Il Castello di Montenero Sabino, set dell’edizione 2017

Castello Errante è la prima Residenza Internazionale del Cinema, un progetto ideato da Adele Dell’Erario e organizzato da Occhi di Giove Srl che quest’anno è giunto alla sua seconda edizione. Castello Errante è un progetto che coniuga diversi aspetti: la promozione della multiculturalità, la formazione professionale e la valorizzazione dei territori. “Il valore che sentivo fondante per questo progetto”, spiega Adele Dell’Erario ad AgCult, è “lo scambio tra culture differenti come motore propulsore di nuovi modelli di crescita, formazione e scoperta”.

Castello Errante si svolge ogni anno in un borgo diverso della Regione Lazio. Rappresenta un format mai realizzato prima d’ora che coniuga il valore del cinema indipendente alle esperienze cinematografiche provenienti da tutto il mondo. L’obiettivo è innescare processi di sensibilizzazione e crescita indirizzati prevalentemente ai giovani del territorio contribuendo all’abbattimento della marginalità sociale di alcune zone periferiche del Lazio. La sede del progetto, scelta di anno in anno, ospita 20 studenti provenienti da 12 differenti Scuole di Cinematografia nazionali e internazionali. Argentina, Cile, Costa Rica, Cuba, Ecuador, Guatemala, Nicaragua, Perù e Uruguay: questi i Paesi dell’America Latina finora coinvolti nell’iniziativa, un numero consistente e in crescita in vista delle prossime edizioni del progetto.

La troupe realizza un cortometraggio che, grazie alla sinergia con le Ambasciate dei Paesi aderenti all’iniziativa, partecipa a festival nazionali e internazionali. In questo modo, si crea anche un veicolo per il patrimonio della Regione Lazio.

L’iniziativa ha visto quest’anno il sostegno della Regione Lazio, del Mibac, dell’Unione di Comuni della Bassa Sabina e del Comune di Cottanello (Rieti). Al progetto hanno collaborato l’IILA (l’Istituto Italo Latino Americano) e le Ambasciate dei Paesi coinvolti. Esso ha visto la collaborzione anche della Roma Lazio Film Commission, del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma e dell’Accademia di Cinema e Televisione Griffith.

SCAMBIO TRA CULTURE QUALE MOTORE PROPULSORE DELLA CRESCITA

Il progetto trae il nome dal romanzo fantasy ‘Il castello errante di Howl’ e dal suo celebre adattamento filmico del regista Hayao Miyazaki. Nasce nell’estate del 2016, racconta ad AgCult la sua ideatrice, “quando – per via di un progetto al quale stavo lavorando – ho vissuto cinque mesi a Ostia, che in quel momento stava attraversando un periodo di grande crisi, dovuta allo smantellamento di molte delle strutture sulle quali si fondavano le attività legate alle economie delle stagioni balneari”. Il “silenzio” diventa fonte “di concentrazione e scrittura” e le permette di dar vita al progetto.

“Il primo spunto – continua l’ideatrice del progetto – fu una riflessione sulla assenza del concetto di “residenza” in campo cinematografico. Un format, spesso associato al campo delle arti visive o del teatro (che porta all’ospitalità del singolo artista o di una compagnia in un luogo diverso dal quello eletto come base della propria creatività e con l’obiettivo di portare a compimento un progetto o percorso creativo ben definito), ma che non esisteva nell’ambito cinematografico”. Proprio da qui comincia “la scrittura e la definizione dei dettagli della prima Residenza cinematografica a carattere internazionale”.

“Il valore che sentivo fondante per questo progetto: lo scambio tra culture differenti come motore propulsore di nuovi modelli di crescita, formazione e scoperta”.

UN PROGETTO IN CONTINUO SVILUPPO

Si arriva così al 2017 con la prima edizione del Castello Errante. La cornice è il Castello Orsini di Montenero Sabino, trasformato in un vero e proprio studio di produzione cinematografica. Da Montenero Sabino, nel 2018, il progetto approda a Micigliano, nell’Abbazia dei Santi Quirico e Giulitta. In questa seconda edizione vengono coinvolti diversi comuni del Reatino, quali Cottanello e quelli facenti parte dell’Unione di Comuni e del Sistema Bibliotecario della Bassa Sabina.

“Dalla prima alla seconda edizione, il progetto è cresciuto in maniera esponenziale. Ovviamente il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali ha confermato il proprio sostegno, cosa fondamentale per garantire al progetto un respiro più ampio. Il secondo anno ha visto poi l’adesione di nuovi Paesi dell’America Latina, Cuba e Uruguay, nonché di importanti partner culturali e tecnici. Il percorso di scambio si è quindi consolidato e allargato a nuove culture e ad altri piani di formazione in campo audiovisivo”.

In merito all’adesione di nuovi Paesi al progetto, Dell’Erario sottolinea come sia nata “una collaborazione estremamente attiva con le scuole professionali Duoc – Uc e Instituto Profesional Arcos di Santiago del Cile: due realtà che formano studenti dal punto di vista prevalentemente tecnico, la prima, e da quello più prettamente creativo e autoriale, la seconda”. Il contributo di Alvaro Cortés, docente di Direzione della Fotografia della Capitale cilena, ha poi permesso lo sviluppo di “un intenso rapporto con il Cile, Paese che sta vivendo un importante momento di fecondità dal punto di vista cinematografico e con il quale Castello Errante sta approfondendo vari aspetti legati alla formazione e alla produzione audiovisiva”.

