“Chiediamo al ministro Bonisoli se non sia il caso di approvare una iniziativa normativa di controllo interno per cui venga attuata una preferenza nazionale nei prestiti delle opere conservate in Italia all’estero”. Lo auspica il deputato di Fratelli d’Italia e capogruppo in Commissione Cultura a Montecitorio, Federico Mollicone, prendendo spunto dal caso delle celebrazioni dei 500 anni dalla morte di Leonardo Da Vinci. Il sottosegretario ai Beni culturali, Lucia Borgonzoni, ha annunciato infatti nei giorni scorsi di aver ritrovato una mail datata 2017 del segretario generale del ministero ai tempi di Dario Franceschini in cui si chiede ai maggiori musei italiani di pensare a “un significativo programma leonardesco nel 2019, scegliendo luoghi, temi e tempi tali da non entrare in concorrenza con la grande mostra del Louvre programmata per lo stesso anno, con cui l’Italia intende collaborare attivamente”. Secondo Borgonzoni, così facendo, “il governo precedente ha deciso di svendere Leonardo alla Francia”.

LA PROPOSTA SULLA ‘PREFERENZA NAZIONALE’

Alla luce dell’intervento del Sottosegretario Borgonzoni, Mollicone lancia la sua proposta, in considerazione del fatto che “la diplomazia culturale deve avere una visione politica e non solo tecnica e non essere lasciata alla – talvolta eccessiva – competitività e ambizione dei direttori italiani che preferiscono prestare all’estero le opere piuttosto che ai musei italiani stessi”. Ovviamente, sottolinea Mollicone, “non siamo contro la diplomazia culturale delle grandi mostre internazionali che servono a fare grande l’Italia nel mondo e a stabilire rapporti anche commerciali, ma devono rispondere a una visione politica”.

Secondo la proposta di Fratelli d’Italia, Mibac e Ministero degli Esteri devono lavorare in maniera sinergica. “La Farnesina è già coinvolta tecnicamente nella gestione dei prestiti e dei rapporti bilaterali con protocolli d’Intesa e così via. A monte però, il Mibac deve dare un assenso – ovviamente sviluppando una procedura rapidissima e non aumentando disagi e ritardi – perché un prestito sia concesso a una nazione, a museo internazionale o a uno italiano in base all’importanza della mostra, in base all’importanza della ricorrenza e in base all’importanza di rapporti bilaterali”.

IL CASO DI LEONARDO

La notizia di una lettera rinvenuta dal sottosegretario Borgonzoni è, secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, “stupefacente in senso negativo”. Mollicone ritiene infatti che “un anniversario come quello di Leonardo debba essere guidato nelle ricorrenze dall’Italia, perché Leonardo è stato sì un genio universale, ma va ricordato a tutto il mondo che era italiano oltre a essere il simbolo del Rinascimento e della creatività umana”.

Inoltre, Mollicone rivendica un ‘diritto di precedenza’ negli allarmi sulla ‘fuga’ delle opere di Leonardo all’estero in occasione delle celebrazioni del 2019. “Pur facendo i complimenti alla sottosegretaria Borgonzoni per il modo con cui sta trattando il tema dell’anniversario, rivendichiamo come Fratelli d’Italia di essere stati i primi anche con un’interrogazione al ministro Bonisoli a denunciare il prestito prioritario da parte della Galleria Borghese del quadro leonardesco Leda e il cigno al Louvre invece che all’Accademia di Venezia nonostante l’Accademia avesse fatto prima la richiesta e sia una delle prime eccellenze culturali italiane”. Una circostanza, secondo il deputato Fdi, aggravata dal fatto che “questo prestito era stato portato avanti da una direttrice che era sospesa e poi misteriosamente reinserita in servizio che, tra i suoi primi atti, ha proprio sostenuto contro il parere del ministero il prestito di Leda e il Cigno al Louvre”.

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