Bonisoli librerieA lavoro per evitare il taglio al tax credit per le librerie dal 2020 e in programma un incontro il prossimo 21 gennaio a Milano con grandi e piccoli editori, piattaforme online e librai per ragionare su un intervento normativo nel settore dell’editoria.

Due importanti annunci quelli del ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli, durante l’intervista condotta da Paolo Conti nel corso della Fiera della piccola e media editoria, Più Libri Più Liberi. Tema dell’incontro: lettura come “motore di qualsiasi attività culturale”.

TAX CREDIT LIBRERIE 2020: RISORSE NELLA MANOVRA DELL’ANNO PROSSIMO

“Nel 2019 non ci sarà nessun taglio, anzi saranno messi a disposizione più soldi per la cultura rispetto allo scorso anno”, precisa il ministro Bonisoli confermando quanto previsto dal disegno di legge di Bilancio presentata dal governo a fine ottobre che, appunto, prevedeva un taglio del credito d’imposta a favore delle librerie solo a partire dal 2020. Già il sottosegretario ai Beni culturali Gianluca Vacca, lo scorso 9 novembre, aveva annunciato l’intenzione del governo di recuperare quelle risorse: “Cercheremo di ripristinarle – aveva detto Vacca – già nella legge di bilancio del prossimo anno”.

Oggi Bonisoli conferma: “Per il 2020 e 2021, la rimodulazione che mi hanno richiesto avrà come priorità il tax credit librerie perché preferisco spendere soldi nel pubblico e non nel privato. Tutto questo si è tradotto in un accantonamento di circa un milione che appena avremo la possibilità rimetteremo in manovra l’anno prossimo”.

INCONTRO IL 21 GENNAIO A MILANO CON LA FILIERA DEL LIBRO

Il secondo annuncio del Ministro riguarda invece il mondo dell’editoria. “Il 21 gennaio riunirò chi conosce questo settore meglio di me: grandi e piccoli editori, piattaforme online, librai. Cominceremo a ragionare se un intervento normativo che possa migliorare il settore e lo faremo a Milano perché è il centro dell’industria editoriale”. L’incontro sarà finalizzato a verificare “se una maggiore taratura delle norme che regolano il settore della produzione e distribuzione editoriale possa portare risultati migliori”.

Nonostante i dati parlino di una contrazione del consumo culturale, però, più confortevoli risultano i numeri in merito al settore dell’editoria. Cresce il numero di piccoli e medi editori (+0,5%), aumentano le novità pubblicate, cresce la quota di mercato dei piccoli editori nelle librerie e online. Cosa può fare l’esecutivo per aiutare il settore?

Oltre all’intervento normativo, secondo aspetto da tenere in considerazione è “occuparsi di ambiti di attività meno remunerativi o che hanno bisogno di economie di scala. Se lo Stato dà una mano in termini di promozione credo che questo possa far bene”. Quindi quale norma immaginare? “Ci sono diversi aspetti su cui lavorare ma si può innanzitutto trovare il modo di avere tempestivamente in maniera certificata la descrizione del settore, informazioni più precise possono aiutare ad agire meglio”.

LETTURA E VARIETÀ CULTURALE: UN DISCORSO SULL’IDEA DI DEMOCRAZIA

È un dato di fatto, per il ministro Bonisoli, che con “l’aumento del numero di libri letti, si riscontra un aumento del consumo culturale. Questo dimostra il fatto che quando si legge si ha la possibilità di costruirsi quel minimo di gusto per fare scelte culturali, dal teatro alla musica ai concerti”.

“Dovendo scegliere un ambito di attenzione, il dare possibilità al maggior numero di persone di leggere, trovare libri e acquistarli è un qualcosa che fa bene al mondo della cultura”. Tema della cultura che si lega a quello della democrazia focalizzando l’attenzione sulla varietà. “Nel momento in cui è ampia e posso scegliere quale libro leggere, questo vuol dire che posso scegliere un prodotto culturale che mi serve, che mi è familiare, che mi piace e mi porta alla costruzione di un’identità culturale. L’unicità dal punto di vista culturale è un elemento sintomatico del calo del tasso di democrazia del paese”.

CONSUMO CULTURALE NELL’ITALIA A DUE VELOCITÀ

Come detto, i dati sul consumo culturale non sono confortevoli. Nel 2016, si registra la continua flessione del numero di lettori di libri (sceso dal 42% del 2015 al 40,5% del 2016). Sono 23 i milioni di persone che dichiarano di aver letto almeno un libro e le categorie di lettori più assidui sono donne e giovani tra 11 e 14 anni.

Ragionando su cosa può fare il Mibac per modificare tale tendenza, il ministro Bonisoli sottolinea l’azione di promozione della lettura del Centro per il libro e la lettura (Cepell). “Poi ci sono temi su cui riflettere come la struttura del settore editoriale o quello sulla disponibilità dei libri su tutto il territorio”. E riguardo a quest’ultimo tema di accessibilità, il Ministro sottolinea l’utilità di “sistemi di distribuzione non convenzionale, come l’online, che vanno a riempire e soddisfare un’esigenza di acquisto. Il rischio è che ci sia parte del Paese che va avanti e parte del Paese che rimane indietro con un distacco importante: è tempo di affrontare questo tema per uno sviluppo omogeneo”.

C’è poi da tenere conto del fatto che “in Italia, in alcune zone e alcune fasce d’età c’è una crisi sociale ed economica che contrae fortemente i consumi”.

FRUIZIONE AUDIOVISIVO: DANNO ALLA LETTURA?

Non ha una risposta certa rispetto al tema, il ministro Bonisoli. “Io stesso ho memoria di alcune situazioni in ho cui ho sia letto il libro sia visto il film. Sicuramente c’è una grande possibilità di arricchimento culturale quindi posso dire che la grande disponibilità non è un disincentivo alla lettura”.

Si tratta di “un momento interessante quello che stiamo vivendo a cui possiamo dare un taglio che può aiutare il sistema”. In questo si colloca il decreto ministeriale che il ministro ha firmato che darà “un minimo di protezione ai film nelle sale e contemporaneamente consentirà che la produzione cinematografia permetta diverse forme di consumo per proteggerla dalla pirateria”.

Il messaggio del Ministro sul tema è che “Il governo deve mantenere la giusta distanza dalla produzione culturale; se ci si avvicina troppo, è talmente forte l’impatto e il peso della responsabilità da essere condizionati. Preferisco stare un centimetro indietro per fare le scelte necessarie”.

Rispondi