Sistema museale nazionale museiPresso l’aula Ottagona delle Terme di Diocleziano a Roma si è svolto il sesto incontro sul Sistema museale nazionale, la rete dei musei italiani, organizzato dalla Direzione Musei del ministero dei Beni culturali. L’incontro del 16 novembre è stato coordinato per la Dg Musei da Manuel Roberto Guido. Guido ha portato anche i saluti del direttore generale Antonio Lampis, impegnato a San Pietroburgo in una missione insieme al ministro Alberto Bonisoli. “L’attenzione verso i musei è fortemente cresciuta negli ultimi anni – ha ricordato Manule Guido -: oltre il 7% rispetto a una crescita del turismo del 4%. I musei, grazie al sistema muselae nazionale, potranno maturare nuove sinergie per sviluppare la conoscenza del patrimonio culturale locale”.

DANIELA PORRO – L’incontro e stato introdotto dai saluti della direttrice del Museo Nazionale Romano Daniela Porro, padrona di casa. La direttrice Porro ha ricordato una recentissima iniziativa del suo museo: visori in 3D che ricostruiscono la storia del territorio urbano circostante l’aula ottagona a partire dalla costruzione delle Terme fino alla fine dell’800. Questo progetto “mette in evidenza le emergenze architettoniche della zona. La cosa più interesaante e che questi 10 visori cominciano la storia proprio da qui, dal Planetario, dai marmi colorati che rivestivano questo edificio”. Il progetto è frutto della collaborazione con un privato: lo storico hotel Saint Regis. “È importante questa visione culturale di un privato. Ci è piaciuto che alla riapertura dell’albergo ha voluto interloquire proprio con noi”.

Poi è stata la volta della direttrice del Polo museale della Ligura, Serena Bertolucci che gestisce 11 luoghi della cultura nella regione e che a breve, come annunciato nel corso dell’incontro, andrà a dirigere il Palazzo Ducale di Genova. A seguire, Daniele Pitteri, direttore del Complesso museale Santa Maria della Scala di Siena, in rappresentanza del Sistema museale cittadino senese. Infine, è intervenuto Valentino Nizzo, direttore del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, tra i più recenti musei dotati di autonomia speciale del Mibac.

VALENTINO NIZZO – Il direttore del Museo di Villa Giulia ha mostrato in anteprima il progetto per il recupero delle ‘Concerie riganti’. “Siamo in una fase avanzata della progettazione – ha spiegato il direttore – e non appena saranno resi disponibili i fondi da parte del Segretariato generale, possiamo partire con il cantiere. Il futuro di Villa Giulia è in questa realtà”. Nizzo ha poi ricordato tutte le iniziative messe in campo dal suo museo all’insegna della Convenzione di Faro: dell’abbonamento al museo, che ha avuto tanti proseliti, fino alle iniziative per i negozianti del quartiere.

Il 14 dicembre poi – anticipa Nizzo ad AgCult – inaugurerà invece una mostra su Mario Schifano che ha avuto un passato come dipendente di Villa Giulia. “Questo ha fatto sì che portasse con sè l’immagine degli Etruschi anche negli anni a seguire. Racconteremo lo Schifano etrusco”. La mostra sarà curata da Maria Paola Guidobaldi e da Gianluca Tagliamonte.

MUSEO ETRUSCO DI VILLA GIULIA

Dal 2016 Il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia è un istituto dotato di autonomia Speciale. Nato nel 1889 Per iniziativa di Felice Barnabei, il museo è divenuto negli anni il più rappresentativo al mondo per quanto concerne la civiltà etrusca e può oggi vantare una rassegna di manufatti di origine greca di straordinario pregio storico artistico, confluiti nell’area tirrenica tra l’VIII e il IV secolo a.c.

POLO MUSEALE DELLA LIGURIA

Il polo museale della Liguria è stato istituito nel 2014. Guida e coordina 11 siti e musei statali, valorizza il patrimonio culturale, assicurando la qualità dei servizi, favorisce accordi di valorizzazione territoriale, promuove itinerari culturali e incoraggia la partecipazione attiva del pubblico.

MUSEO SANTA MARIA DELLA SCALA

Sorto di fronte alla cattedrale senese sullo scorcio del XII secolo e ampliato nel ‘400, il grande complesso edilizio nasce come ospedale e assolve nei secoli le sue molteplici funzioni, legate all’accoglienza di pellegrini, malati, bisognosi e bambini abbandonati. In uso come ospedale cittadino e clinica universitaria fino alla costruzione del nuovo policlinico, dagli anni Novanta del secolo scorso, il Santa Maria della Scala è divenuto oggetto di un grandioso recupero, non ancora ultimato, che ha permesso di mantenere l’antica vocazione all’accoglienza. Oggi nel complesso museale è possibile ripercorrere una storia architettonica, artistica, sociale, politica ed economica millenaria.

Rispondi