Per andare avanti in Europa “dobbiamo ritrovare le ragioni profonde del nostro essere insieme. L’Europa ha nel suo dna il rispetto della persona, del dialogo interreligioso, del pluralismo”, come del resto è ben sintetizzato nel motto europeo: “uniti nella diversità”. Beatrice Covassi, capo della Rappresentanza della Commissione Europea in Italia, ha preso parte alla presentazione del progetto “Itinerario europeo del Sapere – I Cammini di Francesco” ospitata nella Sala delle Bandiere della rappresentanza italiana del Parlamento Ue a Roma.

IL PROGETTO

Il progetto ha posto la propria candidatura lo scorso settembre al Consiglio d’Europa per ottenere il riconoscimento come Itinerario culturale europeo e si propone di coordinare – mettendo a sistema – i Cammini reali e gli Itinerari immateriali di Francesco d’Assisi e, al contempo, di creare una forte e coesa collaborazione tra Istituzioni, associazioni nazionali e internazionali, Ambasciate, Università e mondo religioso al fine di valorizzare e divulgare il ruolo di san Francesco e, successivamente, del Francescanesimo nel diffondere una spiritualità e una cultura che, fin dai primordi, si pose come genuina base di una comune radice europea.

ANNO EUROPEO DEL PATRIMONIO CULTURALE

Seconda Covassi, “nel 2019 ci sarà bisogno di ritrovare il senso dell’Unione europea come unione di valori”. Covassi ha poi ricordato l’Anno europeo del Patrimonio culturale e in particolare un progetto molto caro alla rappresentanza italiana dell’Ue: Animus Loci, un itinerario attraverso luoghi italiani con forte valenza europea in sette tappe: Chiavari, Napoli, Bologna, Trieste, Palermo, Ventotene e Norcia. “Quest’anno abbiamo riscoperto il patrimonio culturale comune”. Parlando della tappa di Norcia, cui ha partecipato anche la ‘madrina’ della giornata Silvia Costa, Covassi ha ricordato l’importanza della figura di Benedetto per la storia dell’Europa. “È importante tracciare queste geografie anche ideali che ci aiutino a ritrovare percorsi che hanno rappresentato tanto per noi”.

Per legarsi poi al tema della presentazione del progetto sugli itinerari di san Francesco, la responsabile dell’ufficio italiano della Commissione ha speso alcune parole sulla dimensione del cammino. “Chi cammina – ha detto tra l’altro Covassi – non costruisce muri, condivide percorsi, saluta tutti. Questa dimensione è importante soprattutto per i giovani”. Ed è a loro che “è importante ricordare che devono avere il coraggio di confrontarsi con le proprie speranze”.

COSTA, SENTINELLA DELLA CULTURA IN EUROPA

Infine, un riconoscimento a Silvia Costa che anche nel caso del progetto “Itinerario europeo del Sapere – I Cammini di Francesco” ha svolto un ruolo determinante di incoraggiamento e accompagnamento: in questi anni, ha detto Covassi, “Silvia è stata una sentinella della cultura e dell’Europa e in particolare la sentinella dell’umanesimo cristiano”.

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