Matteo Renzi Europa bonusAnche Matteo Renzi tuona contro la politica culturale del governo contenuta nella manovra. E lo fa difendendo il Bonus cultura introdotto quando ricopriva l’incarico di premier. “Salvini e Di Maio hanno bloccato il #bonusRenzi per i diciottenni nati nel 2000 e lo vogliono cancellare per quelli nati nel 2001”, scrive l’ex segretario del Pd sui suoi profili social. “Quando ero premier -ricorda Renzi -, ho voluto una piccola norma per i diciottenni: 500€ da spendere (meglio: investire) in cultura. Quando un diciottenne compra un libro o va a teatro o entra in un museo io mi sento orgoglioso di essere italiano”.

Poi lancia un appello: “Facciamoci sentire per sbloccare i fondi prima di dicembre e per evitare che li taglino per il prossimo anno. Non è giusto tagliare sempre sulla cultura, non è giusto tagliare sempre sui più giovani”. E ancora: “Mandate email al governo, c’è una petizione su Change.org, condividete questo msg su Instagram. Ma fatevi sentire!”.

LA PETIZIONE DEI GIOVANI DEM

Petizione, quella suggerita da Renzi, lanciata dai giovani dem per chiedere che “sia garantito quanto ci è stato promesso e assicurato”. Che fine ha fatto 18App per nati nel 2000? Questa la domanda dei giovani del Pd che spiegano: “Noi vogliamo accedere al patrimonio culturale del nostro Paese. Noi vogliamo un Governo che investe sulla cultura anziché tagliare. Noi vogliamo 18App”.

Ieri era stata Anna Ascani ad attaccare la linea M5S sul Bonus cultura. “Non hanno il coraggio di cancellare #18App dopo averla definita marchetta elettorale -le parole della deputata dem -. Ma propongono con un emendamento di sottrarre 35 milioni ai consumi culturali dei diciottenni per distribuirli qua e là a pioggia secondo i loro comodi. Giù le mani!#18AppNonSiTocca”.

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