“Nella proposta di legge sull’open access non c’era, non c’è e non ci sarà mai alcun controllo centrale sulla Rai e sulla scienza”. Lo sottolinea ad AgCult il portavoce del M5S alla Camera, Paolo Lattanzio, relatore della pdl sull’accesso all’informazione scientifica il cui primo firmatario è Luigi Gallo, anche lui deputato pentastellato e presidente della commissione Cultura. Il provvedimento è in discussione nella VII commissione di Montecitorio e la prossima settimana sono attesi i pareri e le votazioni sui 27 emendamenti presentati da maggioranza e opposizione.

RAI E SCIENZA

Quello “sul presunto controllo della Rai è un falso problema – afferma Lattanzio -. Non lo abbiamo mai pensato, anzi non abbiamo presentato emendamenti su questo tema perché crediamo sia fondamentale il dibattito con le opposizioni che invece ne hanno presentati due”. La proposta di legge Gallo, “non è sull’accesso alla scienza, ma sull’accesso all’informazione scientifica – spiega il relatore -. Significa che vogliamo potenziare il lavoro di divulgazione già presente anche sulla Rai. Non si tratta di un intervento sulla scienza. L’obiettivo non è entrare nella gestione e valutazione che rimane sempre in mano alla comunità scientifica, ma significa creare, promuovere, rafforzare e predisporre più spazi per la comunicazione e la divulgazione della scienza. Crediamo ci debbano essere più spazi e strumenti e uno sfruttamento più adeguato delle nuove tecnologie”. Ad esempio, “in Rai c’è una sperimentazione di altissimo livello sul 4K e l’8K, cioè una tecnologia fondamentale in ambito scientifico e culturale perché permette prodotti televisivi con una elevatissima qualità di immagini”.

I PRODOTTI INTERMEDI

Gli emendamenti della maggioranza affrontano diversi aspetti. A partire “dall’ampliamento dello spettro dei prodotti scientifici – evidenzia Lattanzio -: non più solo articoli e pubblicazioni, ma anche materiale audiovideo, atti di convegni, monografie, relazioni”. Quello sui prodotti intermedi, aggiunge il relatore, “è uno snodo fondamentale per due motivi: dà il senso di ciò che sta accadendo nella ricerca scientifica e soprattutto ci permette di dare costantemente un aggiornamento su dove stia andando la ricerca e quali risultati stia offrendo. In questo modo si prevengono investimenti su ricerche che stanno dando risultati negativi”. Insomma, “il vantaggio è duplice: dal punto di vista economico offre possibilità di risparmio e dal punto di vista accademico è una grande risorsa perché permette di progredire in maniera più veloce e apre all’accesso”.

I TEMPI DI PUBBLICAZIONE DELLE RICERCHE

Un altro punto affronta la questione della riduzione dei tempi d’embargo a vantaggio della consultabilità. “Recependo in pieno le indicazioni dell’Unione europea -sottolinea Lattanzio -, proponiamo che le pubblicazioni finanziate con soldi pubblici siano rese consultabili entro sei mesi, se si tratta di ricerche scientifiche ed entro dodici mesi in caso di ricerche umanistiche”. La ricaduta, osserva il relatore, “sarebbe positiva per il mondo della ricerca, gli addetti ai lavori, gli atenei meno facoltosi che hanno meno possibilità di spesa e di acquisto e per i paesi in via di sviluppo o i cittadini comuni che avrebbero uno o più database con il quale accedere direttamente all’informazione scientifica”.

L’ACQUISTO DELLE RIVISTE SCIENTIFICHE

Con un’altra proposta di modifica, spiega ancora Lattanzio, “cerchiamo di disegnare la governance affinché i ministeri competenti, in primis il Miur, possano mettere in piedi e uniformare i sistemi di repository che sono già in fase di sviluppo”. La maggioranza ha poi presentato un emendamento riguardante l’acquisto delle riviste scientifiche. “Oggi i pacchetti costano anche decine di migliaia di euro perché è un mercato oligopolistico, in mano a poche case editrici”, afferma il relatore.

DIALOGO CON LE OPPOSIZIONI

La prossima settimana, con l’esame degli emendamenti, si entra nel vivo del confronto tra maggioranza e opposizione. “Mi auguro sia stato capito che la proposta di legge Gallo è una propulsione aggiuntiva alla scienza, una possibilità per tutti i cittadini di accedervi con maggiore facilità, oltre a essere un risparmio per gli atenei”, dichiara Lattanzio che aggiunge: “Il rapporto con l’opposizione è proficuo, la maggior parte dei loro emendamenti li trovo di buon senso. Vedremo come andrà il dialogo quando entreremo nel dettaglio sui singoli temi. A mio parere – conclude il relatore – ci sono ampi margini di dialogo perché è un provvedimento indispensabile per la ricerca”.

 

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