Euyo orchestra musica concerto lirica opera fondazioni“La vera spada di Damocle che pende sulle Fondazioni lirico-sinfoniche è l’insieme del debito che supera i 400 milioni di euro. Tale debito, nonostante la legge Bray-Franceschini, non potrà essere a breve estinto”. Lo ha detto Cristiano Chiarot, presidente dell’Anfols (Associazione nazionale fondazioni lirico sinfoniche), nel corso di un’audizione in commissione Cultura del Senato dedicata all’indagine conoscitiva in materia di Fondo unico per lo spettacolo (Fus). “Non vi sono altre soluzioni se non una necessaria patrimonializzazione dei soci delle Fondazioni”, ha affermato Chiarot che ha aggiunto: “Essendo la gran parte di questo debito nei confronti dello Stato, mi pare legittimo chiedere e porre una soluzione coerente, ovvero che esso trasformi il proprio credito in patrimonio per le Fondazioni, che finalmente si vedrebbero riconosciute quella necessaria dotazione finanziaria che è nella loro stessa natura”.

LA PECULIARITA’ DELLE FONDAZIONI

Negli ultimi anni le Fondazioni lirico-sinfoniche, ha ricordato il presidente dell’Anfols che riunisce i dodici Teatri dell’opera presenti in Italia, hanno dato vita “ad una vera e propria rivoluzione che le ha viste impegnate su diversi fronti contemporaneamente, il pareggio del bilancio non è stato il solo fine perseguito”. Molti altri obiettivi “sono stati conseguiti -ha spiegato Chiarot -: un costante allargamento del pubblico con una serie di molteplici offerte rivolte ad includere il più ampio numero e tipologia di spettatori (giovani, studenti, famiglie, cittadini meno abbienti), la diversificazione degli spettacoli e l’ampliamento dei titoli, l’apertura a nuovi generi di spettacolo, l’investimento sullo spettacolo di danza e su giovani interpreti italiani, solo per citarne alcuni”.

Per Chiarot il comparto delle Fondazioni è “un asset fondamentale per l’impianto culturale, sociale e del turismo del nostro Paese. Rappresentiamo una forma di spettacolo globale che viene eseguito in ogni paese del mondo e grazie al quale vengono valorizzate la lingua, la cultura e l’identità italiane”. Un comparto che “necessita di costanti investimenti per sostenerne la sopravvivenza e lo sviluppo. Rappresentiamo, infatti, per il nostro Paese, una importante struttura economica che dà lavoro a musicisti provenienti dai nostri Conservatori, a tecnici ed artisti delle Accademie, a giovani laureati nelle nuove discipline di gestione e promozione culturale”.

Per il presidente Anfols “è dunque sempre più indispensabile riconoscere il nostro status di ‘eccellenza culturale’ e, attraverso l’attuazione di norme specifiche, preservare la peculiarità delle Fondazioni lirico-sinfoniche, così come la focalizzazione della figura dell’artista e di tutti i lavoratori del settore. La necessità è quella di evitare il rischio di omologazione, spesso dettata dal mercato, di tutte le Fondazioni Lirico Sinfoniche ad un unico modello culturale, sottraendo loro l’autonomia e la specificità qualitative frutto del costante lavoro di ricerca intrapreso”.

FUS E RIORDINO NORMATIVO

Chiarot si è poi soffermato sulla questione Fus: “Oggi è pari circa allo 0,02 per cento del Pil e negli ultimi tempi abbiamo potuto felicemente constatare come si sia arrestata la sua diminuzione, anche grazie all’ultima integrazione cercata e portata a termine dal ministro Bonisoli”. Però, ha evidenziato il presidente Anfols, “riteniamo che l’investimento per il settore nell’arco temporale di 3-5 anni non possa che raggiungere quanto meno lo 0,083 per cento del Pil, come era quando nacque nel 1985, e che tali finanziamenti debbano essere inseriti nel bilancio dello Stato tra gli investimenti”.

Come Anfols, ha proseguito Chiarot, “chiediamo la revisione dei criteri di riparto alla luce delle problematiche riscontrate nella sua applicazione. Consideriamo indispensabile la triennalità dei finanziamenti Fus e la loro erogazione anticipata o con cadenze regolari nell’arco dell’anno, cosa che ridurrebbe, ad esempio, l’indebitamento finanziario dovuto alle anticipazioni bancarie”. L’attuale meccanismo che prevede l’assegnazione delle risorse ad anno quasi terminato, segnala Chiarot, “comporta il vedersi attribuire una cifra inferiore di quella preventivata e messa in bilancio. Per tali motivi sarà auspicabile considerare una così detta ‘clausola di salvaguardia’ che preveda che le variazioni annuali in più o in meno siano necessariamente contenute in un determinato limite”.

