Angel Gurria CulturaL’economia della cultura rappresenta nell’Unione Europea tra il 4 e il 7 per cento del Pil (circa il 5 per cento in Italia), con circa 8,4 milioni di persone impiegate nei settori culturali e creativi, pari al 3,7 per cento del totale degli occupati nell’Ue (in Italia il dato è del 3 per cento). Lo ha sottolineato il segretario generale dell’Ocse, Angel Gurria, nel suo intervento a Venezia alla conferenza Cultura e sviluppo locale. Presente anche il commissario europeo alla Cultura, Tibor Navracsics.

“Arte e cultura non sono solo espressione dei nostri valori più alti, nutrono il nostro spirito e il nostro benessere. Ma la cultura deve essere anche la leva e il trampolino di lancio per accelerare e promuovere lo sviluppo delle comunità locali”.

In molti luoghi infatti, spiega, “si sostiene la cultura perché è vista come un volàno dell’economia. Non solo le grandi città d’arte, ma penso per esempio alla Sassonia, dove ci sono più impiegati nel settore culturale che nell’automotive. A Venezia poi l’occupazione nel settore culturale è più del doppio della media italiana. Ma oltre questi esempi di successo ci sono anche delle sfide da affrontare come l’over tourism”.

In quest’ottica, ha concluso Gurria, “l’Ocse si impegna a lavorare per potenziare l’impatto della cultura e della creatività sullo sviluppo locale” e per “liberare il potere della cultura”.

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