Rispondere a un problema culturale, sociale, civile e politico: questo l’obiettivo della Regione Toscana che presenta il Patto regionale per la Lettura nell’ambito della due giorni di “Libri in festa”, che il 30 novembre e il 1 dicembre propone maratone di letture, performance e reading, mostre (sui libri chiaramente, nella loro accezione più vasta) e bibliobus a sostegno del settore.

“Abbiamo proprio colto questa occasione di “Libri in Festa”, la due giorni dedicata ai libri, – spiega l’assessore alla cultura e vice presidente della Regione Toscana Monica Barni in un’intervista ad AgCult – per lanciare il Patto per la Lettura. Il Patto nasce come alleanza tra tutti i settori della filiera del libro al fine della promozione della lettura come presupposto per la cittadinanza e come attitudine sociale che si impianta sin dai primi mesi di vita dei bambini. Non deve essere un caso eccezionale quello di leggere un libro ma un’abitudine”.

UN PATTO PER LA LETTURA PER RISPONDERE A UN’EMERGENZA NAZIONALE

Il Patto regionale per la Lettura in Toscana è un documento/protocollo di intesa stipulato tra Regione Toscana e altri soggetti pubblici e privati della filiera del libro e della lettura. Con esso, le parti si impegnano a promuovere, “in modo organico, trasversale e strutturato”, il diritto di tutti alla lettura in una più ampia ottica di contrasto alla povertà educativa e di rafforzamento e sviluppo di una nuova idea di cittadinanza.

“É un patto – spiega Monica Barni – che nasce prima di tutto perché c’è la necessità. Il nostro Paese è un Paese che legge pochissimo, dove i livelli di alfabetizzazione sono bassi, dove c’è un tasso ancora troppo alto di dispersione scolastica, dove si va poco all’Università. Sono dati desolanti da tutti i punti di vista”.

Nelle premesse al documento presentato, si fa infatti riferimento a dati Istat e Save The Children che molto spiegano in termini di “emergenza cultura”. Nel 2016, si registra la continua flessione del numero di lettori di libri (sceso dal 42% del 2015 al 40,5% del 2016). E ad allarmare non sono solo i dati sulla lettura. I dati Save The Children Italia molto dicono sulla povertà educativa dei bambini e dei ragazzi italiani. Circa 1/5 dei minori, infatti, non raggiungerebbe le competenze minime in matematica e lettura, più di 1 su 10 abbandona prematuramente gli studi e 6 su 10 non partecipano ad attività culturali, ricreative e sportive. Stesso trend negativo si registra in Toscana.

E contro l’argomentazione della parzialità della rilevazione, l’assessore alla cultura Barni precisa “la rilevazione sarà parziale ma c’è un trend negativo in tutte le rilevazioni. Quindi il problema c’è ed è un problema non solo di tipo culturale ma civile perché chi non legge e non è in grado di comprendere quello che legge non può e non è un cittadino che ha consapevolezza dei propri diritti e dei propri doveri”. Una vera e propria “emergenza cultura” perché il problema sottolineato da Barni “è un problema che ha un risvolto sociale, civile e politico”.

BIBLIOTECHE PUBBLICHE: PRESIDI DI CULTURA E SOCIALITÀ

Un problema in senso lato che, secondo Monica Barni, “è anche un problema economico perché se non c’è nessuno che legge, per chi scrivono gli autori e gli editori per chi pubblicano? È quindi un problema a cascata, a filiera che distrugge un settore produttivo che è molto vivo”. Questo, secondo l’assessore “lo si può vedere dal sistema delle fiere dove emerge una bibliodiversità notevole. Bisogna fare in modo che i lettori vengano sollecitati e che l’offerta corrisponda poi a quella che è la domanda altrimenti si distrugge un settore.”

Il Patto è dunque uno strumento di indirizzo e di governance per le azioni di promozione della lettura e del libro in ogni forma con l’impegno comune di creare una rete territoriale regionale, strutturata e fondata sull’alleanza tra i diversi attori e protagonisti della filiera del libro e della lettura, al fine di ampliare il pubblico dei lettori avvicinando a biblioteche e libri, in qualunque forma, coloro che né abitualmente né occasionalmente sono utenti e lettori e consolidando i lettori appassionati.

Il Patto si affianca, in questo, all’adozione di politiche a sostegno e a favore delle biblioteche pubbliche toscane e delle 12 reti documentarie toscane. “Abbiamo messo insieme prima di tutto le biblioteche pubbliche – precisa Monica Barni – sulle quali la Toscana ha fatto un grandissimo lavoro di strutturazione a sistema. Questo considerando che, soprattutto nelle aree interne e periferiche, la biblioteca è uno dei pochi presidi di cultura e di socialità e quindi è bene che il suo ruolo sia continuamente sostenuto e rinnovato”.

