Paolo Vi Populorum Progressio CulturaEducare all’umanesimo solidale, per costruire una “civiltà dell’amore” a 50 anni dalla Populorum progressio, è la SFIDA n.2 prevista in #HackCultura2019, il primo Hackathon rivolto al mondo dell’istruzione per la “titolarità culturale”, la conoscenza e la ‘presa in carico’ del patrimonio culturale, promosso dalla rete #DiCultHer in collaborazione con Europeana, Indire, ICCU, Scholas Occurrentes (approfondisci).

La SFIDA n.2 prevede la realizzazione di “Laboratori creativi di Umanesimo solidale” e si collocano in un contesto di proposte progettuali di metodologie innovative per la valorizzazione del patrimonio culturale – tangibile, intangibile e digitale – centrate sull’engagement delle fasce giovanili della popolazione, chiamate, in una logica di esercizio di cittadinanza e di progettazione partecipata, a ‘prendere in carico’ il patrimonio come complesso di risorse di cui aver cura a livello individuale e come comunità.

Nello specifico sono Laboratori scolastici in cui la creatività digitale viene stimolata per l’elaborazione congiunta di un tema “solidale” e “inclusivo” in cui si valorizza l’interculturalità tra gruppi di giovani che verranno accompagnati in attività di riconoscimento e di scambio dei rispettivi valori patrimoniali culturali.

Alcuni passaggi del documento “Educare all’Umanesimo Solidale” sono di particolare riferimento per la progettazione e realizzazione di tali laboratori:

  • Il capitolo 10 che verte sull’Educazione umanizzata:
    10. Un’educazione umanizzata, perciò, non si limita a elargire un servizio formativo, ma si occupa dei risultati di esso nel quadro complessivo delle attitudini personali, morali e sociali dei partecipanti al processo educativo; non chiede semplicemente al docente di insegnare e allo studente di apprendere, ma sollecita ciascuno a vivere, studiare e agire, in relazione alle ragioni dell’umanesimo solidale; non progetta spazi di discussione ma, al contrario, propone luoghi di incontro e confronto per realizzare progetti educativi validi; si tratta di un’educazione – allo stesso tempo – solida e aperta, che rompe i muri dell’esclusività, promuovendo la ricchezza e la diversità dei talenti individuali ed estendendo il perimetro della propria aula in ogni angolo del vissuto sociale nel quale l’educazione può generare solidarietà, condivisione, comunione.
  • Il capitolo 14 sulla cultura del dialogo nelle aule scolastiche:
    14. L’educazione all’umanesimo solidale ha la gravissima responsabilità di provvedere alla formazione di cittadini provvisti di un’adeguata cultura del dialogo. D’altronde la dimensione interculturale è di frequente vissuta nelle aule scolastiche di ogni ordine e grado, nonché nelle istituzioni universitarie, per cui è da lì che si deve procedere per diffondere la cultura del dialogo. Il quadro di valori nel quale vive, pensa e agisce il cittadino formato al dialogo è sostenuto da principi relazionali (gratuità, libertà, uguaglianza, coerenza, pace e bene comune) che entrano in modo positivo e decisivo nei programmi didattici e formativi delle istituzioni e agenzie che hanno a cuore l’umanesimo solidale.
  • Il capitolo 23 che valorizza la conoscenza delle culture di provenienza:
    23. Per essere una vera inclusione si deve compiere l’ulteriore passo di entrare in un rapporto di solidarietà con le generazioni che ci hanno preceduto. Purtroppo l’affermazione del paradigma tecnocratico ha, in alcuni casi, ridimensionato il sapere storico, scientifico ed umanistico – con il suo patrimonio letterario ed artistico – mentre una retta visione della storia e dello spirito con cui i nostri antenati hanno affrontato e superato le loro sfide, può aiutare l’uomo nella complessa avventura della contemporaneità. Le società umane, le comunità, i popoli, le nazioni sono il frutto di passaggi della storia nei quali si rivela una specifica identità in continua elaborazione. Cogliere il nesso fecondo fra il divenire storico di una comunità e la sua vocazione al bene comune e al compimento dell’umanesimo solidale implica la formazione di una coscienza storica, basata sulla consapevolezza dell’inscindibile unità che porta gli antenati, i contemporanei e i posteri, a superare i gradi di parentela per riconoscersi tutti ugualmente figli dell’unico Padre, e dunque in un rapporto di solidarietà universale.
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