Durante l’esame della manovra nell’Aula di Montecitorio sono stati accolti due ordini del giorno di Michele Nitti (M5S) e Federico Mollicone (Fdi) – entrambi componenti della commissione Cultura – relativi alle norme sulla “promozione della cultura umanistica” e all’applicazione delle detrazioni fiscali per i consumi culturali “alla stregua delle spese mediche”.

L’ORDINE DEL GIORNO NITTI

Il 13 aprile 2017, ricorda il deputato pentastellato, è stato approvato il decreto legislativo n. 60 rubricato “Norme sulla promozione della cultura umanistica, sulla valorizzazione del patrimonio e delle produzioni culturali e sul sostegno della creatività“. Per la realizzazione di quanto previsto era necessaria l’emanazione di cinque decreti attuativi da parte del Miur entro 180 giorni dall’entrata in vigore del decreto legislativo, dunque entro il 30 novembre 2017.

I decreti attuativi in oggetto dovevano riguardare l’accreditamento dei soggetti del terzo settore, il piano delle arti, i Poli a orientamento artistico e performativo, i corsi a indirizzo musicale nelle scuole secondarie di primo grado e l’armonizzazione della filiera musicale. Uno specifico decreto avrebbe dovuto definire “le indicazioni nazionali per l’inserimento dell’insegnamento dello strumento musicale nelle scuole secondarie di primo grado, in coerenza con le indicazioni relative all’insegnamento della disciplina della musica, tenuto anche conto delle competenze richieste per l’accesso ai licei musicali: b) gli orari; c) i criteri per il monitoraggio dei percorsi a indirizzo musicale“.

Ad oggi non risulta che siano stati emanati i decreti attuativi. In molte parti d’Italia i provveditorati agli studi si trovano in difficoltà nell’attivazione delle sezioni a indirizzo musicale delle scuole secondarie di primo grado nonostante le domande sempre crescenti di attivazione di nuove sezioni da parte delle famiglie. L’incremento delle sezioni indirizzo musicale nelle scuole secondarie di primo grado garantirebbe sostegno e prospettiva ai licei musicali e ai conservatori, oltre a rientrare nel più generale quadro di attenzione alla cultura musicale. Risultano anche disponibilità di docenti di strumento abilitati a seguito di frequenza in conservatorio dei bienni abilitanti in didattica strumentale che ad oggi sono inseriti nelle graduatorie ad esaurimento del personale docente senza alcuna prospettiva di impiego stabile sul proprio territorio.

L’ordine del giorno impegna così il governo a “valutare l’opportunità di emanare quanto prima i decreti attuativi in oggetto, al fine di garantire la dovuta propulsione e il necessario ampliamento delle sezioni musicali delle scuole secondarie di primo grado su tutto il territorio nazionale”.

L’ORDINE  DEL GIORNO MOLLICONE

L’ordine del giorno del deputato di Fratelli d’Italia riprende un emendamento simile presentato nel corso dell’esame della legge di bilancio dallo stesso Mollicone e Paola Frassinetti, e impegna il governo “a valutare l’opportunità di prevedere interventi volti alla salvaguardia della cultura, attraverso misure che dispongano che le spese culturali individuali, quali acquisto di biglietti d’ingresso e abbonamento ai musei, cinema, concerti, spettacoli teatrali e dal vivo e spese sostenute per l’acquisto di libri e di materiale audiovisivo protetti da diritti d’autore, possano essere detratte fiscalmente alla stregua delle spese mediche”.

Illustrando l’odg, il deputato ha rivolto un appello ai colleghi del Parlamento, “affinché si approvi il nostro ordine del giorno per la detrazione dei consumi culturali, cioè permettere, se vado a teatro, al cinema o a vedere uno spettacolo di lirica, di detrarre le spese sostenute al pari delle spese mediche. Ci aspettiamo un segnale dal Governo almeno su un’iniziativa di buonsenso, che aiuterebbe il consumo individuale degli italiani (che consumano meno di 50 euro al mese per tali scopi) e sicuramente gli esercenti”.

“Accolto il mio ordine del giorno sulla nostra storica proposta per la detrazione del consumo culturale individuale alla stregua delle medicine. Se vai al cinema, al teatro, all’opera, a un balletto o a un concerto sinfonico devi poterlo detrarre. Un primo passo, una prima vittoria. Ora la proposta di legge per realizzarlo. Evviva”, ha successivamente commentato Mollicone su Facebook.

L’EMENDAMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO

Una proposta simile di modifica all’articolo 46 della Manovra era stata presentata anche dalle deputate dem Anna Ascani e Flavia Piccoli Nardelli, che chiedevano di includere tra le spese che possono beneficiare della detrazione fiscale del 19% dell’Irpef (nella quota che eccede i 129,11 euro) anche quelle culturali. In particolare si tratta esclusivamente delle spese “per l’acquisto di biglietti di ingresso o tessere d’abbonamento a musei, concerti e spettacoli teatrali, sale cinematografiche, dall’acquisto di libri e di opere protette da diritto d’autore su supporto cartaceo, audio o video”.

Ai fini della detrazione, le spese devono essere certificate “da biglietto o abbonamento riportante il marchio SIAE, da fattura o da scontrino fiscale contenente la specificazione della natura, qualità e quantità dei beni o degli spettacoli. Il certificato di acquisto deve comunque contenere l’indicazione del nome e cognome del destinatario o il suo codice fiscale”.

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