“Ci vuole un’azione di sistema – conclude sul punto l’assessore alla cultura Monica Barni – di tutti i soggetti. Una Regione da sola o un ente locale da solo non riescono e proprio per questo abbiamo inserito le biblioteche scolastiche perché va rivitalizzato il ruolo delle biblioteche”.

OBIETTIVI E FINALITÀ DEL PATTO

“Lanciamo questa alleanza tra i soggetti della filiera – ha continuato Monica Barni – che ha obiettivi precisi”. Si tratta di “obiettivi che partono dalla formazione del personale che lavora nel settore fino a investimenti e progetti della regione per la promozione della lettura”.

In particolare, il Patto si riferisce a quattro obiettivi: riconoscere l’accesso alla lettura quale diritto di tutti, rendere la pratica della lettura un’abitudine sociale, allargare la base dei lettori, consolidandone le abitudini di lettura e avvicinando alla lettura e, infine, favorire una politica di filiera che si ispiri ai valori della bibliodiversità, che tenga conto delle tecnologie digitali e innovative. I quattro obiettivi trovano la loro attuazione in sette linee di intervento.

Prima di tutto la Regione Toscana, attraverso il Patto punterà a sviluppare un ecosistema favorevole alla lettura, garantendo a ogni cittadino un accesso il più ampio possibile al libro in ogni sua forma e alla lettura. Si rafforzerà, come detto, il ruolo della biblioteca pubblica nei processi di alfabetizzazione diffusa e di promozione di un welfare culturale. Altra linea d’intervento la valorizzazione e il sostegno al ruolo delle biblioteche scolastiche nell’educazione alla lettura e nell’accesso al libro e alla lettura. Si garantirà la bibliodiversità sostenendo e promuovendo i canali di distribuzione e commercializzazione del libro che assicurano il rispetto della diversità culturale applicata alla filiera del libro. Si favorirà, sosterrà e svilupperà un’azione sistemica tra le varie istituzioni culturali e l’industria editoriale e sua filiera. Questo anche attraverso la valorizzare e la promozione di buone pratiche ed esperienze pilota di diffusione e promozione del libro in ogni sua forma, anche digitale, e della lettura promosse da biblioteche, librerie, associazioni, istituzioni.

Infine, non ultima a livello di importanza, la linea di intervento che punta alla formazione e all’aggiornamento. “Bisogna capire – ha precisato Monica Barni – il ruolo delle biblioteche e le potenzialità delle biblioteche che si sono fortemente modificate nel corso degli anni, con la rivoluzione elettronica e l’avvento del digitale, e hanno portato alla necessità di competenze molto diverse. Molto spesso invece tanto personale non ha avuto negli anni una formazione in questo senso”

VERSO UN’AZIONE DI SISTEMA

In questo contesto, rileva Monica Barni, “occorrerebbe una cornice internazionale, siamo sempre in contatto con il Centro del libro e della lettura e abbiamo lavorato proprio con il Centro nella stesura del Patto. Oggi lo lanciamo e lo apriamo alla discussione di tutti gli attori, una discussione che è già cominciata al momento della stesura. Vorremmo arrivare prima dell’estate dell’anno prossimo alla firma e alla sottoscrizione da parte di tutti i soggetti”.

Il Patto troverà la sua attuazione attraverso vari strumenti. Viene istituito un Tavolo di coordinamento e monitoraggio del Patto che definirà il piano biennale degli interventi da perseguire, monitorerà l’andamento e l’efficacia delle attività e dei progetti oltre a promuovere e sollecitare la più ampia diffusione del patto della Lettura livello regionale.

Il Tavolo organizzerà poi la Conferenza biennale sulla lettura in Toscana. La Conferenza sarà dedicata al confronto tra i vari soggetti della filiera del libro e della lettura e aderenti al Patto. Le proposte che emergeranno contribuiranno a definire il piano degli obiettivi per il biennio successivo. Si darà così vita a un circolo virtuoso di programmazione, realizzazione e valutazione delle attività e dei progetti. “Facciamo già rilevazioni annuali su biblioteche, accessi e prestiti – precisa l’assessore Barni – ma vorremmo andare più in profondo anche sui temi della lettura; è un’esigenza sentita da tanti soggetti. Anche la città di Torino sta lanciano il un Patto per la Lettura e noi vorremmo lavorare con altri soggetti che stanno sviluppando politiche come le nostre.

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