Due emendamenti alla Legge di Bilancio 2019 all’esame della Camera (uno del Pd e uno di Fratelli d’Italia) chiedono di equiparare le spese culturali a quelle mediche ai fini delle detrazioni fiscali in sede di dichiarazione dei redditi. La proposta era stata già presentata, senza successo, nell’ultima Legge di Bilancio del governo Gentiloni.

L’EMENDAMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO

La proposta di modifica all’articolo 46 della Manovra presentata da Anna Ascani e Flavia Piccoli Nardelli chiede di includere tra le spese che possono beneficiare della detrazione fiscale del 19% dell’Irpef (nella quota che eccede i 129,11 euro) anche quelle culturali. In particolare si tratta esclusivamente delle spese “per l’acquisto di biglietti di ingresso o tessere d’abbonamento a musei, concerti e spettacoli teatrali, sale cinematografiche, dall’acquisto di libri e di opere protette da diritto d’autore su supporto cartaceo, audio o video”.

Ai fini della detrazione, le spese devono essere certificate “da biglietto o abbonamento riportante il marchio SIAE, da fattura o da scontrino fiscale contenente la specificazione della natura, qualità e quantità dei beni o degli spettacoli. Il certificato di acquisto deve comunque contenere l’indicazione del nome e cognome del destinatario o il suo codice fiscale”.

La copertura economica viene imputata all’articolo 90 della Legge di Bilancio 2019 prevedendo una riduzione dell’incremento di dotazione del fondo per il finanziamento dei provvedimenti legislativi che si prevede possano essere approvati nel triennio 2019-2021. In particolare, è prevista una spesa di 20 milioni di euro per il 2019 e di 25 per il 2020.

L’EMENDAMENTO DI FRATELLI D’ITALIA

Dello stesso tenore l’emendamento presentato all’articolo 59 della Manovra da Federico Mollicone e Paola Frassinetti di Fratelli d’Italia. “Le spese culturali individuali quali acquisto di biglietti di ingresso e abbonamenti a musei, cinema, concerti, spettacoli teatrali e dal vivo e spese sostenute per l’acquisto di libri e di materiale audiovisivo protetti da diritti d’autore usufruiscono delle detrazioni fiscali alla stregua delle spese mediche. Ai fini della detrazione il certificato di acquisto o fattura deve obbligatoriamente contenere oltre al nome e cognome il codice fiscale”.

In questo caso la copertura economica viene imputata al Fondo per l’attuazione del programma di Governo per una cifra pari a 30 milioni a decorrere dal 2020.

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