Chiarot chiede anche “il riordino e l’armonizzazione in un testo unico di tutte le leggi, gli articoli e i decreti emanati dal 1987 ad oggi sulle Fondazioni lirico-sinfoniche, al fine di eliminare la contraddittoria stratificazione legislativa esistente e rendere così i nostri teatri in grado di competere con le altre istituzioni internazionali, consolidandone la legittimazione pubblica e l’aumento degli spettatori avvenuto in questi ultimi anni”.

SPENDING REVIEW

“La cancellazione dall’elenco Istat delle istituzioni finanziate dal Fus si tradurrebbe in maggiori risorse in un settore che ha sofferto molto più di altri la lunga crisi economica”, ha segnalato inoltre Chiarot che ha aggiunto: “Una questione vitale riguarda la nostra natura giuridica, la cui labile interpretazione ha indotto e induce ancora oggi il nostro comparto a subire notevoli ripercussioni economiche negative. Le Fondazioni lirico-sinfoniche assumono carattere tipicamente pubblico nel momento in cui vengono assoggettate alla spending review e a tutti i controlli della P.A. mentre, ad esempio, sono state considerate soggetti di diritto privato in occasione di sentenze della Corte Costituzionale o, recentemente, della Corte Europea in merito alle assunzioni stagionali”.

AMMORTIZZATORI SOCIALI E PENSIONI

In merito alla situazione dei lavoratori delle Fondazioni lirico-sinfoniche, il presidente Anfols ritiene “fondamentale istituire enti bilaterali per l’erogazione di servizi di assistenza al reddito e ammortizzatori sociali”. In questa direzione”, ha proseguito Chiarot, “andrebbe riconosciuto al personale artistico e tecnico la possibilità di andare in pensione con la legge pre-Fornero tramite fondi bilaterali e con l’avanzo di gestione della cassa Inps dello Spettacolo, tutt’ora in forte attivo”.

TURISMO

Alle Fondazioni lirico-sinfoniche, ha rivendicato Chiarot, “va riconosciuto un ruolo strategico per rafforzare il settore del turismo di qualità del nostro Paese. Sarebbe auspicabile un tavolo tecnico tra Mibac, Mipaaft ed Enit per il sostegno e la promozione delle stagioni artistiche e delle altre attività legate alla produzione teatrale”.

IVA

Il presidente Anfols ritiene “necessari i tavoli di lavoro e accordi di programma con le Regioni e gli Enti locali e fondi assicurativi per agevolare l’accesso al credito e la riduzione dell’aliquota Iva sui biglietti d’ingresso portandolo dall’attuale 10 per cento alla percentuale agevolata riservata ad altri prodotti culturali come i libri, le riviste, i periodici (4 per cento), se non all’esenzione, come avviene per le visite ai musei”.

PERICOLI E FUTURO

In conclusione del suo intervento, Chiarot si è soffermato su “un particolare pericolo da cui il nostro comparto deve difendersi e deve essere difeso”. Si tratta, ha detto il presidente Anfols, “di una serie di pregiudizi approssimativi, tra il prevenuto e il malevolo, espressi da parte di chi non conosce a fondo la nostra realtà, i sacrifici e i risultati raggiunti rimettendo in sesto uno dei settori più importante e più complesso del nostro Paese”. Per Chiarot, “commentatori, critici, editorialisti improvvisati continuano ad affrontare le Fondazioni lirico-sinfoniche con una superficialità preoccupante innescando un continuo processo non distante da ambiti di diffamazione, arrivando fino a proporre soluzioni facili e quanto mai dannose non solo per tutto il settore e per l’economia che ruota attorno ad esso, ma anche e soprattutto per l’intera cultura italiana”.

Invece, ha terminato Chiarot, “il messaggio che le Fondazioni lirico-sinfoniche vogliono lanciare è che sono pronte a raccogliere le sfide del futuro, di inserirsi nel mondo dell’ entertainment da protagoniste, ora anche con le carte in regola, ma che per essere all’altezza di questa sfida devono poter contare su regole certe”.

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One Comment

  1. Chiara vedovato

    Mi sembrano ottime idee e il Presidente Chiarot merita tutto L apppggio e la stima perché persona cristallina

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