La realizzazione del Piano sicurezza per il Colosseo fa capire quanto sia importante lavorare insieme con chiarezza di opinioni e obiettivi e con la volontà di trovare soluzioni. Lo ha detto il ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli, durante la presentazione del Piano sicurezza del Parco archeologico del Colosseo, sottolineando il lavoro fatto insieme alla Città di Roma rappresentata al tavolo dei relatori dal vicesindaco e assessore alla Cultura Luca Bergamo. Bonisoli, in particolare, ha voluto sottolineare “l’armonia” degli interventi dei partecipanti alla presentazione del Piano sicurezza. “Si tratta di un ritorno di un gioco di squadra che ha funzionato”. Una sottolineatura preceduta dai ringraziamenti di Bergamo proprio per ‘il cambio di passo’ registrato con l’avvento del nuovo ministro dal punto di vista della collaborazione e dell’ascolto.

IL VALORE DELLA COLLABORAZIONE

La collaborazione, per il ministro, non è “scontata, non è automatica. Ha bisogno della chiarezza dei ruoli. Come della comunanza degli obiettivi. Con la buona volontà gli obiettivi si raggiungono. Questo progetto ne è un esempio. Questo deve essere un modo di lavorare che va esteso all’interno della Pubblica amministrazione”.

LA SICUREZZA

La sicurezza è un tema ampio, ha aggiunto Bonisoli, che “interessa i beni e le persone. Dobbiamo essere non indulgenti. Lo Stato a volte è stato indulgente verso se stesso. È giunto il momento di guardarsi allo specchio per evitare questo atteggiamento”. Il ministro ha poi ricordato le misure da poco approvate per i sistemi antincendio nei luoghi della cultura, un piano da 109 milioni di euro. “Abbiamo messo a disposizione parecchie risorse per mettere a norma diversi luoghi della cultura e adeguarli alla modernità nel caso della prevenzione antincendio”.

Ma la sicurezza non è solo quella dei luoghi. “Non possiamo accettare i borseggi o gli accessi non consentiti ai monumenti. È una questione di vita, non solo di sicurezza. Che cosa racconteranno i turisti al ritorno nel loro paese di quello che hanno vissuto qui? Nel momento in cui l’esperienza che hanno vissuto viene compromessa è un danno che abbiamo anche come immagine del nostro Paese”.

PIU’ FORZE DELL’ORDINE DENTRO E FUORI IL COLOSSEO

E poi Bonisoli lancia la sua proposta: “Forse è il caso di vedere se non sia possibile aumentare la presenza delle forze dell’ordine o nelle vicinanze o all’interno del sito, magari non in modo continuativo ma almeno nei momenti più congestionati, come ad agosto. Meglio pensarci prima piuttosto che preoccuparsi dopo”. Anche perché “l’aspetto dissuasivo della presenza delle forze dell’ordine viene spesso sottovalutato. Potrebbe contribuire a innalzare il livello di sicurezza del sito”. Rinunciando alle scorte, ha aggiunto il capo del Collegio Romano, @abbiamo deciso di liberare decine e centinaia di forze dell’ordine che adesso possono essere un elemento aggiuntivo per la sicurezza. Avere le forze dell’ordine in pieno agosto ai Fori e al Parco potrebbe essere un deterrente”.

L’APPROCCIO DEL PROGETTO SICUREZZA

Il ministro ha apprezzato e definito “molto moderno l’approccio che stiamo utilizzando in questo progetto. Parliamo di Big data, di tecnologie, di capacità di reazione molto tempestiva”.

LA CITTA’ DI ROMA

Roma ha, secondo Bonisoli, “una specificità ha naturalmente una cassa di risonanza e un valore di esempio almeno a livello nazionale. Quando si prendono decisioni che riguardano Roma, esse rappresentano un messaggio per gli altri territori, anche quelli lontani. In Italia abbiamo infatti alcuni siti che hanno una visibilità diversa rispetto ad altri”.

Secondo Bonisoli, è necessaria un’azione complessiva nella gestione della sicurezza nella Capitale. “Se c’è un posto dove avere un atteggiamento più attento per prevenire criticità è proprio questo”.

 

Articoli correlati