Una proposta di legge per contrastare la fruizione illegale di contenuti trasmessi o diffusi in diretta tutelati dal diritto d’autore. È la pdl presentata alla Camera dei deputati dal gruppo di Fratelli d’Italia (primo firmatario Alessio Butti) che mira a comminare sanzioni salatissime non solo agli utilizzatori finali, ma anche e soprattutto a chi esercita tali attività a fini di profitto economico. “Si tratta di un provvedimento che non ha un costo”, ha spiegato Butti in conferenza stampa. “La pirateria colpisce lo sport, il diritto d’autore e in particolare i broadcaster, ma anche i consumatori che pagano 1.000/1.500 euro all’anno per vedere i programmi a pagamento”. Purtroppo, non si può intervenire solo sugli indirizzi Ip e i server Dns per individuare i ‘pirati’, perché cambiano spesso e anche durante la diretta stessa. Sostanzialmente “questa legge serve per dare più poteri all’AgCom. Prima dell’evento in diretta bisogna chiudere il ‘rubinetto’ per riaprirlo subito dopo”.

Esiste, poi, un elemento culturale, ha spiegato Butti. “C’è un aspetto culturale molto vasto che va affrontato seriamente. Tra i giovani esiste una cultura dell’illegalità inconsapevole. Il consumatore finale va perseguito, ma dobbiamo aprirci a una logica culturale diversa”. È anche per questo che “sarebbe una sciocchezza colossale mettere le bandierine politiche su questa legge. È una battaglia che interessa il sistema paese”. Allora, Butti si appella anche all’attuale maggioranza “che sul tema è certamente sensibile” affinché dimostri “sensibilità e coraggio” nell’affrontare la questione e sia pronta a contribuire alla proposta.

COME INTERVIENE LA LEGGE

Il segnale viene portato in Italia da server che hanno sede quasi sempre all’estero, quasi sempre in Paesi Europei. Occorre quindi impedire – è l’obiettivo della legge – ai nostri confini che i contenuti illegali possano entrare nel territorio nazionale. Una sorta di blocco alla immigrazione digitale da parte degli operatori considerati pirati del web e abusivi nell’offerta di servizi illegali.

Per colpire le piattaforme illegali, occorre intervenire sulla fonte degli illeciti, sugli streaming server: bloccato il server infatti tutti i meccanismi di interfaccia degli utenti sono resi inutilizzabili. Ma visto che è impossibile intervenire all’estero, occorre coinvolgere gli internet service provider, i cosiddetti prestatori di servizi della società dell’informazione.

L’aspetto fondamentale è che gli ISP intervengano nell’immediatezza del fatto, non appena vengano a conoscenza di un contenuto illegale che passa tra le proprie infrastrutture da parte dell’AgCom.

Il sistema interviene sulle dirette che si stanno per svolgere o si stanno svolgendo o sono appena concluse. Si parte da una lista di indirizzi IP di alcuni server (quelli che presentino sulla base di monitoraggio delle settimane precedenti un volume di traffico di dati sospetto e che abbiano come principale scopo di facilitare veicolare l’accesso ai contenuti illegali). Successivamente l’AgCom predispone un‘ingiunzione che viene notificata agli ISP che intervengono bloccando il flusso di dati per un periodo determinato.

MOLLICONE

Alla conferenza ha preso parte anche il capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone. Oltre agli obiettivi esplicitati da Butti nella sua presentazione, Mollicone ha richiamato anche un altro obiettivo indiretto. “Nel corso del dibattito sulla direttiva europea sulla tutela del diritto d’autore, Fratelli d’Italia aveva criticato il provvedimento perché andava a creare un meccanismo di censura preventiva, ma sempre dicendo che eravamo schierati per la tutela del diritto d’autore. Questo testo ne è la riprova”. Inoltre, c’è l’aspetto di chi paga per usufruire del servizio legale. “Tutti noi paghiamo un abbonamento e abbiamo il diritto di essere tutelati. Ci sono stime che stimano fino a due milioni di spettatori non paganti”.

All’interno della legge sono previste anche una serie di garanzie a tutela della privacy e dei provider. “Gli interventi andranno a reprimere solo gli usi fraudolenti e solo per il periodo di quell’evento”. Questa proposta, quindi, rappresenta “un bel segnale e auspichiamo che la maggioranza lo raccolga”.

Infine, Mollicone fa un riferimento alla norma contenuta nella Manovra in discussione alla Camera sulla Web Tax. “Una norma giusta che va però specificata meglio. Ad esempio per i gruppi che producono contenuti digitali ma non solo. Non è giusto che la tassa venga applicata su tutto il fatturato. Su questo presenteremo un ordine del giorno. Noi abbiamo un punto di vista equilibrato su tutti gli aspetti e non solo sulla tutela legittima del copyright”.

 

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