Dal nostro inviato a Venezia – La Carta internazionale di Venezia per il restauro e la conservazione di monumenti e siti (1964) ha bisogno di essere aggiornata. Perché “i tempi sono cambiati” e perché “si richiede una più ampia partecipazione al patrimonio culturale, anche nell’ambito della Convenzione di Faro”. Ad affermarlo è Michel Magnier – direttore della divisione Cultura e creatività della DG per l’Educazione e la Cultura della Commissione europea – durante la conferenza “Cherishing Heritage” sulla qualità degli interventi sul patrimonio culturale, organizzata a Venezia dalla Commissione europea in collaborazione con l’Icomos (International Council on Monuments and Sites).

AL LAVORO SULL’AGGIORNAMENTO

La Carta di Venezia è un documento importantissimo, la Magna Carta della conservazione e del restauro dei monumenti, tant’è che anche Magnier la definisce la “bibbia” del settore. Ma ora “le cose sono cambiate” ed è necessaria una “revisione dei principi che altrimenti rischiano di rimanere obsoleti”, sottolinea Magnier lanciando un invito ai professionisti dei beni culturali presenti a Venezia. “Cerchiamo di ritrovarci qui l’anno prossimo, a Venezia, e lavorare sull’aggiornamento della Carta”.

PRINCIPI DI QUALITA’

L’Anno europeo del patrimonio culturale, che sta volgendo al termine, può essere quindi “un’opportunità per aggiornare i principi, adeguare la Carta e spianare la strada per interventi più mirati”, afferma ancora Magnier citando inoltre la dichiarazione di Davos, con cui si sancisce l’impegno a includere la visione di una Baukultur di alta qualità fra gli obiettivi politici. Secondo Magnier “una Baukultur di qualità può esistere solo se ci sono principi qualitativi oggettivi”.

Leggi anche:

Ue, Costa: serve direttiva quadro per le imprese che intervengono sul patrimonio culturale

Beni culturali, Panebianco: trovare equilibrio tra tutela e approccio dinamico alla valorizzazione

Ue, un “Patrimonio da curare” con interventi di qualità: conferenza a Venezia il 22 e il 23 novembre

Rispondi