Palazzo Ducale VeneziaUna giornata di informazione, ma soprattutto un momento di riflessione sul ruolo che i musei possono avere nel far conoscere il patrimonio culturale dell’Europa e nel promuovere i valori europei. Luisella Pavan-Woolfe, direttrice dell’Ufficio di Venezia del Consiglio d’Europa riassume così gli obiettivi della giornata organizzata insieme alla Fondazione Musei civici di Venezia e all’European Museum Forum per la presentazione dei due premi: l’European Museum of the Year Award e il Premio Museo del Consiglio d’Europa.

“Si tratta di una giornata di informazione su due premi del Consiglio d’Europa che non sono molto conosciuti in Italia – spiega ad AgCult Luisella Pavan-Woolfe -. Un museo italiano non se lo aggiudica dalla fine degli anni Novanta”. L’occasione, però, vuole essere “soprattutto un momento di riflessione sul ruolo che i musei possono avere sia per far conoscere il patrimonio culturale materiale e immateriale europeo (dell’Europa insieme e non dei singoli Paesi membri) e il loro ruolo nel promuovere i valori europei”.

LA PARTECIPAZIONE CULTURALE

In Italia, in particolare, bisogna fare i conti (a cominciare dalle istituzioni museali) con una scarsissima partecipazione culturale dei cittadini. “Le statistiche dell’istat sulla partecipazione dei cittadini alla cultura sono piuttosto deludenti – aggiunge Pavan-Woolfe -: il 90% non è mai stato a un concerto classico, l’80% mai a teatro, il 70% non ha visitato mai un museo nell’anno passato. Un dato che sarebbe grave dovunque, ma soprattutto in un Paese come il nostro. Questi dati ci devono far interrogare (e devono far interrogare soprattutto i musei) sulla loro missione e sul fatto che non si riesce a far crescere la partecipazione culturale”.

I DUE PREMI

Questi due premi, quindi, e la giornata di presentazione (con la partecipazione di personaggi di primo piano nel panorama museale internazionale) “possono aiutare a far riflettere, perché si affronta anche il tema dell’innovazione museale. Di solito – precisa la direttrice dell’Ufficio di Venezia – premiamo i nuovi musei e non le vecchie istituzioni che magari hanno aggiornato gli allestimenti. Sono musei che cercano di far passare messaggi che interrogano i cittadini e quindi riescono a catturare nuovi pubblici nelle loro sale”.

LA GIORNATA

La giornata di Venezia si articola intorno a un dibattito per portare esempi con l’obiettivo di far riflettere le istituzioni museali. Il pubblico presente è un pubblico principalmente italiano, a cominciare dalle istituzioni museali più vicine a Venezia: dal nuovo Museo del Novecento M9 che sarà inaugurato questo fine settimana e presentato dal suo nuovo direttore Marco Biscione, al Museo del Merletto di Burano. “Due musei tradizionali nell’impianto – ricorda Pavan-Woolfe -, ma che si sono sforzati molto di mettere in rilievo le tradizioni e il patrimonio immateriale. Non solo quindi le bellezze delle loro collezioni. Un patrimonio ancora vivo che questi due musei mettono in risalto”.

“Ci sono musei in Italia che fanno cose nuove e che si interrogano sui ‘non pubblici’: dal Museo Egizio alla Pinacoteca di Brera, ad esempio. Però ci sono tanti musei con collezioni bellissime – conclude la direttrice – che non riescono a presentarle in modo che possano attirare un pubblico nuovo, soprattutto quello dei giovani”.

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