Commissione Cultura Camera“Non Minculpop ma Maestro Manzi, se vogliamo essere precisi e guardare a riferimenti culturali seri su un tema tanto importante. In un Paese dove analfabetismo di ritorno, dispersione scolastica, mancanza delle più semplici abilità di decodifica dei testi anche semplici, povertà educativa sono una drammatica attualità: la divulgazione della scienza e della cultura scientifica sono delle battaglie di civiltà fondamentali. Non solo. La Commissione Europea, già nel 2012, aveva raccomandato che le pubblicazioni frutto di ricerche finanziate con soldi pubblici venissero rese pubbliche, prima possibile, e comunque mai oltre 6 mesi per le ricerche scientifiche e 12 mesi per quelle umanistiche. Sono passati sei anni, e i governi precedenti hanno ignorato completamente queste richieste, a cui oggi vogliamo dare seguito concretamente. Ci stupisce che il Partito Democratico non sia in grado di capirlo, dimostrando ancora una volta la propria enorme distanza dai problemi reali della popolazione e soprattutto dei più giovani”. È la replica di Paolo Lattanzio, portavoce del MoVimento 5 Stelle alla Camera e relatore della proposta di legge sull’accesso all’informazione scientifica, alle accuse mosse dal Pd al MoVimento 5 Stelle di voler “controllare” la divulgazione scientifica in Italia.

“Il passaggio sulla Rai nella proposta di legge è finalizzato alla possibilità di un’ulteriore valorizzazione della ricerca e alla promozione della divulgazione scientifica. Non si tratta di una ingerenza, bensì di un follow up della scienza: il tentativo di tradurre le scoperte scientifiche in prodotti culturali e mediatici non specialistici, destinati ad un pubblico generalista. Sorprende che Il Partito democratico non colga questi aspetti che parlano di emancipazione sociale, di accesso alla conoscenza e di smarcamento dalle multinazionali che costituiscono l’oligopolio dell’editoria scientifica” prosegue il deputato del MoVimento 5 Stelle.

“Altra correzione importante: non sarà Di Maio ad occuparsene, ma una commissione indipendente nominata dal Mise e composta da esperti e studiosi di fama riconosciuta, con un processo democratico e partecipato che ha come unico obiettivo l’ulteriore potenziamento della divulgazione scientifica nelle reti di servizio pubblico”, conclude Lattanzio.

M5S DELLA COMMISSIONE CULTURA DELLA CAMERA

Sulla stessa linea gli esponenti del MoVimento 5 Stelle in commissione Cultura alla Camera. “Ma quale regime, quale Minculpop – scrivono in una nota -! L’accusa di alcuni esponenti del Pd secondo cui vorremmo mettere il bavaglio alla divulgazione scientifica è assurda oltre che infondata. Il nostro progetto di legge, che finalmente rende libero e gratuito l’accesso alle risultanze delle ricerche finanziate con fondi pubblici, prevede semplicemente che si potenzi la presenza della divulgazione scientifica nelle reti televisive pubbliche. E prevede che per farlo si selezionino le migliori forme di diffusione tramite un’apposita commissione di esperti in capo al Mise”.

“Intanto premettiamo che abbiamo in commissione manifestato la massima disponibilità a discutere di possibili miglioramenti. Ma soprattutto la proposta risale alla scorsa legislatura, dunque – stando alle fanta-accuse del Pd – noi avremmo proposto ai governi Letta, Renzi e Gentiloni di farsi il loro Minculpop e mettere sotto scacco l’informazione scientifica! Avremmo confezionato un ‘regime’, come lo chiamano loro, e lo avremmo consegnato nelle mani dei nostri avversari politici. Che autogol! Prendiamo atto che gli esponenti del Pd preferiscono avere un titolo di giornale piuttosto che lavorare insieme per il progresso culturale del Paese e la lotta contro le fake news” concludono le deputate e i deputati del MoVimento 5 Stelle.

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