C’è tempo fino al 6 gennaio per votare uno dei 115 progetti dell’anno candidati nel concorso che premierà il progetto finanziato attraverso l’Art Bonus più votato tra quelli selezionati sulla piattaforma www.concorsoartbonus.it. L’iniziativa è organizzata da Ales Spa in collaborazione con Promo PA Fondazione – LuBeC, Lucca Beni Culturali. Il concorso è giunto alla sua terza edizione. La prima edizione, nel 2016, è stata vinta dal progetto del Comune di Poggibonsi “Archeodromo di Poggibonsi”. L’anno successivo, nel 2017, è stata la volta dell’Accademia di Belle Arti di Carrara con il “Restauro della sala del Campionario dei Marmi”.

In Campania sono quattro i progetti finanziati attraverso l’Art Bonus che concorrono per il “Progetto Art Bonus dell’anno”.

SAN CARLO DI NAPOLI

Per il Teatro San Carlo di Napoli la raccolta fondi Art Bonus ha consentito il sostegno alle attività di internazionalizzazione della tournée in Cina. Il costo complessivo del progetto è stato di 80mila euro. Tra i mecenati ci sono Laminazione sottile, Aedifica, Temi, Siap, Ferrarelle, Isaia & Isaia e Getra. La Fondazione Teatro di San Carlo ha portato la storia del balletto nel mondo. A Pechino è arrivata La Cenerentola, di Sergej Prokov’ef uno spettacolo in tre atti, che ha incanta l’Opera della capitale cinese. Un vero e proprio classico quello portato in scena dal Corpo di Ballo del Lirico napoletano con la coreografia originale di Giuseppe Picone. Nei ruoli dei protagonisti si sono esibiti Claudia D’Antonio e Anna Chiara Amirante (Cenerentola), Alessandro Staiano e Salvatore Manzo (Il Principe), Candida Sorrentino e Sara San Camillo (sorellastre), Luisa Ieluzzi (fata) Valentina Vitale (matrigna), Fabio Gison (padre).

PAESTUM

Restauro del Tempio di Athena nel Parco archeologico di Paestum. Il costo complessivo è pari a 60mila euro e tra i mecenati troviamo il Savoy Beach Hotel. L’Athenaion, o Tempio di Atena (conosciuto anche come Tempio di Cerere), fa parte del complesso di monumenti unico al mondo del Parco Archeologico di Paestum e rappresenta il cosiddetto Santuario Settentrionale della città antica. Posizionato sul punto più alto della città, a nord degli spazi pubblici, il tempio dorico della dea protettrice e guerriera dominava l’area. Intorno al 500 a.C., si realizzò il monumentale tempio che si è conservato fino alla cornice del tetto. La parte interna (“cella”), che è elevata rispetto al colonnato circostante, era accessibile attraverso un’ampia anticamera (“pronaos”) decorata con colonne ioniche.

L’intervento di manutenzione, fondamentale alla perfetta conservazione di questo bene storico-architettonico, prevede: una prima fase di analisi sul monumento, sui restauri precedenti, sugli aspetti strutturali, analisi geologica e geotecnica, petrografica e delle alterazioni biologiche presenti sulle superfici. Nella seconda fase si procede alla mappatura della superficie lapidea, alla sua pulizia ed alla stuccatura di fessurazioni e cavità per ricomporre l’omogeneità della superficie e inibire l’ingresso di acqua e polveri. L’ultima fase prevede il monitoraggio, le analisi monografiche, chimiche e del degrado della microflora.

CAPODIMONTE

Per il Museo e Real Bosco di Capodimonte il progetto mirava al restauro del dipinto su tela “Il ritratto dell’infante Francesco di Borbone” di Elisabeth Vigèe Le Brun (8.700 euro): al restauro del dipinto su tela “Paesaggio con la ninfa Egeria” di Claude Lorrain (6mila euro); al restauro del dipinto su tavola dell’“Adorazione” di Michelangelo Anselmi; al restauro del dipinto su tela “La Cantatrice” di Bernardo Cavallino (10mila euro) e al restauro del dipinto su tela “Adorazione dei pastori” di Giovan Battista Salvi, d. il Sassoferrato (7mila euro).

PITHECUSAE

Museo archeologico di Pithecusae – Lacco Ameno, progetto per il restauro di reperti archeologici danneggiati dal sisma del 21 agosto 2017. L’intervento prevede il restauro di circa 30 reperti archeologici danneggiati dal sisma del 21 agosto 2017. A seguito delle forti scosse, infatti, alcuni reperti si sono abbattuti sui ripiani di vetro delle vetrine, in alcuni casi a causa della caduta e/o rottura dei supporti allestitivi, riportando danni di varia entità: lesioni, fatture, distacchi materici. Si tratta prevalentemente di reperti appartenenti ai corredi tombali esposti, databili dal periodo geometrico ad età romana (vasi in ceramica, vetro ed argento, ornamenti personali quali fibule ed anelli in metallo o faiance) ma sono state danneggiate anche alcune terrecotte architettoniche e statuette votive provenienti dall’acropoli di Monte Vico e due lame in ossidiana della media età del Bronzo.

Si ritiene di grande importanza procedere con la massima celerità al restauro dei materiali danneggiati non solo per il loro valore intrinseco, ma anche per ricostituire nella sua interezza il patrimonio espositivo del Museo pithecusano, punto di riferimento per la conoscenza storica dei più antichi insediamenti dell’isola. Per tale motivo, l’intervento dovrà in taluni casi essere esteso anche ai supporti allestitivi danneggiati, che andranno contestualmente adeguati per rendere possibile non solo l’allestimento dei reperti ma anche una migliore protezione da eventuali, analoghi rischi. L’importo necessario alla realizzazione dell’intervento è stato raggiunto grazie alle erogazioni liberali dei mecenati ed al concorso del finanziamento pubblico ricevuto.

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