Centrale, nello sviluppo del progetto, il rapporto con il territorio. Un rapporto che si è innescato grazie anche alla grande attenzione rivolta al progetto dagli enti locali coinvolti. “Il rapporto con l’incantevole Sabina – terra che per il momento il Castello Errante predilige per le sue soste – si è rafforzato grazie alla sensibilità di alcune Amministrazioni locali che ne hanno compreso il potenziale, sia in termini di valorizzazione delle proprie risorse che per il contributo che il progetto rappresenta nell’abbattimento alla marginalità di alcuni luoghi periferiche della Regione”.

Importante è, sottolinea Dell’Erario, anche la crescita “da un punto di vista organizzativo e di produzione. Quello che il primo anno appariva come un’incognita, data la natura totalmente innovativa del progetto e il nuovo modo di trattare i percorsi di formazione e di produzione audiovisiva, quest’anno ha incontrato la consapevolezza di uno staff più maturo, capace di concepire ogni aspetto dell’iniziativa nei dettagli, affrontando con maggiore consapevolezza anche quell’elemento di imprevedibilità e sperimentazione che pur continua a restare uno degli aspetti più interessanti di Castello Errante”.

GIOVANI E TERRITORIO: LA VALORIZZAZIONE E IL RILANCIO DELLE RISORSE

Il progetto, come detto, coniuga la valorizzazione dei territori con la promozione della multiculturalità e la formazione professionale. Castello Errante, infatti, è prima di tutto un progetto di formazione rivolto agli studenti italiani e agli studenti stranieri ospitati. Durante la residenza si tengono workshop rivolti alle scuole secondarie superiori e incontri con tutor provenienti dal mondo del cinema. La residenza ospita inoltre convegni attorno ai temi del turismo creativo e delle coproduzioni internazionali. Il prodotto filmico dei ragazzi che vi partecipano ha lo scopo di favorire l’approccio delle nuove generazioni alle tecniche cinematografiche.

Conclusasi la seconda edizione, “la produzione ha cominciato a dedicarsi agli ultimi aspetti di definizione dei prodotti audiovisivi realizzati dalla troupe internazionale che ha partecipato quest’anno. E’ online da pochi giorni il trailer del cortometraggio “Cena di notte” e, terminato anche il lavoro di sottotitolatura in tre lingue, comincerà la promozione attraverso i Festival Nazionali e Internazionali, ovvero prevalentemente Italiani e dell’America Latina. Questa fase del lavoro è fondamentale per la visibilità di un progetto che vede un impegno incredibile da parte dei suoi partecipanti, spesso a lavoro in contesti molto differenti da quelli in cui sono nati e cresciuti, e in condizioni non sempre favorevoli, trattandosi di zone non necessariamente avvezze ai contesti di produzione audiovisiva”.

Un prodotto che dà visibilità al territorio, lo valorizza e contribuisce al suo rilancio, secondo Dell’Erario. “L’Italia è ricca di zone sconosciute e ancora incontaminate, la cui valorizzazione può avvenire adesso, alla luce di una più concreta consapevolezza della disponibilità di mezzi di sensibilizzazione e promozione di un territorio, che passino cioè attraverso il rispetto dell’ambiente e della storia”.

VERSO LA TERZA EDIZIONE

Un progetto quindi in forte crescita rispetto al quale si sta già lavorando a una terza edizione. “Castello Errante farà tappa molto probabilmente ancora nella Sabina – spiega Adele Dell’Erario – dove ha avuto la fortuna negli ultimi due anni di imbattersi in molte figure appassionate di cinema e cultura che possono arricchire il progetto di nuovi spunti ed energie. Sono diversi le Amministrazioni che hanno candidato i loro territori all’ospitalità del progetto nel 2019 e proprio in queste settimane è partito tutto il lavoro di analisi e approfondimento per la ricerca della nuova location che ospiterà studenti e progetto il prossimo anno”.

Cosa aspettarsi da questa nuova edizione? Dell’Erario annuncia un probabile ingresso di un nuovo Paese latino americano “con una storia e una cinematografia estremamente interessanti, di cui sveleremo presto il nome”. Sarà “inevitabile” poi “la nascita di alcune sezioni di approfondimento che faranno parte della nuova edizione del progetto” per la collaborazione instaurata con le scuole professionali Duoc – Uc e Instituto Profesional Arcos di Santiago del Cile e con il docente di Direzione della Fotografia della Capitale cilena, Alvaro Cortés.

“Ancora più incisivo e interessante – conclude l’ideatrice di Castello Errante – sarà il percorso che nel 2018 verrà fatto anche dal punto di vista della produzione di contenuti audiovisivi, allo scopo di trattare non solo la materia cinematografica, bensì anche quella della promozione e della comunicazione attraverso il mezzo audiovisivo, a stretto contatto con il territorio in tutti i suoi aspetti più interessanti”.

CINEMA E NON SOLO

Il coinvolgimento del territorio è alla base delle attività che si svolgono nell’arco di un mese. Non si tratta, però, solo della realizzazione del prodotto filmico. Sono molte le attività che si realizzano durante il mese di lavoro. Tutte hanno lo stesso fine: incentivare nuovi modelli di crescita, formazione e scoperta. I programmi educativi sui quali il progetto lavora sono basati su modi nuovi di fare formazione. Attraverso essi, si coinvolgono i giovani in tutte le fasi della produzione cinematografica.

Nella Residenza vengono organizzate masterclass curate dalle scuole di cinema partner del progetto, workshop e convegni sulle nuove tendenze tecnologiche in campo audiovisivo. Si svolgono eventi dedicati all’incontro tra cinema e cibo, italiano ed estero, e alla valorizzazione del patrimonio enogastronomico locale. Vengono promossi incontri con personalità del mondo del cinema e rassegne dedicate alla cinematografia latino americana e a quella italiana.

 

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