Euyo orchestra musica concerto lirica opera fondazioniIscrivere il Belcanto e l’Opera lirica italiana a patrimonio immateriale dell’Unesco. Questo l’obiettivo della petizione lanciata nelle scorse settimane su change.org (leggi) dal presidente della Fondazione Univerde Alfonso Pecoraro Scanio, una raccolta firme che arriva dopo il successo dell’iniziativa #pizzaunesco lanciata sempre dall’ex ministro, che ha portato negli scorsi mesi al riconoscimento dell’Arte dei pizzaiuoli napoletani a patrimonio immateriale dell’umanità (leggi).

Con questa petizione si chiede alla Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco, al ministero dei Beni Culturali, al ministero dell’Istruzione e al ministero degli Esteri di attivarsi perché sia definito un dossier per la candidatura de “Il Belcanto e l’Opera Lirica Italiana” che coinvolga le Fondazioni liriche, i Conservatori di musica e le realtà culturali, professionali e della Società civile interessate; e perché venga proposta all’Unesco la candidatura de “Il Belcanto e l’Opera Lirica Italiana” per il riconoscimento quale patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

LIRICA AMBASCIATRICE DELLA NOSTRA CULTURA ALL’ESTERO

“Dobbiamo rendere onore all’Italia, al Belcanto e all’Opera lirica, perché la Cina ha già registrato nel 2010 l’Opera lirica cinese come patrimonio mondiale dell’umanità, ed è paradossale che non l’abbia fatto il paese dell’Opera lirica, che ha il più antico teatro lirico al mondo, il San Carlo di Napoli”, spiega Pecoraro Scanio ad AgCult.

“Da anni sono state presentate varie proposte per far riconoscere il Belcanto e l’Opera lirica italiana come Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità ma non è mai stata avanzata una candidatura ufficiale da parte della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco. Se la Cina è riuscita a far iscrivere l’Opera cantonese non vedo perché l’Italia non debba preservare una tra le più importanti tradizioni musicali al mondo, vera ambasciatrice della nostra cultura all’estero”.

La tradizione musicale italiana, spiega, è infatti riconosciuta come una delle più importanti al mondo. L’italiano è considerato “la lingua della musica”, infatti in molti termini musicali e certamente in quelli legati all’opera lirica si usa universalmente l’italiano. Il Belcanto e l’Opera Lirica sono inoltre nati in Italia e sono parte integrante del patrimonio culturale immateriale del Belpaese.

RILANCIARE MADE IN ITALY CULTURALE

“Mentre sostenevo la campagna per l’Arte dei pizzaiuoli napoletani a patrimonio dell’umanità, più volte è emersa la necessità di rilanciare non solo il made in Italy agroalimentare ma anche il made in Italy culturale. Sicuramente il Belcanto e l’Opera lirica sono uno degli esempi più importanti, un’immagine potente dell’Italia sul quale non c’è ancora un investimento sufficiente come sistema paese, non è ancora un settore su cui si investe come attrattore di un turismo sostenibile e di qualità nel nostro paese”, spiega.

LE ADESIONI

“Ha già aderito alla campagna il sottosegretario agli Esteri, Manlio De Stefano (M5S), ma tutte le forze politiche si sono dichiarate a favore”, aggiunge l’ex ministro dell’Ambiente. “C’è stata l’adesione della Dante Alighieri, della Conferenza dei direttori dei conservatori musicali e dell’Associazione che riunisce i sovrintendenti delle Fondazioni lirico italiane. Hanno poi aderito a titolo personale il sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma, Carlo Fuortes, e del Teatro San Carlo di Napoli, Rosanna Purchia, così come i Rettori delle Università di Napoli “Federico ll”, Gaetano Manfredi, e “L’Orientale”, Elda Morlicchio. Mi fa piacere anche il sostegno arrivato da una trasmissione popolare come ‘Striscia la Notizia’ e da Jimmy Ghione”.

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