull’industria creativa e culturale. “La manifestazione ha, nella sua condizione di crescita, la volontà di riflettere insieme alle istituzioni, agli operatori, ai professionisti, ai ricercatori, per far sì che i buoni propositi trovino effetti reali sulle politiche”, afferma ad AgCult Simone Bozzato, coordinatore scientifico di “All Routes lead to Rome”.

ITINERARI CULTURALI COME STRUMENTO DI SVILUPPO

“Come tutte le attività, anche questa nasce con attese e pretese, cercare di misurarle diventa fondamentale per le attività culturali – riflette Bozzato -. Quest’anno abbiamo provato a ragionare sugli elementi di successo, e anche su quelli di insuccesso, per capire meglio come rilanciare una manifestazione che ha come attesa quella di rivedere il punto di riflessione e di analisi su un tema importante: il turismo sostenibile”. E in particolare lo sguardo si volge verso gli itinerari culturali, “strumento di sviluppo del nostro Paese e di creazione di attività lavorative”. “All Routes lead to Rome”, attraverso diversi spunti di riflessione, permetterà di “misurare lo stato dell’arte delle singole attività e fare quel passetto in più che può portare a migliorare i meccanismi”, prosegue Bozzato soffermandosi sul concetto di “fare sistema”.

UNA PIATTAFORMA CONDIVISA

Una cosa è certa: “Non si possono fare attività di questa natura se non si è in grado di creare almeno le condizioni per fare sistema – sottolinea Bozzato – e ‘All Routes lead to Rome’ ha fatto propria la posizione di fare sistema”. Si parla quindi di “una piattaforma, un luogo nel quale è dato per assodato ciò che si è costruito, si misurano e si monitorano anno per anno le attività messe in campo, e si cerca di capire a che livello si è nel piano di spesa delle Regioni all’interno di questi meccanismi”. Questo, secondo il coordinatore scientifico di “All Routes lead to Rome”, diventa “un momento di riflessione tra istituzioni per capire e migliorare, dove possibile, ciò che si può mettere in campo” guardando a tutte quelle “attività che intercettano un modo diverso di vedere il Paese, che provano a mettere insieme le istituzioni per vedere come l’eterogeneità possa diventare un valore nel piano comune di pianificazione”.

FARE SISTEMA PER UN TURISMO SOSTENIBILE

La manifestazione va quindi verso l’istituzione di una piattaforma nazionale per la mobilità dolce: “Il tema della sostenibilità, della responsabilità rispetto al turismo, è un tema ormai noto e condiviso, che risente ancora di difficoltà in alcune politiche di pianificazione, ma che è digerito in termini generali”, spiega Bozzato sottolineando come sia arrivato il momento di “mettere in pratica gli strumenti che permettano di lavorare in modo coeso, di creare un piano di mobilità, di provare a ragionare su una dimensione di mobilità dolce, accompagnare un processo di responsabilità da parte dei territori e di valorizzazione dei paesaggi”. Turismo sostenibile, aree interne, itinerari culturali, borghi: tutti riferimenti che “hanno bisogno di punti di connessione, di sistemi di relazione”. Ecco perché “bisogna lavorare in modo tale che ci siano politiche sovra-regionali che tendano a mettere insieme gli interessi dei singoli territori per far sì che il turismo minore, che rappresenta bene il nostro Paese, diventi un riferimento strutturale all’interno delle politiche di pianificazione”, continua Bozzato.

IL LIBRO BIANCO DEGLI ITINERARI

In questo contesto si inserisce perfettamente il Libro bianco degli itinerari – “Del viaggio lento e della mobilità sostenibile” di Simone Bozzato, Federico Massimo Ceschin e Gaia Ferrara – presentato durante la scorsa edizione di “All Routes lead to Rome”. Si tratta, spiega ancora Bozzato, di un “impegno dovuto a tutti coloro che hanno lavorato nel tempo e creato le condizioni per avere una linea comune sugli itinerari culturali. Serviva, a valle di tutto il lavoro fatto, un elemento che raccordasse le linee”. Il libro offre “linee guida per distinguere in forma terminologica l’itinerario da un cammino, un tracciato da un asse viario” e al tempo stesso prova a “capire gli elementi e le politiche che hanno creato prodotti turistici di rilievo rispetto agli itinerari”, afferma Bozzato. Il volume ha l’ambizione di essere un Libro bianco: “Un momento di riflessione comune in cui si depositano le condizioni che possono divenire uno strumento funzionale per le istituzioni, uno strumento che possa diventare di supporto al lavoro quotidiano”. “Riteniamo – conclude Bozzato – che ci debbano essere innovazioni nel settore degli itinerari culturali, a partire da politiche che portino a far riconoscere questo strumento di valorizzazione, creando condizioni anche professionali”.

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