La cultura diventa sempre più centrale nell’agenda europea e si candida a essere anche nei prossimi anni elemento di unità, di inclusione sociale e fattore di crescita economica. Dopo l’evento conclusivo dell’Anno europeo del patrimonio culturale che si è tenuto a Vienna – nel corso del quale è stato presentato un nuovo Piano d’azione che garantisce una “legacy” all’Anno (leggi) – nelle scorse ore la plenaria del Parlamento europeo riunita a Strasburgo ha approvato il “Piano europeo per l’istruzione digitale” e la nuova “Agenda per la cultura”, e ha votato la modifica al regolamento del Codice comunitario dei visti, con il riconoscimento di esigenze specifiche per i professionisti della cultura, gli sportivi e gli artisti di paesi terzi non cittadini Ue.

Una testimonianza di come la cultura sia ritenuta indispensabile per costruire un’identità europea e per garantire la sopravvivenza del progetto Europa, arrivata proprio nelle ore in cui Strasburgo, sede del Parlamento europeo, è stata teatro di un nuovo atto di terrorismo e violenza.

Oggi siamo in una fase “strategica, direi cruciale, per il futuro dell’Europa, e la cultura è alla base di un rilancio del progetto europeo”, ha spiegato ad AgCult l’eurodeputata dem Silvia Costa, relatrice in Parlamento europeo del programma Europa Creativa.

ANNO EUROPEO DEL PATRIMONIO

“Sono molto soddisfatta del fatto che la conferenza di chiusura dell’Anno a Vienna – come abbiamo chiesto in Parlamento – non sia stato l’ultimo atto bensì il preludio di un’opera: avevamo chiesto e abbiamo ottenuto una legacy dell’Anno per continuare a promuovere proposte, risorse e tutti i passi da fare sulle tematiche individuate in questo Anno per il patrimonio culturale. Il Piano d’azione presentato dal commissario europeo Tibor Navracsics è stato anche un successo di chi come noi in Parlamento aveva chiesto proprio questo. Abbiamo visto giusto quando abbiamo ritenuto che un Anno dedicato a questo tema avrebbe avuto un ruolo di catalizzatore di azioni e analisi più specifiche del patrimonio come risorsa. Sulle dieci tematiche che sono state oggetto di conferenze europee ritengo che dobbiamo continuare a lavorare. Per esempio sul tema di Venezia (leggi) ho proposto che si possa arrivare a un framework che individui degli standard di qualità sia per le imprese che per le professionalità che devono essere coinvolte quando si interviene sul cultural heritage in Europa”.

AGENDA EUROPEA PER LA CULTURA

Che quello di Vienna non sia stato l’ultimo atto ma il preludio di un nuovo progetto europeo per la cultura lo dimostrano anche le questioni affrontate nel corso della plenaria a Strasburgo.

“Abbiamo approvato due importanti rapporti d’indirizzo”, spiega la Costa. “Il primo sull’Agenda europea della cultura, che subentra a quella del 2007 e raccoglie in modo olistico e rilancia tutte le strategie che noi abbiamo costruito in questi anni: per cui si parla di una più forte politica d’indirizzo, di sostegno e d’investimento a livello europeo per rafforzare in particolare il valore intrinseco della cultura e il ruolo degli artisti e dei creativi, un grande motore d’identità e di valore aggiunto europeo. C’è poi una dimensione economica (per esempio il ruolo nuovo delle imprese culturali e creative) e una dimensione internazionale (il rafforzamento delle relazioni culturali tra Europa e mondo). Altro elemento importante nell’Agenda è la dimensione sociale, ovvero la cultura come potente fattore di innovazione sociale, di inclusione, di dialogo interculturale e interreligioso, e anche di empowerment delle persone”.

Con questa Agenda, spiega ancora, “abbiamo finalmente un quadro di priorità dove dentro si possono rafforzare i programmi”.

MODIFICA AL REGOLAMENTO DEL CODICE COMUNITARIO DEI VISTI

Nel corso della plenaria è stata inoltre approvata la revisione del regolamento comunitario per la concessione dei visti. In particolare un capitolo è destinato a rendere più facile le tournée, la mobilità di artisti e operatori culturali e di sportivi.

Il Parlamento europeo, sottolinea l’eurodeputata dem, “prende così una posizione forte e chiara, rendendo possibile per queste categorie di viaggiare all’interno dell’area Schengen fino ad un anno (purché non rimangano più di 90 giorni in uno Stato membro in un periodo continuativo di sei mesi) e abbattendo cosi notevolmente i costi in termini economici e amministrativi legati all’organizzazione di una tournée o di un torneo della durata superiore ai tre mesi. Questa conquista fa eco alle nostre storiche battaglie per promuovere la circolazione di artisti e sportivi in Europa, come riconosciuto dalla nuova Agenda cultura e come ribadirò nel nuovo Europa Creativa, di cui sono stata riconfermata relatrice”.

“Siamo soddisfatti anche per la proposta di estendere i termini di presentazione di una domanda fino a nove mesi prima dell’inizio del viaggio previsto, che corrisponde meglio alle abitudini di viaggio di oggi e soprattutto viene incontro alle richieste dei professionisti della cultura e gli sportivi. Speriamo adesso che i negoziati con il Consiglio portino a un risultato soddisfacente. Lo dobbiamo ai professionisti della cultura, agli artisti e agli sportivi che vengono qui in Europa a esercitare le loro professioni, con professionalità e spirito di sacrificio”.

PREMIO SACHAROV

Nel corso della riunione di Strasburgo è stato infine consegnato il Premio Sacharov 2018 al regista ucraino Oleg Sentsov, attualmente detenuto con una condanna 20 anni. “Un Premio – spiega la Costa – che ha una doppia valenza: da un lato quella di non dimenticare la sopraffazione della Russia in Crimea, che non può essere assolutamente legittimata, e dall’altro il valore di una persona impegnata nel campo culturale e creativo, che ha fatto sentire forte la sua voce. Questo per non dimenticare che oggi anche in Europa molti giornalisti, artisti uomini di cultura hanno subito attentati, gli è stato ingiustamente proibito di lavorare o hanno comunque avuto minacce. Mi sembra un bellissimo premio in un momento come questo”, ha concluso la Costa.

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