La parte principale dell’incasso derivante dal “ticket” di ingresso a Venezia sia destinato “a misure a sostegno dei residenti nonché al contrasto del degrado e alla tutela del patrimonio storico e culturale del territorio”. E’ quanto prevede un ordine del giorno del deputato Nicola Pellicani (Pd) accolto come raccomandazione dal governo durante l’esame della Manovra nell’Aula della Camera.

La misura contenuta nella legge di Bilancio autorizza il comune di Venezia ad applicare un contributo, tra i 2,5 e 5 euro, a chi accede “con qualsiasi vettore, alla Città antica e alle altre isole minori della laguna”. L’importo può cambiare a seconda del periodo dell’anno e sostituirà la tassa di soggiorno. Questa sorta di “biglietto d’ingresso alla città”, però, sottolinea Pellicani “necessita di un adeguato regolamento che la recepisca” e il contributo “non deve tramutarsi in una mera gabella”.

Al comune di Venezia, ricorda Pellicani, “è data possibilità di prevedere nel regolamento modalità applicative del tributo, nonché eventuali esenzioni e riduzioni per particolari fattispecie o per determinati periodi di tempo”. Per cui “occorre un percorso partecipato per la definizione dei suddetti paletti onde evitare criticità applicative e meccanismi distorsivi che penalizzerebbero la città”.

L’odg, quindi, impegna il governo “a promuovere entro trenta giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale” della Manovra, “un tavolo tecnico istituzionale allargato alle forze economiche e sociali della città di Venezia e delle isole minori della laguna per la definizione del regolamento applicativo prevedendo che la quota parte principale delle risorse venga destinata a misure a sostegno dei residenti nonché al contrasto del degrado e alla tutela del patrimonio storico e culturale del territorio”.

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