Le erogazioni a favore del sistema culturale italiano attraverso l’Art bonus hanno superato i 300 milioni di euro che “dimostrano a livello nazionale un grande interesse e una grande diffusione di questo strumento”. Lo ha annunciato Carolina Botti, direttrice di Ales la società inhouse del Mibac, nel corso della manifestazione Rome Museum Exhibition, in programma alla Fiera di Roma fino al 1 dicembre. Botti, intervenendo alla tavola rotonda ‘Sostenibilità dei musei e dei luoghi culturali nel rapporto pubblico/privato, ha aggiunto che “nell’ambito dei musei, abbiamo una raccolta che si aggira intorno ai 20 milioni di euro, c’è quindi ancora molto da fare. C’è bisogno che il fundraising diventi parte delle strategie dei musei – come peraltro previsto anche dal Sistema museale nazionale – sia in termini di competenze, di obiettivi e di azioni. L’auspicio è che l’innesco di nuove risorse nel sistema museale possa coprire anche queste esigenze professionali”.

“Purtroppo – ha chiarito la direttrice di Ales – abbiamo un’Italia a due velocità con il Nord che fa da traino e il Sud che rappresenta un po’ il fanalino di coda. Nel meridione ci sono dei problemi oggettivi, come ad esempio l’assenza di fondazioni bancarie. Da parte dei cittadini c’è una diffusione capillare”.

Tra gli obiettivi dell’Art bonus c’è anche quello di sensibilizzare i cittadini e il privato. E su questo aspetto i risultati sono ottimi. “Su 9.500 donazioni – spiega Botti -, 5.500 vengono da privati cittadini. Un risultato importante in termini di sensibilizzazione”.

In generale, ha proseguito la direttrice – l’art bonus è stato sempre considerato “uno degli strumenti normativi più avanzati per il sostegno ai Beni culturali da parte dei privati. Si concede la possibilità di fare donazioni al mondo dei beni culturali usufruendo del beneficio fiscale del 65% con un credito d’imposta. Lo sgravio non è certo la prima motivazione, ma rappresenta una leva importante che hanno gli operatori culturali e i musei per disegnare le strategie di sostenibilità”.

Anche i comuni hanno utilizzato questo strumento per sensibilizzare i cittadini sul territorio con un grande sforzo. “Sensibilizzare decine e decine di cittadini è stato un risultato bellissimo, anche se l’entità economica delle erogazioni raccolte è contenuta. L’impatto culturale è altissimo”.

Ales ha il compito di gestire anche l’interfaccia pubblico-privato. “Al di là dell’Art bonus stiamo cercando di sensibilizzare tutti i vari attori anche su altri fronti come le sponsorizzazioni o delle partnership pubblico-private previste dall’articolo 151 del Codice degli appalti”.

Va detto poi che “soprattutto nel mondo pubblico si devono migliorare le condizioni affinché si possa incassare dal mondo privato. Qualche passo avanti si è fatto con i musei autonomi, ma per i poli museali ad esempio è molto più complicato”.

Tutto comunque deve rientrare all’interno di una strategia che vada in questa direzione. “La parte normativa ha fatto il suo. Noi, come istituzioni, continueremo nel nostro ruolo per facilitare questo scambio pubblico privato”.

Botti, ritornando al discorso dei musei, ha ricordato infine che “oltre all’azione di restauro, manutenzione o protezione dei beni c’è il sostegno che permette di far finanziare tutte le attività che rientrano nella missione del museo (campagne di comunicazione, nuove acquisizioni, mostre)”.

I DATI

Dei 300.176.077 euro raccolti, il 40% viene dalla Lombardia (circa 120 milioni di euro), su cui incidono in maniera importante le erogazioni a favore della Scala di Milano. Seguono il Piemonte con 46 mln, il Veneto con 36, l’Emilia Romagna con 33, la Toscana con 31 milioni di euro e la Liguria con 7.5. Il Nord quindi raccoglie la gran parte dei contributi, complice sicuramente anche la presenza delle principali fondazioni bancarie del Paese che rappresentano i contributori più generosi in termini di singole erogazioni. Al centro il Lazio raggiunge i 10.5 mln e le Marche 2.7. Al Sud e nelle Isole la classifica è guidata dalla Campania con 2.3 mln e a seguire la Sardegna che sfiora un milione di euro. Le altre regioni meridionali si collocano in fondo alla lista con poche risorse raccolte.

 

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