Giovanna Barni CoopCulture governanceIl tema della sostenibilità dei musei e dei luoghi culturali nel rapporto pubblico/privato è stato al centro di una tavola rotonda nell’ambito della manifestazione Rome Museum Exhibition. Nel corso del dibattito sono stati presentati modelli ed esempi di come volgere il rapporto pubblico/privato a una maggiore sostenibilità e alla creazione di valore.

Sul tema è intervenuta anche la presidente di CoopCulture, Giovanna Barni, che ha ricordato i casi di Caracalla Full Immersion, del Museo archeologico Antonino Salinas di Palermo e del Parco della Valle dei Templi di Agrigento.

Intervistata da AgCult, la Barni ha innanzitutto voluto “sfatare alcuni miti che per fortuna mi sembrano fuori tono rispetto anche alle strategie dell’attuale ministero: ovvero che i privati siano solo sponsor o volontari; e che si potevano considerare marginali le attività partecipate dal privato”.

INNOVAZIONE TECNOLOGICA

Per la presidente di CoopCulture occorre quindi “declinare il rapporto pubblico e privato nelle varie forme: la prima è il rapporto con i pubblici e in questo ambito il nostro compito non può che essere quello di utilizzare l’innovazione tecnologica ma in funzione di empowerment della relazione con il visitatore, agendo proprio nell’ottica di rafforzamento del legame tra pubblico e museo e della crescita culturale della cittadinanza”. Innovazione tecnologica sì, dunque, “ma in funzione di innovazione culturale e di rinnovamento tra il museo e il pubblico”. Esempio è “Caracalla full immersion”, dove la ricostruzione immersiva a 360 gradi, perfettamente sovrapponibile alla visione reale del monumento, produce uno straordinario effetto di potenziamento percettivo e una immediata comprensione dell’aspetto originario degli spazi architettonici.

MUSEO E TERRITORIO

Il secondo tipo di relazione con il privato è quella con il territorio: non più solo museo e pubblico ma museo e territorio. “In questo – spiega – il nostro contributo è quello di essere cooperativa e di avere come mission il cooperare. Anche qui le nostre piattaforme sono funzionali a far sì che i soggetti del territorio non vengono solo ospitati nel museo, ma contribuiscano a creare un palinsesto e una produzione di nuova attività culturale in modo da favorire poi una filiera anche economica, che consenta una crescita insieme al museo e ai suoi servizi anche dei produttori artigianali locali, delle imprese di servizi turistici, dei giovani artisti del territorio, in modo da far sì che il Museo sia un esempio di moltiplicatore di valore”.

“Un esempio può essere il concept store come al museo Salinas di Palermo, uno spazio pensato per rendere più piacevole l’esperienza della visita al museo, innovando il concetto stesso di accoglienza. Un luogo che diventa collettore di 60-70 imprese del territorio che vanno dall’enogastronomia alla musica fino allo spettacolo”.

COGESTIONE DEGLI SPAZI MUSEALI

Ultima declinazione è il rapporto pubblico e privato nella cogestione degli spazi museali. “Esempio è quanto stiamo facendo da 20 anni con la comunità ebraica di Venezia: solo attraverso la condivisione di obiettivi con i soggetti del territorio un museo può infatti diventare sostenibile, in quanto la cura è condivisa e partecipata, così come la produzione di valori. In questo modo il museo può contribuire alla trasformazione non solo di se stesso ma anche del contesto territoriale che c’è intorno. Lo sforzo di CoopCulture – aggiunge la Barbi – è aprire i musei e farli diventare hub dei territori”.

RAPPORTO DI SOSTENIBILITÀ

La presidente di CoopCulture spiega quindi che “con il nuovo Rapporto di sostenibilità che stiamo costruendo per la Valle dei Templi di Agrigento, il museo non racconta solo le attività che fa direttamente ma anche tutte quelle svolte in maniera indiretta, attraverso la collaborazione con i soggetti che sono in grado di mettere a valore gli spazi, dagli orti sociali a chi coltiva le olive. In questo, il Rapporto sarà una vera e propria rivoluzione, perché è il primo report museale che racconta la gestione diretta e indiretta attraverso i molteplici soggetti con cui collabora, rendicontando un impatto sui visitatori, sugli utenti e sul territorio, che è infinitamente moltiplicato”.

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