Il Consiglio di Stato chiede chiarimenti e si riserva di pronunciarsi in modo definitivo sul piano del ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli, che si appresta a rimodulare le giornate di accesso gratuito ai musei statali andando ad ampliare quanto disposto dal precedente inquilino del Collegio romano Dario Franceschini. La Sezione Consultiva per gli Atti Normativi del Cds, nell’adunanza dell’11 ottobre scorso, ha chiesto infatti al Mibac di fornire chiarimenti su alcuni aspetti dello schema di regolamento inviato in via consultiva ai giudici amministrativi.

In particolare, i giudici di Palazzo Spada rilevano che “non appaiono sufficientemente chiari gli obiettivi delle modifiche previste, né sembrano adeguatamente definite le modalità attraverso le quali potranno essere raggiunti”. Non emerge chiaramente, infatti – come ha notato il Sole24Ore -, “se l’obiettivo prioritario sia quello della riduzione dei costi della misura, o quello di una maggiore flessibilità dell’offerta di ingresso libero, oppure quello di assicurare la migliore gestione del flusso degli utenti anche a tutela dei beni culturali”.

Inoltre, occorre che il Ministero integri la parte relativa ai profili finanziari e, soprattutto, che “fornisca una più completa descrizione dei dati utilizzati nella simulazione dell’impatto finanziario della rimodulazione delle giornate di ingresso libero” e “quali dati sono stati utilizzati per le stime relative al 2019”. Il Cds rileva infine che “il decreto dovrebbe essere integrato con la previsione di strumenti di monitoraggio volti a verificarne l’idoneità a perseguire in concreto gli obiettivi previsti dalla legge e perseguiti attraverso le modifiche proposte”.

IL PARERE DEL CONSIGLIO DI STATO

GLI OBIETTIVI DELLE MODIFICHE – In primo luogo, “non appaiono sufficientemente chiari gli obiettivi delle modifiche previste, né sembrano adeguatamente definite le modalità attraverso le quali potranno essere raggiunti. In particolare, non emerge chiaramente se l’obiettivo prioritario sia quello della riduzione dei costi della misura, o quello di una maggiore flessibilità dell’offerta di ingresso libero, oppure quello di assicurare la migliore gestione del flusso degli utenti anche a tutela dei beni culturali”. Pertanto, posto che il regolamento ministeriale deve indicare in modo sufficientemente chiaro le scelte operate e le modalità di raggiungimento dei relativi obiettivi, il Consiglio di Stato invita “l’Amministrazione ad esplicitare nelle relazioni di accompagnamento al decreto e nella scheda A.I.R. tali profili”.

INTESA TRA DIREZIONE E MUSEI – In secondo luogo, in ordine alla individuazione delle nuove otto giornate di libero accesso (o fasce orarie di libero accesso in misura complessiva corrispondente) il Cds osserva che “non risultano definiti i criteri e le modalità in base ai quali i Direttori dei Poli museali regionali, e con riferimento ai musei ed istituti dotati di autonomia speciale i Direttori degli stessi, possano raggiungere l’intesa con la Direzione generale alla quale l’istituto o il luogo di cultura afferisce, né sono individuate le procedure che dovranno seguirsi in caso di mancato accordo tra i predetti soggetti”. Al contempo “sembra opportuno altresì prevedere procedure o modalità di coordinamento anche con gli enti locali, spesso anch’essi titolari di musei e istituti di fruizione pubblica, al fine di realizzare una leale collaborazione nella promozione dei beni culturali insistenti sul territorio”.

PROFILI FINANZIARI – Con riferimento ai profili finanziari dell’intervento, l’Amministrazione ha fornito delle tabelle, “non corredate da elementi esplicativi, da cui emergerebbero ‘maggiori introiti’ (rectius minori costi) a seguito dell’introduzione delle modifiche proposte per un ammontare di euro 5.353.930,26. Al riguardo, si rileva che ai fini del corretto apprezzamento dei dati indicati occorre che l’Amministrazione fornisca una più completa descrizione dei dati utilizzati nella simulazione dell’impatto finanziario della rimodulazione delle giornate di ingresso libero. In particolare, occorre che chiarisca quali dati sono stati utilizzati per le stime relative al 2019 (numero dei visitatori paganti, introiti lordi, percentuali di incidenza dei visitatori nelle giornate di ingresso libero)”.

STRUMENTI DI MONITORAGGIO – Si rileva infine che “il decreto dovrebbe essere integrato con la previsione di strumenti di monitoraggio volti a verificarne l’idoneità a perseguire in concreto gli obiettivi previsti dalla legge e perseguiti attraverso le modifiche proposte”.

IL PIANO DEL GOVERNO PER I MUSEI

RAZIONALIZZARE LE GRATUITA’ – Lo schema di decreto, secondo quanto rappresentato nella relazione ministeriale, “si prefigge l’obiettivo di razionalizzare i periodi di libero accesso ai luoghi della cultura, non già nel senso di una loro diminuzione, ma in quello di una diversificazione e modulazione dell’offerta di ingresso libero, in considerazione delle specifiche esigenze del bacino di utenza e del territorio di riferimento di ciascuna istituzione culturale, ferma restando la finalità di incoraggiare lo studio e la conoscenza dell’arte, quali stimoli e occasioni di un generale progresso civico e culturale”. Inoltre, le modifiche rispondono all’esigenza di variare le occasioni di libero ingresso nei luoghi della cultura, in modo da assicurare una normale e ordinata fruizione degli stessi e, quindi, da tutelare i beni culturali.

ACCESSO GRATUITO AMPLIATO – L’Amministrazione nella relazione riferisce poi che, “sulla scorta degli effetti positivi delle modifiche intervenute negli anni 2014 e 2016, sia in termini di accessi e che di introiti …, l’accesso libero è dunque ampliato dalle attuali 12 giornate a 19 (o a 20 a seconda di quando cada la settimana di promozione dei musei) nell’arco di ciascun anno”.

Nel piano ministeriale si prevede, in luogo del libero accesso per ogni prima domenica del mese, il libero accesso per le prime domeniche dei mesi da ottobre a marzo e l’istituzione della settimana di ingresso gratuito dedicata alla promozione dei musei e dei luoghi di cultura, compresa nei mesi da gennaio a marzo, individuata ogni anno dal Ministro.

Inoltre, ciascun direttore del polo museale regionale e, per i musei e istituti autonomi, il relativo direttore, stabiliscono ulteriori otto giornate di libero accesso o, in alternativa, fasce orarie di libero accesso in una misura complessiva corrispondente a otto giornate, tenendo conto delle esigenze dell’utenza e delle caratteristiche del territorio e che il relativo calendario sia adeguatamente pubblicizzato.

PROFILI FINANZIARI – Quanto ai profili finanziari dell’intervento normativo, nella relazione tecnica si rappresenta che “le proiezioni degli uffici tecnici fanno pensare che, a seguito della modifica proposta, potranno aversi maggiori introiti, ammontanti a circa 5.353.930,26 euro”.

Approfondimenti:

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