C’è tempo fino al 6 gennaio per votare uno dei 115 progetti dell’anno candidati nel concorso che premierà il progetto finanziato attraverso l’Art Bonus più votato tra quelli selezionati sulla piattaforma www.concorsoartbonus.it. L’iniziativa è organizzata da Ales Spa in collaborazione con Promo PA Fondazione – LuBeC, Lucca Beni Culturali. Il concorso è giunto alla sua terza edizione. La prima edizione, nel 2016, è stata vinta dal progetto del Comune di Poggibonsi “Archeodromo di Poggibonsi”. L’anno successivo, nel 2017, è stata la volta dell’Accademia di Belle Arti di Carrara con il “Restauro della sala del Campionario dei Marmi”.

Sono sette i progetti in Friuli-Venezia Giulia in gara per il concorso Art Bonus:

VALORIZZAZIONE MOSAICI TARDO ANTICHI E RISTRUTTURAZIONE STALLA VIOLIN

L’intervento ha interessato un’appendice della centrale piazza Capitolo ad Aquileia, presso l’ingresso all’area archeologica dei fondi Cossar. Vi sorgono un edificio (ex-rustico ottocentesco, recuperato negli anni Sessanta per essere adibito a luogo per mostre temporanee), con antistante area archeologica, entrambi di proprietà statale ma conferiti in uso alla Fondazione Aquileia. L’intervento ha previsto il restauro statico dell’edificio e la protezione, con un volume chiuso, dei resti archeologici venuti alla luce.

All’interno dell’ex rustico, gli scavi del secolo scorso avevano portato alla luce un lungo ambiente mosaicato, probabilmente riferibile agli annessi del complesso basilicale. Gli scavi nell’area esterna (2009-2010) hanno permesso di verificare la prosecuzione di tale vano in direzione della basilica, e di estendere l’indagine ai livelli sottostanti. La costruzione del complesso, databile a fine IV-inizio V sec. d.C., comportò infatti la demolizione di una vasta sala absidata, riferibile ad un edificio precedente, di cui, sotto uno strato di macerie, si conservano ampi tratti della ricca decorazione pittorica e musiva. Di tale vano è stato possibile indagare la porzione occidentale, per una superficie di ca 45 mq, cui si aggiunge un’abside di m 5,70 di diametro, orientata ad est e sopraelevata.

Il bellissimo mosaico è suddiviso in tre campi ed è bordato da una cornice a meandro in nero su fondo bianco. I tre campi principali sono suddivisi longitudinalmente da una fascia con coppia di nastri ondulati incrociati, con alloro. Il motivo, presente ad Aquileia in uno dei riquadri della sala meridionale delle Grandi Terme e nella vicina basilica, è riferibile ad una tradizione attestata in ambito occidentale e specialmente africano, di cui rimane attestazione anche a Roma nel Mausoleo di Costantino. Il mosaico rivela strette assonanze con il mosaico teodoriano della basilica (313-320 circa), tanto da far pensare ad un’identità cronologica e forse anche di maestranze.

RESTAURO DEGLI APPARATI MECCANICI DEL MULINO STORICO “GRIDELLO”

Il mulino è sito a sud di Spilimbergo nei pressi dell’ex stazione ferroviaria, esisteva certamente gia dal 1391, quando era gestito da un certo “Daniel dala Gala” ed era di proprietà dei quattro fratelli della Casa di Spora di Spilimbergo ( Odorico, Giovanni, Pertoldo e Pierpaolo). Il mulino era destinato a Macina del mais, quella del frumento ed infine il “peston”, piccolo maglio in legno serviva per battere il baccalà.

Tra i mulini esistenti in provincia di Pordenone il ” Mulino Gridello” è uno degli ultimi funzionanti ad acqua, derivata dalla Roggia di Spilimbergo, la cui forza motrice anteguerra azionava due ruote (quella in legno da tempo non esiste più, anche se è ancora visibile il relativo foro di entrata nella muratura del mulino).

TEATRO STABILE DI TRIESTE, CONTRIBUTO STAGIONE 2017/2018

L’attività del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia è finalizzata alla promozione e alla diffusione della cultura e dell’arte teatrale, sulla scorta dei più importanti teatri pubblici italiani ed europei. Dalla fondazione ad oggi al Teatro Stabile sono passati più di trecento spettacoli di produzione e migliaia di spettacoli ospiti: da sempre infatti lo Stabile intreccia la programmazione in sede ad una fondamentale attività di produzione di spettacoli nuovi che vengono circuitati in tutto il territorio nazionale e spesso anche all’estero.

RESTAURO DEL COMPLESSO DELL’EX OSPEDALE MILITARE DI TRIESTE

Alla fine degli anni Ottanta il complesso è stato chiuso e ha conosciuto una lunga fase di abbandono e degrado, durata fino al 2006, anno in cui si avviarono i lavori di riqualificazione e ristrutturazione. Il lungo e accurato processo di recupero intrapreso dall’Università di Trieste, ha trasformato il vecchio ospedale in una moderna struttura residenziale e funzionale destinata ad accogliere studenti, ricercatori e docenti provenienti dal resto d’Italia e del mondo. Nel farlo si è badato a dare spazio all’innovazione tecnologica nel pieno rispetto della storia e della personalità architettonica dell’edificio.

ADEGUAMENTO FUNZIONALE DELL’ALA DESTRA DELLE EX SCUDERIE DI MIRAMARE

La struttura per la quale è stato proposto l’intervento è l’ala destra delle ex Scuderie del Castello di Miramare, progettate dall’ingegnere Carl Junker su incarico di Massimiliano d’Asburgo, costruite tra il 1856 e il 1860 e di pertinenza del Museo Storico e il Parco del Castello di Miramare. L’edificio, originariamente destinato al ricovero di cavalli e carrozze, ospita oggi il Biodiversitario Marino, museo immersivo dell’Area Marina Protetta di Miramare

L’immobile, nella sua complessità, è stato restaurato negli anni passati a cura del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, e utilizzato per esposizioni temporanee. Per l’utilizzo dell’ala destra (in concessione a WWF Italia) è stato necessario prevedere un cantiere per il rifacimento di parti edili e impiantistiche degli interni al fine di ospitarvi il Museo immersivo dedicato alla biodiversità marina dell’Area Marina Protetta di Miramare e del Golfo di Trieste.

RESTAURO STATUA MARMOREA FEMMINILE A TRIESTE

Il restauro riguarda una statua marmorea di dimensioni inferiori al vero (h conservata 85 cm, h ricostruita 120-130 cm), raffigurante una figura muliebre acefala, stante, con lunga veste cinta in vita e calzature chiuse ai piedi. Sebbene frammentaria, il suo studio iconografico e stilistico trae reciproco vantaggio dallo studio del contesto, ad oggi oggetto di differenti interpretazioni (tempio o santuario di Cybele/Mater Magna, basilica o mercato, edificio termale, e da ultimo sede di un collegio): si può quindi identificarla con una peplophoros, forse Igea od offerente, con una datazione al II secolo d.C..

RESTAURO DEL MONUMENTO AI CADUTI DI BASILIANO

L’intervento di restauro del Monumento ai Caduti di Basiliano segue di 22 anni l’ultima operazione di pulitura e protezione della statua bronzea raffigurante “Il Fante Vittorioso” di Aurelio Mistruzzi (Villaorba, frazione di Basiliano 1880-Roma 1960). L’intervento ha interessato l’intera struttura compreso il basamento in blocchi di pietra sedimentaria, la lastra in pietra di Aurisina riportante i nomi dei Caduti e il recinto in pietra calcarea e le catene e quattro ogive che delimitano il monumento.

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