Teatro Regio TorinoUn’interrogazione sulle “pessime condizione finanziarie” in cui versa il Teatro Regio di Torino è stata presentata dal deputato Osvaldo Napoli (FI) al ministro per i Beni culturali, Alberto Bonisoli. Lo scorso 10 ottobre, “c’è stato il rischio concreto che saltasse la prima del ‘Trovatore’ di Verdi”, scrive l’esponente forzista che si sofferma sulla situazione economica del Teatro: “I contributi del comune di Torino e della regione Piemonte ammontavano in passato a 12.500.000 euro e sono progressivamente diminuiti fino ad arrivare agli attuali 6.400.000”. Inoltre, prosegue Napoli, “il comune di Torino, in più riprese, anziché trasferire al Teatro Regio i contributi in denaro, ha sostituito questi con beni immobili per un totale di 13.500.000 euro”.

“Sia il comune che la regione trasferiscono i loro già ridotti contributi con ritardi che arrivano a superare anche i due anni”, rileva Napoli che prosegue: “La riduzione dei contributi ha fatto sì che il bilancio del Teatro Regio non sia più sostenibile, cosa ben nota sia al sindaco sia all’attuale giunta”. Per il deputato Fi, “il trasferimento di immobili, anziché di denaro, e i ritardi di pagamento hanno determinato una gravissima crisi di liquidità che costringe il Teatro a fare ricorso al prestito bancario e che, a quanto risulta all’interrogante, genera interessi passivi per oltre 700.000 euro annui”.

Sottolinea Napoli: “Più il tempo passa senza che nessuno intervenga e più la situazione si aggrava, rendendo la situazione ancora più problematica”. Inoltre, “tale crisi potrebbe ricadere anche sui dipendenti del Teatro, attraverso una riduzione dei loro salari che, per inciso, sono fermi all’ormai lontano 2006”. Il deputato forzista chiede quindi al ministro Bonisoli “quali iniziative urgenti intenda assumere per porre rimedio alla suddetta situazione”.

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