In arrivo dal prossimo anno modifiche al Bonus Cultura per i diciottenni. La Card che, attraverso la 18App assegna (almeno per ora) 500 euro per acquisti culturali a tutti i ragazzi residenti in Italia al compimento del loro diciottesimo anno d’età, potrebbe subire a breve una rimodulazione significativa. Per la verità, il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli lo aveva già annunciato a luglio quando, parlando proprio della card diciottenni, aveva detto che per il 2019 il governo sarebbe intervenuto “sulle cifre, sui beni da acquistare e sulla differenziazione” per fasce di reddito.

235 MLN AL BONUS CULTURA PER IL 2019

Adesso, un emendamento del Movimento 5 Stelle (firmato da 31 deputati compresi tutti i membri M5S della Commissione Cultura) alla Legge di Bilancio in corso di discussione alla Camera dà mandato al Mibac di intervenire, attraverso un decreto ministeriale da emanare entro 60 giorni, per definire “gli importi nominali da assegnare nell’ambito delle risorse disponibili, i criteri e le modalità di attribuzione e di utilizzo della Carta, anche tenuto conto dell’indicatore della situazione economica equivalente (Isee, ndr) del nucleo familiare di appartenenza”.

Ma, soprattutto, l’emendamento – nel caso dovesse essere approvato – ridurrebbe le risorse messe a disposizione per il 2019 a 235 milioni di euro, 55 in meno della dotazione attuale e 35 in meno rispetto alla stessa proposta di 270 milioni prevista nell’art. 59 della Legge di Bilancio in discussione in queste ore a Montecitorio. La proposta è contenuta in un emendamento “omnibus”, come ha scritto AgCult nei giorni passati, che contiene molti altri interventi in ambito culturale, e non solo di contenimento della spesa (Per approfondimenti: Manovra, Matera, Fus, bonus cultura e digitalizzazione: ecco l’emendamento “omnibus” del M5S). I 35 milioni di euro “recuperati” dal bonus Cultura, infatti, andranno a finanziare una serie di misure che vanno dall’aumento della dotazione del Fus alla digitalizzazione del patrimonio culturale, dagli eventi culturali nei territori del sisma a Matera 2019, dalle fondazioni lirico-sinfoniche alle periferie, al design e ai contratti a tempo determinato per i musei.

La ‘nuova’ card, come già avviene attualmente, sarà “utilizzabile per l’acquisto di biglietti per rappresentazioni teatrali e cinematografiche e spettacoli dal vivo, libri, titoli di accesso a musei, mostre ed eventi culturali, monumenti, gallerie, aree archeologiche, parchi naturali, corsi di musica, di teatro o di lingua straniera”.

I NUMERI

Il passaggio principale, come sempre in questi casi, è il taglio delle risorse. E non solo per la cifra in sé, ma anche per quello che questo taglio comporterà ai fini delle valutazioni della Ragioneria dello Stato. Nei primi due anni di utilizzo della card, non si è mai esaurita la cifra messa a disposizione dal governo: per i nati nel 1998 sono stati spesi circa 162 milioni di euro a fronte dei 290 stanziati, con 356 mila ragazzi registrati alla 18App; l’anno successivo, cioè per i nati nel 1999 che hanno tempo fino al 31 dicembre 2018 per utilizzare il loro credito, sono stati spesi finora 135 milioni (anche se i voucher prenotati ma non ancora spesi erano al 19 settembre pari a 184 milioni) a fronte di 416 mila ragazzi registrati. I dati a disposizione sono ancora parziali e arrivano fino a settembre di quest’anno, facendo immaginare – tra fine anno e Natale – un incremento di queste cifre. A giorni poi, dovrebbe essere attivata la card per i nati nel 2000, ancora con le vecchie regole.

Nei primi due anni di attivazione, insomma, non sono mai stati raggiunti i 290 milioni di euro stanziati. Ma il ragionamento non si esaurisce qui, e per valutare la misura nel suo complesso bisogna tenere conto anche di altri elementi e dell’impatto che inevitabilmente essi avranno sul futuro del bonus cultura.

La prima considerazione da fare è che i dati sono ogni anno in crescita, anche alla luce del fatto che si tratta di uno strumento nuovo che ha certo bisogno di entrare nelle abitudini dei ragazzi. La seconda, è che la partecipazione culturale in Italia è a livelli allarmanti e lo Stato, secondo gli indirizzi politici impressi dal governo, ha in ogni caso il dovere di intervenire. Infine, la terza considerazione – quella più pratica – è che gli Organi di Controllo non basano le proprie valutazioni sull’utilizzo effettivo della card, ma sul numero complessivo dei potenziali beneficiari. Ragionamento che era alla base della dotazione degli anni scorsi. Infatti, se negli altri anni i potenziali beneficiari erano circa 575 mila giovani diciottenni cui assegnare 500 euro ciascuno, la norma doveva prevedere la copertura di una spesa potenziale, appunto, di almeno 287 milioni di euro.

LA CARD SARA’ RIDOTTA DAL 2019?

Inevitabile allora, facendo due conti, arrivare alla conclusione che la nuova card sarà – almeno nella sua spesa media – ridotta. Adesso, infatti, con una dotazione di 235 milioni di euro e con un bacino potenziale di circa 580 mila diciottenni nel 2019 (dati Istat), la card (al netto delle modulazioni su base Isee) non potrà superare in media i 400 euro circa per ciascun ragazzo. Certo, il Mibac potrebbe studiare criteri diversi di accesso e la differenziazione per fasce di reddito potrebbe anche portare, in linea teorica, ad aumentarla in alcuni casi e a ridurla ulteriormente in altri. Ma nel suo complesso la misura economica sarà ridimensionata.

COME È STATO SPESO IL BONUS CULTURA

I dati disponibili al momento, per quanto riguarda i nati nel 1999, sono ancora parziali visto anche che avranno tempo fino a fine anno per spendere i voucher. Come detto in precedenza, le cifre si fermano al settembre 2018. Pertanto, mancano “all’appello” più di tre mesi di richieste. Nonostante questo, è certamente utile guardare come questi soldi sono stati spesi dai ragazzi e quali comparti ne hanno beneficiato maggiormente. Intervenendo, in alcuni casi, in maniera determinante sui magri bilanci di alcuni degli esercizi beneficiari.

Nel 2017, per i nati nel 1998, la spesa complessiva è stata di 162 milioni, di cui 133 milioni in libri. Quest’anno, per i nati nel 1999, i voucher realmente spesi al 19 settembre 2018 equivalgono a 135 milioni di euro, di cui 90 milioni in libri che rappresentano quindi il 66,5% della spesa complessiva. il restante 35% è stato speso al cinema (8,6%), in concerti (10,3%), in musica registrata (11,7%) e formazione (1,25%). I meno utilizzati sono stati il teatro e la danza (0,88%), gli eventi culturali (0,42%) e, fanalino di coda, i musei e monumenti (0,37%).

 

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