Nessuna partecipazione pubblica da razionalizzare nell’ambito del Ministero dei Beni culturali. In particolare, non risulta rientrare nel piano di razionalizzazione l’unica partecipazione detenuta dal Ministero: quella in ALES – Arte e Lavoro e Servizi S.p.a. di cui il Ministero è unico azionista.

Così è stabilito nel decreto di razionalizzazione approvato dal ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli, in attuazione della razionalizzazione periodica delle partecipazioni pubbliche prevista dal decreto legislativo n. 175 del 2016 recante “Testo unico in materia di società partecipazione pubblica”.

Il Testo unico stabilisce l’obbligo per le pubbliche amministrazioni di procedere annualmente ad un’analisi dell’assetto delle società in cui esse detengono partecipazioni, dirette o indirette. L’analisi porta l’amministrazione a stabilire la razionalizzazione, fusione o soppressione delle società indicate nella relazione che consegue alla ricognizione.

LA PARTECIPAZIONE IN ALES S.P.A.

Il decreto specifica che Ales S.p.a. non ricade in nessuna delle ipotesi previste dal Testo unico quale causa di razionalizzazione. La partecipazione del Mibac ad essa infatti rientra tra le finalità ammesse dallo stesso Testo unico. Ales S.p.a. soddisfa i requisiti previsti perché “svolge servizi indispensabili per il perseguimento delle finalità” del Mibac “con particolare riferimento alla valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale”. Inoltre, l’offerta dei servizi svolti risulta “conveniente dal punto di vista economico e della sostenibilità finanziaria”.

I piani di razionalizzazione delle amministrazioni pubbliche devono essere redatti qualora le stesse evidenzino delle caratteristiche nelle proprie società partecipate. Nello specifico, Ales S.p.a, rispetto alle caratteristiche di cui al Testo Unico, non risulta priva di dipendenti o con numero di amministratori superiore al numero di dipendenti. Non si tratta di società che svolga attività analoga o similare a quelle svolte da altre società partecipate o da enti pubblici strumentali del Ministero. Non ha conseguito, nel triennio precedente, un fatturato medio non superiore a un milione di euro e non necessita di contenimento dei costi di finanziamento né di aggregazione di società.

La partecipazione azionaria ad Ales S.p.a. soddisfa, oltre ai requisiti del Testo Unico in materia di società a partecipazione pubblica, tutti i requisiti delle società in house richiesti dal Codice dei contratti (decreto legislativo n. 50/2016).

IL PIANO DI RAZIONALIZZAZIONE

Finalità del Testo Unico in materia di società a partecipazione pubblica è l’efficiente “gestione della partecipazioni pubbliche, a tutela e promozione della concorrenza e del mercato, nonché alla razionalizzazione e riduzione della spesa pubblica”.

È proprio a tal fine che il Testo Unico stabilisce l’obbligo per le pubbliche amministrazioni di procedere annualmente ad un’analisi dell’assetto delle società in cui detengono partecipazioni. L’analisi porta l’amministrazione a stabilire la loro razionalizzazione, fusione o soppressione delle società indicate. Questo processo deve essere effettuato entro il 31 dicembre di ogni anno ed accompagnato da una relazione nella quale si specificano le modalità e i tempi di attuazione della fusione, soppressione, liquidazione o cessione delle società oggetto del processo di razionalizzazione.

Al momento dell’entrata in vigore del Testo unico era seguita una revisione straordinaria delle partecipazioni. In particolare, il decreto legislativo n. 175/2016 stabiliva in quel contesto l’obbligo di dismissione delle società che non rispondevano ai requisiti in esso contenuti entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del decreto stesso. Le amministrazioni pubbliche aveva inviato il provvedimento di ricognizione alla Corte dei conti.

Approfondimenti:

Decreto di ricognizione delle partecipazioni pubbliche del Mibac

 

Articoli correlati