Panebianco MibacDal nostro inviato a Venezia – L’Italia ha un patrimonio diffuso, ma di fronte a una ricchezza così “consistente” non ci possiamo “nascondere dietro al tema della fragilità”. Lo ha detto Giovanni Panbianco, segretario generale del ministero dei Beni culturali, intervenendo a Venezia alla conferenza “Cherishing Heritage” sulla qualità degli interventi sul patrimonio culturale, organizzata dalla Commissione europea in collaborazione con l’Icomos (International Council on Monuments and Sites). “La sfida costante – continua Panebianco – sta nel trovare il giusto equilibrio tra la salvaguardia e la conservazione da un lato, e approcci dinamici alla valorizzazione dall’altro”.

AUMENTARE L’ATTRATTIVITA’ DEL PATRIMONIO CULTURALE

Panebianco ricorda alcuni “numeri impressionanti” legati al patrimonio culturale italiano (“Un comune su tre ospita almeno una struttura a carattere museale. Abbiamo 1.7 musei o istituzioni similari ogni 100 kmq, uno ogni 11mila abitanti”) e sottolinea un concetto chiaro: “Aumentare l’attrattività del patrimonio culturale assicurando tutela e gestione efficiente, dotare le strutture di strumenti innovativi e di qualità significa riuscire ad attivare maggior domanda culturale e innescare potenziali di sviluppo territoriale”. Il tutto “favorendo la nascita di una qualificazione nelle attività connesse non solo alla gestione del patrimonio, ma in generale alla valorizzazione, anche della rete tra pubblico e privato, tra imprese, università e centri di ricerca. Un tema su cui il ministro Bonisoli è molto attento”.

IL TEMA STRATEGICO DELLA GOVERNANCE

Questo approccio, sottolinea il segretario generale, “caratterizza l’attuale programmazione del Mibac che ha l’onere e l’onore di guidare l’intero ciclo di interventi”, molti dei quali sono stati “resi possibili grazie ai finanziamenti europei, soprattutto al sud”. Si tratta di “cantieri importanti grazie ai quali potenziare i territori – afferma ancora Panebianco facendo l’esempio di Pompei -. Un percorso articolato e complesso che vede un concorso di professionalità”. A Pompei, come in altri siti, “è fondamentale il tema strategico della governance – rileva il segretario generale del Mibac -. Una buona governance sostiene la buona gestione, favorisce il giusto coinvolgimento degli stakeholder e produce buoni risultati”. Una buona governance è “essenziale” anche ad “assicurare a questo processo competenze e capacità nei diversi settori – chiosa Panebianco -, a cominciare da quello amministrativo, la base affinché tutti i processi possano essere resi sinergici”.

DIVERSITA’ E DIALOGO CULTURALE: IL RUOLO DELL’EUROPA

Secondo Panebianco “Venezia ospita oggi un evento che potrà essere una pietra miliare nel percorso che conduce a un rafforzamento della qualità nella conservazione del patrimonio europeo in un quadro di valori comuni”. La conferenza, sottolinea ancora il segretario generale del Mibac, “oltre a riconoscere le competenze italiane nel settore della tutela e della conservazione, dà atto dell’impegno a promuovere il ruolo dell’Europa quale componente essenziale nella diversità culturale e nel dialogo interculturale, nel consolidare un contributo sia alla società sia all’economia anche attraverso il sostegno ai settori creativi, nel valorizzare il patrimonio come elemento importante anche per le relazione con i paesi terzi”. Non solo: richiamando l’intervento del premier Giuseppe Conte al convegno di ieri per i 95 anni del Cnr, Panebianco sottolinea che “il valore della cultura esiste e si può affermare come valore in sé”.

LE POLITICHE EUROPEE

Parlando ancora di Europa, Panebianco ricorda che le politiche per la conservazione e per il restauro sono sì competenze nazionali o regionali, ma che “sono molteplici le politiche europee che sostengono il patrimonio culturale. L’Unione rispetta la ricchezza, la diversità culturale e vigila sulla salvaguardia e sullo sviluppo patrimonio, obiettivi di diversi programmi europei”. “Investimenti mirati in questo settore devono essere immaginati e sviluppati senza mettere a rischio i valori intrinseci, devono essere guidati da saldi e chiari principi di qualità capaci di arricchire la tutela”, conclude il segretario generale del Mibac ricordando che l’Italia è l’unico Paese europeo a gestire un programma operativo nazionale interamente dedicato alla cultura, il PON Cultura e Sviluppo FESR 2014-2020.

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