Dal governo è arrivata una legge di Bilancio “totalmente inconcludente. L’Europa chiedeva investimenti in cultura, ricerca, formazione, educazione e non ha ricevuto risposte né dal M5S, né dalla Lega. Purtroppo i ‘me ne frego’ riguardano anche questi settori”. Lo ha detto il capogruppo Pd alla Camera, Graziano Delrio, nel corso di una conferenza stampa a Montecitorio organizzata dai dem su “Il governo contro la cultura, la scuola, l’università, la ricerca, lo sport, l’editoria: il Pd dice no”. La linea dei tagli, ha detto Delrio, “è pesante cosi come quella delle promesse non mantenute. Il governo è incapace di rispondere alle domande del Paese. Senza educazione, scuola e cultura non c’è una società coesa”.

“La Manovra fa danni insospettabili: taglia solamente dopo le promesse mirabolanti che erano state fatte”, ha detto nel suo intervento la capogruppo Pd in commissione Cultura, Anna Ascani, che ha aggiunto: “La cultura, la scuola, l’università, la ricerca, lo sport e l’editoria erano stati centrali nella scorsa legislatura ma lo sono ancora oggi che sono sotto attacco”.

La deputata dem Flavia Piccoli Nardelli, ex presidente della VII commissione, ha criticato l’azione del governo nel settore culturale. “Per la prima volta da cinque anni a oggi – ha sottolineato nel suo intervento – non c’è nulla nella legge di Bilancio a sostegno della politica culturale. Niente investimenti o progetti ma solo redistribuzione di risorse”.

Il primo punto su cui si è soffermata Piccoli Nardelli è stato il turismo. “Il trasferimento delle funzioni dal Mibac al ministero dell’Agricoltura ha impoverito il settore. E’ sparito tutto quello che era stato fatto per i borghi, i cammini, le citta capitali”.

Riguardo le assunzioni al Mibac, ha proseguito Piccoli Nardelli, “il ministro Bonisoli aveva detto che ne avrebbe fatte cinquemila per far fronte al turnover. Alla fine sono diventate mille scaglionate in tre anni, cioè totalmente insufficienti per far fronte alle necessità centrali e periferiche di un ministero come quello dei Beni culturali”.

Piccoli Nardelli ha poi attaccato i tagli “dissennati” nell’attuale Manovra a danno di diversi provvedimenti presenti nella Finanziaria dello scorso anno “che erano stati al centro di riflessioni e di indagini conoscitive”. Ad esempio, “si taglia del 25 per cento il tax credit per le piccole librerie, si taglia del 50 per cento il provvedimento di defiscalizzazione del ripristino delle sale cinematografiche, si taglia il fondo perequazione dei musei, si tagliano quattro milioni sui prodotti editoriali. Non si capisce perché vengano fatte queste operazioni”.

L’ultimo punto affrontato da Piccoli Nardelli ha riguardato il taglio di 60 milioni di euro per la 18App. “Ha dato la vita a molte librerie nei due anni in cui è stata applicata – ha ricordato la deputata Pd -, per il terzo anno non sta partendo e siamo increduli per questi ritardi che vengono smentiti dal ministro Bonisoli ma che sono confermati dal fatto che questa App ancora non c’è”. Per il prossimo anno, ha aggiunto Piccoli Nardelli, “la 18App viene completamente modificata e tagliata di 60 milioni. Venti milioni spariscono e 40 sono redistribuiti con finanziamenti a pioggia che valgono solo per l’anno in corso e che vanno paradossalmente a recuperare là dove si è tagliato”. Inoltre, “si trasforma in una card, legata all’Isee e che sarà complicatissimo da applicare”. Per Piccoli Nardelli questo insieme di provvedimenti nella Manovra “sono privi di respiro e progettualità” e finiscono per creare “una situazione pesante e difficilissima da accettare”.

Anche Ascani è intervenuta sul tema 18App. “Oggi siamo venuti a sapere dalla Corte dei Conti che non ha ancora ricevuto il decreto firmato dal ministro Bonisoli. Le bugie di questo governo diventano preoccupanti”, il commento della capogruppo Pd in commissione Cultura.

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