Il governo si impegna a valutare l’opportunità di un piano straordinario di assunzione per titoli e servizio degli insegnati di religione. E’ quanto prevede un ordine del giorno a firma Flora Frate (M5S) accolto durante l’esame della manovra alla Camera. “E’ un segnale importante per 24mila lavoratori precari della scuola che non vengono stabilizzati dal 2004”, ha commentato la deputata pentastellata, componente della commissione Cultura di Montecitorio.

Con la cosiddetta legge “Buona scuola”, spiega, “dal piano di stabilizzazione sono rimasti esclusi, senza alcuna motivazione, gli insegnanti di religione cattolica. Una situazione grave ed incresciosa se si pensa che, su un totale di circa 25 mila docenti, oltre 15 mila sono assunti all’inizio di ogni anno scolastico con un contratto a tempo determinato; si tratta di diverse migliaia di docenti: una parte di essi, con il triste primato di oltre 25 anni di servizio precario, pur avendo superato il concorso del 2004, non è stata immessa in ruolo; gli altri, anch’essi con più di 36 mesi di servizio, per la maggior parte hanno insegnato sulla base di un incarico a tempo determinato da oltre 15 anni”.

Dunque, “doppiamente discriminati: perché soggetti a contratti a termine e perché esclusi dal piano di stabilizzazione. In tutti questi anni non si è mai addivenuti ad una soluzione; è necessario intervenire in modo risoluto e quanto prima, mettendo fine ad un precariato storico, perpetrato nel tempo a danno di migliaia di lavoratori”. Una possibile soluzione, ha concluso, “non può, in alcun modo, prescindere dall’anzianità di servizio e dai titoli che gli stessi, negli anni, hanno conseguito”.

 

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