“È la riparazione di una sonorissima ingiustizia”. L’Assessore alla cultura del Friuli Venezia Giulia, Tiziana Gibelli, accoglie così l’inserimento della Cineteca italiana e della Cineteca del Friuli tra le cinque cineteche sostenute dal Fondo per il cinema e l’audiovisivo con risorse del Mibac. In un’intervista ad AgCult, Gibelli si dice “moderatamente contenta perché con la legge sul cinema era stata fatta un’ingiustizia escludendo due cineteche che avevano tutti i titoli per essere tra le più importanti d’Italia”. Secondo l’assessore, “abbiamo cinque soggetti riconosciuti dal circuito internazionale delle cineteche, averne messe solo tre sembrava proprio una ‘conventio ad excludendum’. E non per questioni politiche, si badi bene: Lombardia e Friuli Venezia Giulia avevano all’epoca del ‘danno’ infatti amministrazioni di colore diverso”.

L’INIZIATIVA DI LOMBARDIA E FRIULI

Lombardia e Friuli Venezia Giulia, proprio su iniziativa a ottobre dell’assessore Gibelli, si erano schierate insieme per difendere la Cineteca italiana (con sede a Milano) e la Cineteca del Friuli, “escluse in modo inspiegabile e inaccettabile” dai contributi annuali garantiti dalla Legge Cinema. Finora, infatti, la Legge 220 del 2016 (Cinema e audiovisivo) prevedeva il sostegno stabile per la Fondazione Cineteca di Bologna, la Cineteca nazionale di Roma e la Cineteca del Museo nazionale del cinema di Torino. Da quella iniziativa era nato un emendamento presentato alla Manovra 2019 e ora approvato.

Una vicenda che si chiude, ma che – secondo l’assessore – forse si sarebbe potuta chiudere anche prima. Del resto, nota Gibelli, non sarebbe stato complicato raddrizzare la situazione già nella Legge di Bilancio dello scorso anno. “Io ho posto semplicemente la questione alla commissione regionale Cultura, i consiglieri di tutti i partiti hanno riconosciuto che c’era un’iniziativa da fare e hanno interessato i propri parlamentari di riferimento”.

COSA CAMBIA

A questo punto, le due cineteche di Milano e di Gemona entrano a pieno titolo tra gli enti le cui attività sono sostenute dal Ministero per i beni e le attività culturali a valere sul Fondo per il cinema e l’audiovisivo. Dal punto di vista economico “una parziale riparazione fatta dal governo precedente consisteva nel mettere più risorse in un fondo destinato a sostenere attività da cineteca previa presentazione ogni anno di progetti specifici”.

Si tratta di un fondo che accoglie istituzioni impegnate su altri fronti, ma che realizzano occasionalmente attività da cineteca. “Per ovviare a quel torto, erano stati messi maggiori fondi a disposizione delle due cineteche di Milano e Gemona”. Quindi, se una riparazione c’era stata dal punto di vista del sostegno economico, mancava ancora quella formale. Che la Manovra 2019 ha sanato ‘spostando’ la cineteca lombarda e quella friulana insieme alle altre.

IL NODO RISORSE

A questo punto, si tratterà di vedere se le risorse, che erano destinate alle due cineteche nel fondo con cui venivano sovvenzionate precedentemente, saranno spostate andando a integrare il fondo che raccoglie le (ora) cinque cineteche nazionali.

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