“Senza cultura il progetto europeo non si salva”. Ne è convinta Silvia Costa, europarlamentare italiana, che il 24 novembre a Roma è intervenuta al meeting della board nazionale degli itinerari, delle rotte, dei cammini e delle ciclovie, nell’ambito di All routes lead to Rome. Secondo Costa la board “ha capito che gli itinerari sono espressione di quello che dovrebbe essere l’Europa, e connettono comunità e patrimonio”.

LA CULTURA COME INFRASTRUTTURA DELLE POLITICHE UE

“Siamo in un momento strategico” prosegue l’europarlamentare italiana ricordando l’Anno europeo del patrimonio culturale – alla fine del quale sarà lanciato il Piano d’azione europeo – l’Agenda europea per la cultura, adottata a maggio scorso dalla Commissione europea, e la nuova programmazione 2021-2027. Per il programma Europa Creativa “abbiamo chiesto di arrivare a un budget di 2,8 miliardi di euro” e per Erasmus “di triplicare i fondi”, prosegue Silvia Costa sottolineando “il tentativo di dichiarare la cultura un’infrastruttura delle politiche europee”.

UN MOMENTO PROMETTENTE

In questo contesto si inseriscono anche gli itinerari culturali (il programma del Consiglio d’Europa ha festeggiato i 30 anni di attività nel 2017) che, secondo l’europarlamentare, sono “una grande infrastruttura del fare integrazione”. Siamo quindi in “un momento promettente”, afferma ancora Costa ricordando anche la strategia sulle relazioni culturali internazionali, lanciata a giugno 2016 dall’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri, Federica Mogherini, e dal commissario europeo alla Cultura, Tibor Navracsics.

UNA GOVERNANCE PARTECIPATIVA

In questa visione strategica si inserisce anche la board nazionale degli itinerari: “una piattaforma che si mette a disposizione degli ‘attori’ del turismo dolce e che ha una vocazione nazionale ed europea – aggiunge Costa ad AgCult a margine del meeting -. Ha avuto l’intuizione di mettere insieme esperienze concrete e legarle a progetti di sviluppo territoriale anche utilizzando i fondi europei”. La “scommessa della piattaforma” è anche quella di mettere in piedi “una nuova governance partecipativa, nello spirito anche della convenzione di Faro”.

LA CONVENZIONE DI FARO

A proposito di Faro, è notizia di qualche giorno fa l’approdo, in aula al Senato, del disegno di legge di ratifica della Convenzione sul valore del patrimonio culturale per la società (per approfondimenti leggi: Senato, a metà dicembre arriva in aula la ratifica della Convenzione di Faro). “E’ una grande notizia – sottolinea Costa -. Sono contenta che si arrivi a questo perché in linea con questa interpretazione del patrimonio. E chiuderebbe benissimo l’Anno europeo del patrimonio culturale”.

 

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