mibact collegio romano cultura comitato bcgIl ministero dei Beni culturali sblocchi prima del 15 novembre la situazione dei circa 70 idonei rimasti in graduatoria ancora da assumere, anche alla luce degli annunci fatti da Alberto Bonisoli secondo cui “le assunzioni costituiscono per il Mibac una priorità”. E’ quanto chiede il Comitato Idonei Mibac, che non nasconde “preoccupazione per lo scenario di incertezza in materia di assunzioni” venutosi a creare con la Legge di bilancio 2019.

COSA PREVEDE LA MANOVRA

La manovra, infatti, se da un lato consente lo scorrimento – nel limite massimo di spesa di 3,75 milioni di euro e per un numero di posizioni superiore al 100 per cento dei posti messi a concorso – delle graduatorie relative alle procedure di selezione pubblica bandite con la Legge di bilancio 2016 (il concorso dei 500 voluto dall’ex ministro Franceschini), dall’altro stabilisce che per l’anno 2019, la Presidenza del Consiglio dei ministri, i Ministeri, gli enti pubblici non economici e le agenzie fiscali, in relazione alle ordinarie facoltà assunzionali riferite al predetto anno, “non possono effettuare assunzioni di personale a tempo indeterminato con decorrenza giuridica ed economica anteriore al 15 novembre 2019”.

IL FONDO ASSUNZIONI DEL 2017

Un comma, quest’ultimo, che non dovrebbe interessare i 70 rimasti fuori dal concorsone del 2016, dal momento che le risorse per la loro assunzione dovrebbero essere reperite dal fondo – istituito con la Legge di bilancio 2017 – destinato ad “assunzioni di personale a tempo indeterminato, in aggiunta alle facoltà assunzionali previste a legislazione vigente, nell’ambito delle amministrazioni dello Stato”. Fondo rifinanziato nell’ultima manovra per 130,7 mln nel 2019.

LE PROBLEMATICHE

Il condizionale è però d’obbligo, secondo quanto apprende AgCult. Infatti, la strada per i “70” non è così in discesa. Al Fondo del 2017 attingono infatti tutte le amministrazioni pubbliche e la priorità viene data, ad esempio, alle Forze armate. I tempi potrebbero quindi allungarsi, anche in considerazione del fatto che la messa a disposizione per il Mibac delle risorse del Fondo richiede dei tempi tecnici non certo immediati, il che potrebbe portare la disponibilità economica a ridosso della data del 15 novembre.

La Ragioneria dello Stato, inoltre, potrebbe sollevare delle riserve sulla compatibilità del comma che rifinanzia il Fondo 2017 con il comma della manovra 2019 che invece blocca le assunzioni fino al 15 novembre 2019. Detto questo, non è però escluso che i tecnici del Collegio Romano possano trovare altre formule per risolvere eventuali problematiche che potrebbero presentarsi.

IL CONCORSO DEI 500 (+500)

Nel 2016 l’allora ministro Franceschini ha indetto un concorso per l’assunzione a tempo indeterminato presso il Mibac di 500 funzionari (poi saliti a 1000) nei profili professionali di antropologo, archeologo, architetto, archivista, bibliotecario, demoetnoantropologo, promozione e comunicazione, restauratore e storico dell’arte.

I RESTAURATORI

A metà dicembre 2018 si sono concluse le procedure per l’assunzione di 160 restauratori rimasti ancora fuori (leggi), che hanno preso servizio dal 7 di gennaio del 2019, così distribuiti: 7 in Abruzzo, 1 in Basilicata, 3 in Calabria, 20 in Campania, 7 in Emilia Romagna, 1 in Friuli Venezia Giulia, 37 in Lazio di cui 15 presso l’Istituto Centrale per la Conservazione ed il Restauro, 4 in Liguria, 8 in Lombardia, 5 nelle Marche, 3 in Molise, 5 in Piemonte, 10 in Puglia, 4 in Sardegna, 2 in Sicilia, 38 in Toscana di cui 25 presso l’Opificio delle Pietre Dure, 3 in Umbria e 2 in Veneto.

LE PROSSIME ASSUNZIONI

La manovra 2019 prevede un piano straordinario di assunzioni che entro il 2021 porterà ad integrare gli organici con mille nuove unità extra turnover, cioè al di là della naturale turnazione per le cessazioni, cui va aggiunto lo scorrimento delle graduatorie degli idonei al concorso del 2016 e la progressione interna al ministero dei cosiddetti “funzionari ombra” (questi sì interessati dal blocco delle assunzioni fino al 15 novembre 2019). Con un prossimo decreto, ha inoltre annunciato il sottosegretario Gianluca Vacca, “provvederemo poi ad altre assunzioni in regime di turnover, cioè in sostituzione del personale che va in pensione” (leggi).

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