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In che modo l’Unione europea decide di impegnarsi specificamente per i diritti culturali? Quali criteri specifici devono essere soddisfatti affinché l’Ue possa rispondere alle violazioni dei diritti culturali? Quali iniziative specifiche sono intraprese a livello europeo per proteggere e promuovere i diritti culturali nei Paesi terzi? Lo chiede, in un’interrogazione scritta alla Commissione europea, l’eurodeputato lettone Andrejs Mamikins (S&D).

DIRITTI CULTURALI E DEMOCRAZIA

In base al quadro strategico in materia di diritti umani e di democrazia del 2012, ricorda Mamikins, “l’Unione europea afferma il suo impegno per la promozione e la protezione di tutti i diritti umani, compresi i diritti sociali e culturali”. “Sembra tuttavia – rileva l’eurodeputato – che la promozione dei diritti culturali non abbia una priorità sufficiente, rispetto all’attenzione rivolta ai diritti politici e civili”. E invece, prosegue Mamikins nella sua interrogazione, “il godimento dei diritti culturali è un elemento di democrazia e di cittadinanza effettiva”.

UN VALORE DA PROTEGGERE

L’eurodeputato lettone sottolinea poi che “il patrimonio artistico e culturale è uno degli elementi costitutivi dell’identità per diversi gruppi etnici e religiosi. Come tale, rappresenta un valore da proteggere, specialmente nelle regioni lacerate dal conflitto, dove la distruzione del patrimonio culturale è un fenomeno consueto. Ciò costituisce una violazione dei diritti umani e, in particolare, degli articoli 22 e 27 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo”.

Per approfondimenti:

L’interrogazione di Andrejs Mamikins

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