Santo StefanoPromuovere una cultura comune della memoria e della comprensione tra i cittadini dell’Unione Europea. Questo l’obietto che il “Programma Europa per i cittadini” intende perseguire attraverso il bando “Memoria Europea”, in scadenza il 1 febbraio 2019.

Il bando è stato presentato ai potenziali beneficiari nella sala Spadolini del ministero dei Beni culturali da Elisabetta Scungio, Project Manager per il Programma Europa per i Cittadini – Mibac, e Rita Sassu, Punto di contatto per il Programma nell’ambito del Ministero.

Elisabetta Scungio, in particolare, ha sottolineato l’importanza del bando nell’ambito dell’Anno europeo del patrimonio culturale. “La finalità del 2018 è quella di individuare il patrimonio culturale come una risorsa condivisa che vada a alimentare il senso di appartenenza del cittadino europeo nello spazio comune europeo”. Nell’ambito del bando, continua Scungio, “ci sono priorità legate proprio all’Anno europeo del patrimonio culturale e ad alcune ricorrenze, ad alcuni anniversari storici”, quali il centenario della fine della Grande Guerra.

“MEMORIA EUROPEA”: SENSIBILIZZARE I CITTADINI ALLA MEMORIA STORICA

Il bando “Memoria Europea” è volto, nello specifico, a cofinanziare progetti che sollecitino la riflessione sui momenti salienti e sui punti di riferimento della storia europea recente, sulle cause e le conseguenze dei regimi totalitari e autoritari e a commemorare le vittime dei loro crimini.

Il bando si rivolge a entità attive nella promozione della cittadinanza europea attiva. Tra questi, enti culturali, centri di ricerca, università, fondazioni, musei, organizzazioni senza scopo di lucro, associazioni culturali, associazioni di sopravvissuti, comuni, province e regioni. L’apertura del bando è prevista nelle prossime settimane.

“Memoria Europea” viene sovvenzionato per un massimo di 100 mila euro.

I PROGETTI AMMESSI AL BANDO

“Memoria Europea” si propone di sensibilizzare i cittadini europei attraverso progetti che promuovano una maggiore comprensione degli eventi del XX secolo. Sono state fissate tre priorità permanenti per il periodo a cui fa riferimento il Programma (2014-2020) mentre annualmente vengono fissate priorità specifiche. Le priorità permanenti a cui i progetti possono far riferimento sono i regimi totalitari e le loro conseguenze, l’antisemitismo e le nuove forme di intolleranza, la transizione democratica e l’adesione all’Unione Europea. Per il 2019 sono state fissate cinque priorità di cui solo tre confermate al momento. Tra le priorità confermate le elezioni del Parlamento europeo e il 40ᵒ anniversario delle prime elezioni dello stesso, le rivoluzioni democratiche in Europa Centrale degli anni ‘90 e i 15 anni dell’allargamento dell’Unione Europea.

Ad essere supportate saranno tutte quelle azioni che incoraggino la tolleranza, la comprensione reciproca e il dialogo interculturale coinvolgendo diverse tipologie di organizzazioni e sviluppando diverse attività tra loro complementari. I progetti dovranno svolgersi per almeno 18 mesi.

Rita Sassu sottolinea l’importanza della “dimensione europea” dei progetti e il riferimento a “leggi e proposte” europee sul settore oggetto degli stessi. Ogni progetto dovrà, inoltre, includere almeno una nazione e sarà data preferenza a progetti che coinvolgono più nazioni.

LA SELEZIONE

Nella valutazione dei progetti saranno valutati vari aspetti. Tra questi, la coerenza con gli obiettivi del Programma e la capacità finanziaria e operativa del progetto.

La sovvenzione viene calcolata sulla base degli eventi e delle attività complementari che saranno inseriti nel progetto presentato. La sovvenzione potrà essere utilizzata poi per tutte le spese eleggibili del bando.

Il 30% del punteggio massimo sarà assegnato in base alla coerenza fra il progetto, gli obiettivi del Programma e quelli specifici del bando. Il 35% del punteggio verrà assegnato in base alla qualità del piano di attività e del programma di lavoro del progetto.

Saranno inoltre valutate l’attività di divulgazione e la strategia di comunicazione. Questa valutazione assegnerà un massimo del 15% del punteggio totale. Infine, il 20% del punteggio sarà assegnato in base all’impatto e al coinvolgimento dei cittadini.

IL PROGRAMMA EUROPA PER I CITTADINI

Il Programma, gestito dalla Direzione Generale Migrazione e Affari Interni della Commissione Europea, mira al coinvolgimento dei cittadini nel processo di integrazione europea. Obiettivo ultimo è avvicinare i cittadini all’Unione Europea permettendo la comprensione di cos’è l’Unione stessa. Tale obiettivo è perseguito incrementando la partecipazione degli stessi e supportando economicamente organizzazione attive nei settori ad esso attinenti.

I Paesi aderenti all’iniziativa sono i 28 membri dell’Unione Europea (anche se è in fase di trattativa la partecipazione al Programma del Regno Unito data la procedura di recesso dall’Unione) e nazioni non appartenenti ad essa quali l’Albania, il Montenegro e il Kosovo.

A coadiuvare i lavori della Commissione è l’Agenzia Esecutiva per l’Istruzione, gli Audiovisivi e la Cultura (EACEA). La stessa Agenzia si occupa infatti dell’attuazione pratica delle azioni previste usufruendo anche della collaborazione degli ECPs – Europe for Citizens Points, le strutture nazionali dei Paesi aderenti al Programma che diffondono le informazioni sullo stesso e supportano i beneficiari.

Il Programma è riferito alle annualità 2014-2020 e finanziato per un totale di 186 milioni di euro. Si tratta, sottolinea Rita Sassu, di una “riduzione rispetto alla vecchia versione del bando” anche se “è stato comunicato in via informale che il bilancio 2019 sarà di 215 milioni di euro permettendo di finanziare quindi un maggior numero di progetti”.

LA PARTECIPAZIONE ITALIANA

“Nel 2017 sono stati presentati – evidenzia Elisabetta Scungio – 1912 progetti” nell’ambito del Programma. Si tratta di una cifra che include non sono il bando “Memoria storica” ma anche tutti gli altri bandi del Programma. “L’Italia è risultato essere – continua Scungio – lo Stato con il maggior numero di progetti presentati” pari a 298, il 15,16% del totale. Di questi 47 sono risultati vincitori rendendo “l’Italia prima ad aver riscosso il maggior numero di successi”.

Nell’ambito del bando “Memoria Europea”, nel 2015 i progetti italiani si sono soffermati sulla deportazione degli ebrei, sullo sterminio di Rom, omosessuali e disabili. I progetti hanno riguardato anche il percorso storico europeo.

Nel 2016, invece, i progetti si sono soffermati oltre che su questa ultima tematica anche sulle guerre iugoslave.

Leggi anche:

Grande Guerra, Italia Nostra: avviare censimento e catalogazione nazionale di tutte le lapidi e monumenti

Mibac, bando da 260mila euro per progetti sulla Prima Guerra mondiale

Rispondi