ToscanaLa Toscana riafferma la propria attenzione verso il cinema del reale grazie agli esiti del Bando al sostegno della produzione documentaristica del Programma Sensi Contemporanei Toscana per il Cinema.

Potendo contare su un finanziamento complessivo di 207.000 euro, nel 2019 verranno girati 15 nuovi documentari legati al territorio regionale, selezionati tra i 50 progetti che hanno fatto domanda. Opere documentaristiche che racconteranno, in modo diretto o indiretto, della Toscana e della sua storia, in primis attraverso personaggi importanti come il ciclista Gino Bartali, lo scrittore Carlo Cassola, la cantante Caterina Bueno, l’anarchico Bresci o il console tedesco Gerhard Wolf, che salvaguardò diverse opere d’arte. Lo rende noto Italy for Movies, il portale nazionale delle location e degli incentivi alla produzione cinematografica e audiovisiva, lanciato nel 2017 dalle Direzioni Generali Cinema e Turismo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.

Un altro filone tematico dei documentari vincitori è quello dedicato all’arte, come la vita e le opere del disegnatore Guido Crepax, l’attrazione del pittore Jan Jedlicka per la maremma toscana e la storia di un giovane disabile inglese che utilizza la scultura per esprimersi. A queste si aggiungono esperienze incredibili e poco conosciute come quella di Arrivederci Saigon, di Wilma Labate, presentato con successo a Venezia 75, che racconta la vicenda di 5 musiciste adolescenti, che nel 1968 furono catapultate dalla provincia toscana in Vietnam per tenere alto il morale dei soldati americani.

Il supporto alle produzioni audiovisive rafforza il cammino storico e parallelo del Festival dei Popoli, che ha appena chiuso la sua 59° edizione, dedicato esclusivamente al cinema di documentazione sociale. Quest’anno ad aggiudicarsi il Premio al Miglior Lungometraggio del Concorso Internazionale è stato Chaco, un documentario realizzato da Daniele Incalcaterra e Fausta Quattrini che narra la battaglia solitaria dello stesso Incalcaterra per difendere parte della foresta paraguayana del Chaco dalla deforestazione.

Rispondi