Italia Nostra Roma chiede al Ministero dei Beni Culturali l’acquisizione della collezione Torlonia per sottrarla per sempre a speculazioni economiche. “La vendita della collezione Torlonia è un rischio che l’Italia non può correre. La litigiosità degli eredi Torlonia, sul testamento di Alessandro, ha fatto scattare il provvedimento di sequestro di beni per 2 miliardi di euro. Beni immobili ma anche beni mobili come la famosa e famigerata collezione di statuaria greco-romana “sequestrata” dai Torlonia dagli anni ‘70”.

Antonio Cederna, prosegue Italia Nostra Roma, “impiegò fiumi di inchiostro e grande impegno intellettuale perché la collezione uscisse dagli scantinati nei quali era stata relegata in via della Lungara. Il museo Torlonia, che ospitava la collezione, fu chiuso, dalla sera alla mattina, per essere trasformato in 70 appartamenti abusivi contro i quali Antonio Cederna lottò come un leone. Ma il delitto andò in prescrizione”.

Il 15 marzo 2016 fu firmato un protocollo d’intesa tra il Ministero dei Beni Culturali e la Fondazione Torlonia per un’esposizione permanente di circa 90 opere. “Condizione fondamentale imposta dall’allora Direttore Generale all’Archeologia, Gino Famiglietti, fu che i costi dei restauri delle statue rispolverate dalle cantine di via della Lungara fossero a carico della famiglia romana. Sono state rilevate anche gravi anomalie nell’inventario dei beni mobili sfuggiti al controllo”.

Per Italia Nostra ora “non si può più perdere tempo. Il Ministero dei Beni Culturali deve entrare con forza e determinazione per sventare qualsiasi velleità di depredare il patrimonio italiano dei preziosissimi reperti vincolati e garantire un’assoluta tutela di quelli, eventualmente non vincolati”.

 

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