Villa paolina Roma 2È di pochi giorni fa la risposta che la Soprintendenza Speciale di Roma ha inoltrato a Italia Nostra a seguito della Diffida che l’Associazione aveva inviato il 22 ottobre 2018 sull’illegittimità dei pareri riguardanti la Verifica dell’interesse culturale di Villa Paolina di Mallinckrodt. “In questa risposta vediamo segnali possibili per la salvezza di Villa Paolina”, sottolinea in una nota il Comitato “Salviamo Villa Paolina di Mallinckrodt”. Ricordiamo che la Diffida di Italia Nostra verso il Mibac dichiarava il difetto di motivazione e l’evidente contradditorietà e/o perplessità dei pareri di Verifica dell’interesse culturale su Villa Paolina, e in particolare del parere della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio del 05-06-2015, in cui, dopo aver detto che Villa Paolina “non riveste allo stato attuale interesse tale da motivare la proposta di un provvedimento di tutela monumentale”, conclude affermando che “nell’eventualità che approfondimenti storico critici o rinvenimenti di rilievo dovessero indurre una diversa valutazione circa l’interesse di cui al D.Lgs 42/2004 questa Soprintendenza potrà proporre la tutela secondo il disposto della normativa vigente”.

Dal momento che sussistono allo stato attuale odierno (2018) importanti e nuovi elementi a favore della dichiarazione di interesse culturale, che consistono nel parere molto positivo sul valore storico espresso dalla Sovrintendenza Capitolina a marzo 2018 e nei proficui approfondimenti storico critici condotti di recente dal Comitato Salviamo Villa Paolina di Mallinckrodt presso l’archivio storico capitolino, si diffidavano le Soprintendenze di settore ad esprimere una diversa valutazione che tenesse conto dei nuovi elementi, anche annullando i precedenti pareri.

Nell’attuale risposta del Collegio Romano del 21 novembre si relaziona prima sui fatti precedentemente avvenuti, in cui si riporta la richiesta della Verifica di Interesse culturale da parte dell’Istituto delle Suore, si ammette che la verifica è stata effettuata sulla base della documentazione pervenuta dalla proprietà (senza quindi un’adeguata ed obiettiva istruttoria e verifica) e si riporta il parere del 05-06-2015. Successivamente si dichiara che “alla luce di quanto sopra e delle numerose segnalazioni ed esposti pervenuti all’Amministrazione da parte di Comitati ed Associazioni per la salvaguardia di Villa Paolina, si ritiene opportuno rimettere la questione al parere dei Comitati Tecnici Scientifici del Paesaggio e delle BBAA…”

In tal modo, pur non risolvendo in modo diretto la situazione, prendendo cioè in modo autonomo la decisione di annullare la vecchia Verifica e di rifarne una nuova, si demanda a chi è sovraordinato (i Comitati Tecnici Scientifici) di prendere la decisione definitiva. “Riconosciamo tuttavia che la Soprintendenza con questa risposta da un lato si è assunta la responsabilità di aver effettuato una Verifica sommaria, basata solo su documentazione fornita dalla proprietà (tra l’altro nella risposta si parla di lavori dichiarati fatti all’interno negli anni novanta di cui non esiste nessuna menzione nella relazione, da cui risulta invece che tutti i lavori interni e di ampliamento terminarono nel 1947) e dall’altro si rende disponibile ad effettuare una nuova Valutazione per la tutela della Villa, quando i Comitati Tecnici riconosceranno validi quei presupposti storico critici presentati nella Diffida di Italia Nostra”.

Piccoli Nardelli e Vacca

Su Villa Paolina era intervenuta anche la deputata Flavia Piccoli Nardelli (Pd), che in un’interrogazione aveva chiesto che il ministero dei Beni culturali intervenisse per sostenere l’avvio dell’istruttoria per l’apposizione dei vincoli paesaggistici su alcuni quartieri di Roma, a tutela dei valori urbanistici, architettonici e paesaggistici da questi rappresentati, e per tutelare villa Paolina di Mallinckrodt ed evitare così la demolizione di un edificio del ‘900.

Interrogazione a cui aveva replicato il sottosegretario ai Beni culturali, Gianluca Vacca, ricordando che il 30 marzo, proprio a tutela di Villa Paolina, il Segretario Generale del ministero ha organizzato una riunione di coordinamento nel corso della quale, con il supporto dell’Ufficio Legislativo, si è concordato che l’abito giuridico più calzante a disposizione del Ministero per la tutela del tessuto dei “villini”, potesse essere l’avvio del procedimento di dichiarazione di notevole interesse pubblico paesaggistico, come complesso di cose immobili che compongono un caratteristico aspetto avente valore estetico e tradizionale, relativo agli ambiti urbani esterni alle Mura Aureliane, interessati dalla presenza dei villini edificati tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, partendo prioritariamente dalle zone di maggior interesse.

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