Monica Barni DireeFareLe potenzialità della Toscana sono enormi: ottocento musei, più di mille biblioteche ed archivi, oltre trecento sale da concerto. Piccoli e grandi patrimoni culturali da valorizzare, sparsi in ogni dove. Da far frequentare, soprattutto. “La cultura attrae, cementa relazioni e il senso di appartenenza” sottolinea la vice presidente della Toscana, Monica Barni. Lo ha fatto stamani nel corso di un seminario organizzato, assieme ad Anci Toscana, all’Istituto universitario europeo di Fiesole.

“La cultura ha un valore sociale oltre che economico” prosegue. Di cultura si vive, nel senso che riempie le esistenze e le comunità ed è capace di mettere in movimento i territori. “La cultura può essere il fulcro”.

“Senza però politiche integrate – ragiona Barni –, senza politiche concertate, si rischia di non centrare l’obiettivo, che è quello alla fine di accrescere la partecipazione culturale. E il momento della progettazione locale diventa importantissimo”.

QUATTRO ESEMPI

Così stamani a Fiesole la Regione ha voluto avviare una riflessione partendo da quattro casi studio, in quattro ambiti diversi: quello dei musei con il Museo del tessuto di Prato, quello degli archivi con l’Archivio diaristico di Pieve Santo Stefano, quello della musica con l’esperienza del CeDoMus e dell’app MusAR alla Certosa di Calci e quello delle residenze artistiche. Quattro esempi appunto di valida programmazione territoriale.

“Attraverso i presidi culturali, valorizzandoli, si possono ripotenziare anche le periferie – conclude Barni – La Toscana è fatta di tanti paesi ed ambiti diversi. Ognuno deve ripensare se stesso attraverso le proprie istituzioni culturali, che devono però lavorare insieme”. Con il primo obiettivo, appunto, che è quello di rendere quei presidi più partecipati. “Perché – spiega la vice presidente – ad una maggiore partecipazione è evidente che corrispondano una maggiore coesione sociale, un diffuso protagonismo civico ed un atteggiamento di fiducia verso il futuro, una migliore qualità della vita. E la forza di questa relazione positiva vale ad ogni latitudine ed è indipendente dal reddito della popolazione. Se la cultura può rafforzare la democrazia, questa possibilità passa dal riconoscimento e dalla promozione del diritto alla partecipazione culturale”. Tutti temi al centro dell’agenda e delle azioni messi in campo dall’assessorato alla Cultura della Toscana.

Rispondi