jahier“Quello di cui abbiamo bisogno è un vero rinascimento europeo, accompagnato e sostenuto da una narrativa culturale, dinamica, capace di costruire una nuova idea di Europa. Siamo chiamati a ripensare l’Europa con argomenti e occhi nuovi, affinché torni a essere un’opportunità, ricordando che è per tutti e di tutti e come tale tutti devono poterla riconoscere”. In un periodo delicato e turbolento per la politica europea, con l’avvicinarsi delle elezioni europee di maggio, momento cruciale per il futuro dell’Europa, il Presidente del Cese, Luca Jahier, trova nel Rinascimento una appropriata fonte d’ispirazione per sviluppare una nuova narrazione positiva per l’Europa di oggi.

IL PROGETTO ‘LEONARDO’

Il presidente del Cese è intervenuto allo Stadio di Domiziano a Roma in occasione della presentazione di un’iniziativa per i 500 anni dalla morte di Leonardo Da Vinci, cui ha partecipato anche la deputata europea Silvia Costa. Il progetto “Leonardo” è l’espressione tangibile dello slogan della presidenza del Cese di Luca Jahier: “rEUnascimento” è strettamente legato ad una delle priorità del suo mandato, la cultura.

Non si tratta “solo” dell’Arte di Da Vinci di sei secoli fa, ma l’obiettivo del progetto – attraverso l’uso della scienza moderna – è di portare il genio di Leonardo – e in seguito di altri pittori – a un pubblico più ampio, anche alle persone per le quali l’arte sarebbe altrimenti difficilmente accessibile.

Ispirato da un valore del Rinascimento, quello dell’esplorazione e della scoperta, il Presidente del CESE ha intenzione di viaggiare in diversi paesi europei con il progetto “Leonardo”. L’interazione tra l’arte di Da Vinci e l’arte locale, coniugata a scienza e innovazione, creerà una #FutureofEurope story.

Secondo Luca Jahier, l’Europa ha bisogno anche di “rivitalizzare la partecipazione e l’impegno civico, di essere il vero motore del cambiamento, di imprimere la nostra direzione”.

LE MOSTRE IMPOSSIBILI

Jahier ha tenuto il suo intervento nella sala che ospita ‘Le Mostre Impossibili’. Un’iniziativa che – attraverso la creazione di copie digitali perfette dei grandi artisti del Rinascimento – ha dato avvio ad un nuovo genere di museo destinato non solo a coloro che amano l’arte, ma anche a quel vasto pubblico di persone che non frequenta abitualmente i musei e in particolare ai giovani che sono attratti dalle nuove tecnologie: un’istanza di democrazia culturale.

EUROPA E RINASCIMENTO

“Il motto del mio mandato – ha proseguito Jahier – da presidente al Comitato Economico e Sociale Europeo e’ ‘rEUnaissance: Il coraggio di perseguire un’Europa sostenibile’. rEUnaissance unisce due concetti che mi sono sempre stati a cuore: l’Unione Europea, progetto di pace, prosperità e solidarietà unico nel suo genere, che deve essere sostenuto e rivitalizzato. E il Rinascimento, sia come periodo storico, sia come idea di rinnovamento alla quale dovremmo tendere”.

Le sfide alle quali l’UE deve far fronte sono molteplici: “populismi risorgenti, globalizzazione, immigrazione, terrorismo, effetti della rivoluzione digitale, cambiamento climatico, per citarne alcune. L’Europa non può permettersi di tergiversare sul proprio rilancio: reattività e tempismo sono fondamentali, specialmente con l’avvicinarsi delle elezioni a maggio e nel contesto dell’adozione del nuovo quadro finanziario pluriennale”.

Quello di cui abbiamo bisogno “è un vero rinascimento europeo, accompagnato e sostenuto da una narrativa culturale, dinamica, capace di costruire una nuova idea di Europa. Siamo chiamati a ripensare l’Europa con argomenti e occhi nuovi, affinché torni a essere un’opportunità, ricordando che è per tutti e di tutti e come tale tutti devono poterla riconoscere”.

Per il presidente del Cese, “il Rinascimento fu un periodo unico e mirabile della cultura italiana ed europea- una luminosa “rinascita” culturale dopo i secoli “bui” del Medioevo”. La forza attiva e trasformatrice dell’uomo del Rinascimento, guidata da una nuova e severa capacità critica, “era una virtu’ profondamente sociale e si manifestava nell’impegno attivo in termini di responsabilità civica, capace di ispirare e mettere in atto azioni virtuose”.

E così oggi, “abbiamo sicuramente bisogno di rivitalizzare la partecipazione e l’impegno civico, di essere il vero motore del cambiamento, di imprimere la nostra direzione”.

Inoltre, “il Rinascimento fu un’epoca di grandi scoperte geografiche con un enorme impatto conoscitivo, poiché nel breve spazio di un lustro si venne a stabilire il contatto diretto via mare sia con le Indie Orientali sia con quelle Occidentali”.

Se per noi oggi, tali scoperte portano “il fardello delle conseguenze catastrofiche che ebbero sulle popolazioni indigene, per l’uomo del Rinascimento, esse costituirono certamente un incedibile ampliamento di orizzonti”.

Queste esplorazioni furono rese possibili grazie agli enormi progressi in campo astronomico, fisico e matematico. Ma “la scienza esercitò una forza egualmente virtuosa sulle arti, che rappresentano sicuramente la quintessenza del Rinascimento”.

Tra gli artisti, Leonardo – pittore, scienziato, musicista e filosofo – rappresenta “l’emblema di questo rinnovamento culturale”.

Jahier ha sottolineato, quindi, l’importanza della “mostra di capolavori del Rinascimento in formato digitale. ‘Le mostre impossibili’, grazie ad una sapiente unione di arte, scienza e tecnologia, incarnano perfettamente l’eredità rinascimentale in un modo che avrebbe compiaciuto lo stesso Leonardo”.

La creazione di copie digitali perfette dei grandi artisti del Rinascimento “ha dato avvio ad un nuovo genere di museo, destinato non solo a coloro che amano l’arte, ma anche a quel vasto pubblico di persone che non frequenta abitualmente i musei, e specialmente ai giovani attratti dalle nuove tecnologie”.

“Questo progetto – istanza di democrazia culturale – non ha nulla da invidiare all’invenzione della stampa Gutenberg, che attraverso la carta ha contribuito a rendere la cultura più accessibile, non più appannaggio esclusivo delle classi agiate.
Attraverso l’uso della scienza moderna, ancora una volta ispirata al Rinascimento – ha concluso Jahier -, il genio di Leonardo raggiunge anche le persone per le quali l’arte sarebbe altrimenti difficilmente accessibile”.

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