Silvia Costa Parlamento europeo 2Volge al termine l’Anno europeo del patrimonio culturale: 12 mesi, oltre 12mila eventi che hanno coinvolto 37 Paesi e 7 milioni di persone. Un anno, ha commentato l’eurodeputata dem Silvia Costa, “che abbiamo voluto fortemente in Europa noi italiani, in commissione Cultura, con me Presidente, e il Governo italiano con il Ministro Franceschini, alla presidenza di turno della Ue nel 2014. Grazie a questa scelta la cultura e il patrimonio culturale (materiale immateriale paesaggistico e digitale) sono stati finalmente messi al centro del progetto europeo come identità condivisa nella ricchezza della diversità linguistica e culturale, come motore di sviluppo sostenibile locale nazionale e transnazionale, come fattore educativo e innovativo, come fattore di coesione, inclusione sociale e produttività”.

LE 10 GRANDI TEMATICHE

Un anno, prosegue la Costa, “che ha individuato dieci grandi tematiche trasversali, dalla qualità degli interventi sul patrimonio alle tradizionali e nuove competenze necessarie, dalla tutela all’educazione al patrimonio, dalla gestione partecipativa al rapporto pubblico privato, dalla diplomazia culturale al rapporto con la ricerca, dalla digitalizzazione alle nuove imprese creative al Turismo culturale”.

L’EREDITA’ DELL’ANNO DEL PATRIMONIO CULTURALE

“Un anno che non finisce oggi ma che si è tradotto in una nuova Agenda europea per la Cultura, una vera strategia di politica culturale europea per i prossimi anni, con il programma Europa creativa 2021/27 di cui sono relatrice in Parlamento europeo e per cui ho chiesto di raddoppiare il budget a 1,8 miliardi. Ma che continua anche con Matera capitale europea della cultura 2019, e con l’inserimento di finanziamenti per la cultura, il patrimonio culturale e le imprese creative e culturali in tutti i programmi europei, da Erasamus a Horizon, dai fondi strutturali alla politica estera europea”.

“Il mio augurio – conclude l’eurodeputata – è che dalla cultura e dal dialogo interculturale riparta l’Europa”.

SCIACCHITANO

“Da advisor scientifico sono molto felice che l’impostazione dell’Anno europeo abbia funzionato. Senza lasciare nessuno indietro”, ha commentato Erminia Sciacchitano, della Commissione europea. “Un esempio di intelligenza Connettiva e democrazia per la gestione sostenibile dei beni comuni che apre nuove strade in Europa”.

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