Teatro comunale Bologna“L’andamento della gestione del Teatro comunale di Bologna in questi ultimi anni ha sempre dato risultati negativi e continuamente in perdita, nonostante gli interventi sempre più corposi dei soci fondatori (Comune e Regione) e dei lavoratori del teatro che purtroppo non sono serviti a evitare una drammatica discesa verso gli ultimi posti, precisamente all’undicesimo, della graduatoria delle 14 fondazioni lirico-sinfoniche”. Lo sottolinea il deputato Galeazzo Bignami (FI) in un’interrogazione al ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli.

Per quanto riguarda il Fus 2018, “al Teatro comunale di Bologna verranno erogati 900 mila euro in meno di finanziamenti, pari a 8,4 milioni di euro, rispetto al 2017, anno in cui vennero assegnati alla fondazione 9.024.309 euro”, afferma Bignami che aggiunge: “In meno di 10 anni il Teatro comunale ha perso quasi 7 milioni di euro nella quota di ripartizione del Fus precipitando dai 15,2 milioni di euro ad esso destinati nel 2009 ai soli 8,4 milioni assegnati nel 2018”.

Il deputato azzurro riporta le graduatorie di merito stilate dalla Commissione consultiva per lo spettacolo in base alle quali vengono stabiliti gli importi da destinare alle fondazioni lirico-sinfoniche. Sia per quanto riguarda i costi di produzione che nella capacità di attirare risorse, rileva Bignami, il Teatro comunale di Bologna scende in classifica rispetto allo scorso anno. Per quanto riguarda invece la parte qualitativa, dal 2017 al 2018 sale di un solo un punto “nonostante l’obiettivo dichiarato -puntualizza l’esponente FI -fosse quello di puntare principalmente sull’aspetto qualitativo della programmazione”.

Per queste ragioni, Bignami chiede al titolare del Mibac di “avviare verifiche volte ad appurare le eventuali carenze nella gestione del Teatro comunale di Bologna”. E “quali iniziative intenda intraprendere per far sì che il Teatro riacquisti il meritato prestigio che non può prescindere dalla valorizzazione degli aspetti qualitativi e dalla competenza e dalla capacità gestionale”. L’auspicio del deputato Fi è che “l’azione rigorosa ed efficace di contestuale riduzione dei costi non si traduca nell’ennesima penalizzazione a danno del personale dipendente del Teatro, al quale non si può certo attribuire alcuna responsabilità in merito alla perdita dei contributi statali”.

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