VaccaIl Mibac ha già posto “massima attenzione alla salvaguardia, il restauro e la riduzione della vulnerabilità da rischio sismico della torre campanaria del Duomo di Sant’Andrea Apostolo, che non è solo un bene di inestimabile interesse storico-artistico, ma possiede un alto valore identitario per tutto il territorio di Portogruaro”. Lo ha detto nell’Aula della Camera il sottosegretario per i Beni e le attività culturali, Gianluca Vacca, rispondendo a due distinte interrogazioni presentate dalle deputate Ketty Fogliani (Lega) e Sara Moretto (Pd).

Con un decreto ministeriale del 19 febbraio 2018, il Mibac ha assegnato per il quadriennio 2019-2002, alla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e per le province di Belluno, Padova e Treviso, la somma di 4,2 milioni di euro per la verifica del rischio sismico, la riduzione della vulnerabilità e il restauro del campanile.

“Lo stato della torre campanaria del Duomo di Sant’Andrea Apostolo – ha dichiarato Vacca – risulta costantemente sotto osservazione tramite un sofisticato sistema di monitoraggio a distanza effettuato dal Dipartimento di ingegneria meccanica e strutturale dell’università degli studi di Trento. Gli esiti dei sopralluoghi e del monitoraggio hanno evidenziato un fenomeno di cedimento fondale e di schiacciamento delle sezioni reagenti che hanno determinato dal 2003 ad oggi uno spostamento della canna nella direzione di massima pendenza di 3,2 centimetri, con un trend progressivo che si manifesta in fase evolutiva”. La Soprintendenza, ha proseguito il sottosegretario, “sta già procedendo ad affidamento in somma urgenza dell’incarico per la realizzazione di una struttura provvisoria di confinamento attivo della compagine muraria, ovvero la posa in opera di un dispositivo atto a contrastare temporaneamente l’azione indotta dal sisma”.

Contestualmente all’inizio dei lavori che, ha affermato Vacca, “vedranno verosimilmente i presidi in opera entro la fine del 2018”, la Soprintendenza “concorderà con l’università di Trento le condizioni per implementare il sistema di monitoraggio in essere, estendendolo anche alle strutture di confinamento, in modo che sulla base degli esiti delle indagini diagnostiche, dei rilevamenti e della verifica di vulnerabilità sismica, si possa redigere uno studio di fattibilità che detti le linee di indirizzo progettuale in funzione delle quali indire, quando l’erogazione del finanziamento diventerà effettiva nel 2019, la gara per i servizi di progettazione per la redazione del progetto di consolidamento e di miglioramento sismico”.

Nel corso della replica, la deputata Fogliani ha sottolineato: “È importantissimo per noi riuscire a salvaguardare questo bene che è così a rischio; non è imminente, ovviamente, perché se no si sarebbe intervenuti con molta più celerità, però occorre cercare di evitare il più possibile che possa diventare un evento drammatico nel territorio”.

Moretto, invece, ha ricordato come i 4,2 milioni di euro per il restauro provengano “dal più grande piano nazionale di investimenti per il patrimonio culturale con caratteristiche di prevenzione antisismica che sia mai stato finanziato, un piano da 597 milioni di euro, che deriva da fondi destinati nella legge di bilancio 2017, fondi fortemente voluti dall’allora ministro Franceschini e dal governo guidato dal Pd”. L’esponente dem ha quindi chiesto che il governo, “dopo aver confermato in questa sede l’indifferibilità e la necessarietà del monitoraggio, si adoperi velocemente affinché ci sia un progetto definitivo che ponga fine a questo che è un problema sentito da tutti i cittadini portogruaresi e dall’intero Veneto orientale”.

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