Gianluca-Vacca-M5s“La cultura è indubbiamente un asset strategico per il grande impatto che ha sull’economia e sull’occupazione, dunque come fattore essenziale di crescita. Ma sarebbe riduttivo e sbagliato limitarsi a considerarla solo in questa chiave. La cultura, e il patrimonio culturale in senso più stretto, vanno oggi inquadrati in una cornice più ampia, devono essere visti anche come fondamentali vettori di crescita locale e di inclusione sociale”. Lo ha detto il Sottosegretario ai beni culturali, Gianluca Vacca, intervenendo alla conferenza “Unleashing the Transformative Power of Culture and Creativity for Local Development” organizzata a Venezia dall’Ocse.

“La povertà culturale e la povertà economica sono spesso strettamente collegate – ha aggiunto –, anzi l’una e l’altra si alimentano reciprocamente e concorrono nel generare emarginazione. Si tratta allora di intervenire per ridurre l’esclusione culturale, favorendo il più possibile la frequentazione di contesti culturali e la più ampia comprensione dei relativi contenuti. A tal scopo è sempre più importante ridefinire il ruolo dei luoghi della cultura affinché, conservando le loro funzioni tradizionali, siano allo stesso tempo orientati anche alla rigenerazione dei territori e alla creazione di valore sociale. E ciò si può fare ampliandone i campi di applicazione, strutturandoli anche come luoghi di aggregazione. Il primo passo deve essere favorire il più ampio accesso possibile al patrimonio culturale e ai luoghi della cultura, con attenzione soprattutto ai giovani e alle fasce sociali più deboli ed emarginate, ed è quello che il governo ha cominciato a fare subito con varie iniziative, dall’aumento delle giornate gratuite nei musei, ai biglietti a 2 euro per i ragazzi dai 18 ai 25 anni”.

“Altre misure sono in manovra, come i finanziamenti per la digitalizzazione del patrimonio culturale e per iniziative culturali nelle regioni colpite dal terremoto. Sono segnali significativi di impegno, la dimostrazione del riconoscimento istituzionale del ruolo sociale della cultura. Perché non basta che la cultura crei ricchezza economica – ha concluso Vacca – deve creare anche benessere e favorire il più possibile l’inclusione sociale”.

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