francobolli italiaIl fornitore del servizio postale universale (Poste italiane, fino al 2026) avrà la facoltà di ricorrere ad aste filateliche per vendere direttamente come francobolli da collezione le giacenze “di carte valori postali con il valore facciale, anche espresso in valuta non avente più corso legale, non più rispondente ad alcuna tariffa in vigore”. Purché la quantità sia superiore al miliardo di esemplari. Lo stabilisce un emendamento della Lega accolto nella bozza del maxiemendamento del governo alla Legge di Bilancio 2019. L’obiettivo del governo è quello di promuovere, anche all’estero, la cultura filatelica nazionale valorizzando immobilizzazioni di carte valori. Allo stesso tempo si vuole evitare il rischio di depauperamento nel tempo delle giacenze.

Il comma 348-ter recita: “All’articolo 215 del DPR 19 maggio 1982 n. 655, dopo il comma 4, inserire il seguente: ‘Al fine di promuovere e diffondere, anche nel contesto internazionale, la cultura filatelica nazionale e di valorizzare immobilizzazioni di carte valori evitandone il rischio di depauperamento nel tempo, nei casi di giacenza presso il fornitore del servizio postale universale di una ingente quantità, non inferiore a un miliardo di esemplari, di carte valori postali con il valore facciale, anche espresso in valuta non avente più corso legale, non più rispondente ad alcuna tariffa in vigore, il suddetto fornitore è autorizzato a procedere direttamente alla vendita, come francobolli da collezione, a prezzi diversi da quelli nominali ed anche fuori dal territorio dello Stato, attraverso aste filateliche anche in più lotti non omogenei decorsi trenta giorni dalla comunicazione al Ministero dell’Economia e delle Finanze e al Ministero dello Sviluppo Economico’”.

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