Teatro Opera Roma

Approvata l’Integrazione del Piano di risanamento della Fondazione Teatro dell’Opera di Roma proposta dal Commissario Straordinario di Governo per il risanamento delle gestioni e il rilancio della attività delle fondazioni lirico-sinfoniche, Gianluca Sole, lo scorso giugno. Il decreto ministeriale, a firma del Ministro dei Beni culturali di concerto con il Ministro dell’Economia, stabilisce che la Fondazione dovrà rispondere alle richieste formulate dal Commissario straordinario relative al monitoraggio della corretta attuazione dell’integrazione per il triennio 2016-2018.

Questo ai fini del rispetto della disposizione contenuta nella Legge di stabilità 2016. Con la legge, si era stabilito che le Fondazioni lirico-sinfoniche avrebbero presentato un Piano di risanamento oer raggiungere il pareggio economico e l’equilibrio patrimoniale e finanziario. Questi obiettivi erano fissati entro l’esercizio finanziario 2019. Per fare ciò, le Fondazioni avrebbero dovuto presentare il Piano a pena della sospensione dell’erogazione dei contributi a loro favore.

L’ATTIVITÀ DI MONITORAGGIO DEL PIANO 2018

Lo scorso aprile, il Commissario straordinario Sole aveva provveduto a pubblicare la relazione riferita alle performance di mercato, operative ed economico-patrimoniali riferite al periodo gestionale 2017. Tale relazione faceva riferimento a tutte le Fondazioni lirico-sinfoniche. Rispetto al Teatro dell’Opera, l’iter di approvazione dell’Integrazione al Piano, per l’ultimo triennio 2016-2018, non era ancora stato concluso. Per questo, non era stato possibile “proporre un’analisi sugli scostamenti fra previsioni e risultati”. La relazione e il commento sulle performance ha riguardato quindi il raffronto con i dati del consuntivo 2016.

Dall’analisi era emerso un “diffuso miglioramento delle performance commerciali ed operative della Fondazione”. Il problema rimaneva sul fronte patrimoniale dove la situazione risultava essere ancora “critica, mostrandosi solo deboli e tendenziali segnali di miglioramento, ancora non sufficienti a considerare pienamente innescata la dinamica di risanamento”.

L’analisi dei dati, aveva portato il Commissario a un giudizio “fortemente ambivalente” sulla situazione della Fondazione. La situazione critica sotto il profilo finanziario e patrimoniale risultava essere connessa “all’eccessivo indebitamento e alla “sotto-patrimonializzazione” dell’Ente”. Proprio per questo, si prospettava come non “alternativo” un intervento straordinario sul fronte patrimoniale da parte dei soci. In un’intervista ad Agcult dello scorso ottobre, però, Sole aveva precisato che le nove fondazioni liriche sinfoniche che accedono ai Piani di risanamento stabiliti dalla Legge Bray del 2013 hanno avuto una riduzione del loro debito complessivo (leggi).

I COMMENTI

Varie interrogazioni parlamentari hanno avuto ad oggetto la situazione della Fondazione ma lo scorso ottobre ad esse ha fatto seguito una dichiarazione di Enrica Laterza, Presidente della Sezione del Controllo sugli enti della Corte dei Conti.

Intervenendo in commissione Cultura del Senato sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria delle Fondazioni, Laterza aveva definito “utile” un ripensamento sulle stesse. “E’ sempre più evidente che il sistema delle 14 Fondazioni lirico-sinfoniche così com’è stato concepito non appare più sostenibile”, aveva affermato. Nel suo intervento, Laterza aveva anche invitato Regioni ed Enti locali a fare la loro parte, considerando anche che sono intervenuti con un sostegno “spesso inadeguato rispetto al fabbisogno, al prestigio che i teatri d’opera conferiscono loro e soprattutto agli effetti positivi che l’offerta lirico-sinfonica produce sul tessuto economico locale”.

Approfondimenti:

Decreto interministeriale di approvazione dell’Integrazione del Piano di risanamento

Prima relazione semestrale sul monitoraggio dei piani di risanamento

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