Parola d’ordine eredità. L’Anno europeo del patrimonio culturale non si esaurisce con la fine del 2018 ma guarda al futuro con energia e convinzione. Da quando è stato lanciato a Milano nel dicembre 2017, il mantra dell’Anno è stato sempre lo stesso: l’Europa vuole garantirne un’eredità a lungo termine, oltre il 2018. Ecco perché a Vienna il 6 e il 7 dicembre – quando si terrà la conferenza di chiusura ufficiale dell’Anno – la discussione si focalizzerà su cosa avverrà dopo. L’evento più atteso dagli addetti ai lavori è la presentazione del Piano d’azione per il patrimonio culturale, che la Commissione europea ha intenzione di lanciare proprio a Vienna, il 7 dicembre all’Austria Center. Durante la conferenza – organizzata dalla Commissione europea e dalla Presidenza austriaca del Consiglio dell’Unione europea – saranno presentati, inoltre, i progetti dell’Anno.

UN PIANO D’AZIONE PER I BENI CULTURALI

Il Piano d’azione si inserisce nell’ambito della nuova Agenda europea per la cultura, adottata a maggio dalla Commissione europea (per approfondimenti leggi: Dall’economia al digitale: l’Europa ha una nuova Agenda per la cultura). “Alla fine del 2018, quanto terminerà l’Anno europeo del patrimonio culturale, la Commissione presenterà un Piano d’azione per i beni culturali e chiederà agli Stati membri di elaborare piani simili a livello nazionale – si legge nell’Agenda -. Proporrà inoltre di integrare i risultati dell’Anno nei futuri programmi dell’UE e nella politica di coesione”.

NAVRACSICS: IL PATRIMONIO CULTURALE RIMANGA UNA PRIORITA’

Il momento è arrivato e ad annunciarlo è stato Tibor Navracsics, commissario europeo per l’Istruzione e la Cultura, durante una riunione della commissione interparlamentare, organizzata a Bruxelles dalla commissione Cultura del Parlamento europeo (per approfondimenti leggi: Anno Ue del patrimonio culturale, Costa (Pd): questa è la narrativa dell’Europa). “Un pilastro fondamentale dell’Agenda che abbiamo adottato a maggio è il Piano d’azione, che presenterò il 7 dicembre al momento della chiusura dell’Anno a Vienna”, ha detto Navracsics a Bruxelles. Il Piano “definirà l’eredità dell’Anno – prosegue il commissario europeo – e sarà un orientamento per la salvaguardia e la promozione del patrimonio”. Secondo Navracsics le storie europee “rappresentano un tessuto comune, importante in questo momento di tensione. Il senso di unità è la peculiarità di quest’Anno. Faremo in modo che il patrimonio culturale rimanga una delle priorità del programma politico”.

L’ANNO EUROPEO E IL SUCCESSO ITALIANO

L’Anno è un successo europeo e italiano. L’eurodeputata Silvia Costa si è infatti battuta fin dal 2014, come presidente della commissione Cultura del Parlamento europeo, affinché venisse dedicato un anno tematico al patrimonio culturale (l’unico organizzato dalla Commissione Juncker). Tra le iniziative più importanti dell’Anno – finanziato con un budget di otto milioni di euro – c’è la call di cooperazione lanciata dalla Commissione europea nell’ambito del programma Europa Creativa. Il bando stanziava cinque milioni di euro per supportare progetti transnazionali relativi alla promozione del patrimonio culturale e l’Italia si è aggiudicata il primo posto per numero di progetti selezionati (per approfondimenti leggi: Anno del patrimonio culturale, 5 progetti italiani selezionati dalla call di Europa Creativa).

LA CONFERENZA A VIENNA

Durante la conferenza a Vienna saranno presentate idee per stabilire impegni comuni dopo il 2018. Un’attenzione particolare sarà riservata al potenziale delle giovani generazioni europee per la salvaguardia del patrimonio e alle connessioni tra patrimonio e ambiente. Il 6 dicembre, come preludio alla Conferenza conclusiva dell’Anno europeo, si terrà un tour per scoprire il patrimonio culturale per le strade di Vienna. Dodici stazioni tematiche e cinque itinerari nel centro storico della città inviteranno le persone a porsi la domanda: Invece di lasciare che il patrimonio culturale ‘raccolga polvere’, perché non ‘provarlo’? Il 7 dicembre, invece, all’Austria Center, la conferenza entra nel vivo con gruppi di discussione, panel tematici e la presentazione del Piano d’azione per il patrimonio culturale. Dopo 12 mesi, oltre 11.500 eventi che hanno coinvolto 37 Paesi e 6,2 milioni di persone, l’Anno europeo del patrimonio culturale è quindi pronto a lasciare la sua eredità.

Per approfondimenti:

Evento di chiusura dell’Anno europeo del patrimonio culturale: il programma

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